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IndyCar, primo successo di Dixon a Detroit! 6 Honda nelle prime 6 piazze!

Il GP di Detroit è stato un trionfo Honda in casa Chevrolet! A vincere è stato Scott Dixon, pilota Ganassi che è riuscito a espugnare la corsa dopo aver battuto tutti i suoi rivali. Molto bene erano andati i piloti Andretti, con Marco e Hunter-Reay in palla a inizio e fine gara. Anche Graham Rahal…

2 Giugno 2018
3 min read

Il GP di Detroit è stato un trionfo Honda in casa Chevrolet! A vincere è stato Scott Dixon, pilota Ganassi che è riuscito a espugnare la corsa dopo aver battuto tutti i suoi rivali. Molto bene erano andati i piloti Andretti, con Marco e Hunter-Reay in palla a inizio e fine gara. Anche Graham Rahal ha brillato, però è finito a muro e ha perso tutto.

IndyCar, primo successo di Dixon a Detroit! 6 Honda nelle prime 6 piazze!

6 Honda nelle prime 6 posizioni, 8 nelle prime 10. I buoni risultati della Honda stupiscono: l’anno scorso si pensava che le buone performance nipponiche erano frutto dell’aerodinamica. E invece sembra proprio che è il motore giapponese, con erogazione più gentile, a favorire le sue vetture rispetto alle Chevy. In quota Honda è entrato anche un italiano: è Santino Ferrucci, che sostituisce Fittipaldi al Dale Coyne Racing. Ferrucci corre in quota Trident nel campionato F2.

La pole position è andata a Marco Andretti, affiancato in prima fila da Scott Dixon. Il figlio e nipote d’arte mantiene la prima posizione: la partenza è ordinata e il primo spunto arriva da Rossi che passa Wickens ma poi subisce un contro-sorpasso. Il canadese perde contatto dai primi due. Molto aggressivo Tony Kanaan che sbrana Simon Pagenaud, in difficoltà nelle prime fasi.

Al giro 7 Newgarden entra ai box mentre Spencer Pigot sorpassa James Hinchcliffe. Dal 9° giro Wickens entra in crisi di gomme: perde così la posizione su Rossi e Sato. Il canadese rientra ai box e monta le gomme dure. È rientrato anche Hunter-Reay. Con tattica Newgarden induce Wickens all’errore e lo passa. La prima fase di gara è molto traquilla.

Al 19° giro si ferma Simon Pagenaud: comincia la prima vera girandola di pit-stop. Graham Rahal si scalda cercando di passare Alexander Rossi: è su gomme dure e vuole campo libero. Rossi e Andretti rientrano in sequenza, rimane Dixon in testa. Li segue Will Power, dopo rientra anche Dixon. Rahal è in testa in solitaria. La corsa si giocherà tutta sulle strategie di gara. Al 26° giro rientra ai box Rahal, che s’interpone tra Dixon e Andretti. Ma Rahal anche stavolta ha gomme diverse dagli altri: le morbide.

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Hunter-Reay rientra ai box e esce subito davanti a Marco Andretti e Alexander Rossi. Il campione 2012 resiste leonino agli attacchi dei rivali e conserva la terza piazza. A metà gara conduce Scott Dixon, inseguito da Graham Rahal e Ryan Hunter-Reay. Nelle prime sette posizioni ci sono solo motori Honda: il primo Chevy è Power in 8^ piazza.

Al 42° giro scoppia il duello tra Rahal e Hunter-Reay. Il campione 2012 è il primo dei piloti su strategia a tre soste, mentre il figlio d’arte monta le gomme morbide (unico in pista). Al 45° giro Scott Dixon rientra ai box assieme a Graham Rahal e Rossi. Al 47° rientrano Andretti e Hunter-Reay. Ma al 47° giro Rahal esce e va a muro per una foratura: sventolano le bandiere gialle ed entra la pace car. Ricompattandosi il gruppo, saltano le strategie: chi è già rientrato ne ha tratto vantaggio. Si fermano, ritardatari, Kanaan, Leist, Kimball e Pagenaud.

Al 53° giro risventola la bandiera verde! Le posizioni in testa rimangono invariate, con Hunter-Reay capace di respingere Andretti e poi di rifarsi sotto a Dixon. Dietro invece Jones perde una posizione su Sato. Al 55° giro Santino Ferrucci va a muro! Il #19 ha perso il controllo in frenata: è stato Charlie Kimball a tamponarlo. Il restart è al 50° giro. Alexander Rossi sorpassa all’esterno Marco Andretti! Mentre Kimball sconta un drive-through, si scalda il gruppetto composto da Power, Wickens, Newgarden, Pigot e Hinchcliffe. Gli ultimi giri sono però più tranquilli del previsto e a vincere è Scott Dixon!

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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