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Test Ungheria, Day 2: Russell gira veloce, Raikkonen gira di più. Kubica torna su una FW41…multicolore

E’ stato ritoccato al ribasso il record non ufficiale dell’Hungaroring messo a segno da Antonio Giovinazzi nel corso del Day 1 dei test in season della Formula 1. A limare infatti qualche ulteriore decimo al crono fatto registrare dalla Ferrari SF71-H #99 è stata la sua grande avversaria in questo 2018, la Mercedes W09 Hybrid, che una…

2 Agosto 2018
4 min read

E’ stato ritoccato al ribasso il record non ufficiale dell’Hungaroring messo a segno da Antonio Giovinazzi nel corso del Day 1 dei test in season della Formula 1. A limare infatti qualche ulteriore decimo al crono fatto registrare dalla Ferrari SF71-H #99 è stata la sua grande avversaria in questo 2018, la Mercedes W09 Hybrid, che una volta lasciatisi alle spalle i problemi al cambio occorsi nella prima giornata ha ripreso a girare con la regolarità e la velocità che il Circus ha ormai imparato a conoscere.

© Wolfgang Wilhelm / Mercedes AMG F1 Press
© Wolfgang Wilhelm / Mercedes AMG F1 Press

Al volante della Freccia d’Argento che si è portata davanti a tutti nella classifica del Day 2 della sessione magiara dei test c’è stato di nuovo George Russell, preso in prestito dal team di Brackley direttamente dalla Formula 2. Il giovane britannico ha chiuso la giornata con un 1’15″575 – messo a segno con un set di HyperSoft – arrivato in uno dei suoi 116 passaggi, ed oltre ad aver proseguito il lavoro di sviluppo sull’ala a basso carico che Mercedes utilizzerà con ogni probabilità a SPA e a Monza si è tolto anche la soddisfazione di tenersi dietro Kimi Raikkonen. Il finlandese si è infatti dovuto accontentare della seconda posizione (a soli 74 millesimi di ritardo dal crono di Russell) a causa di qualche errore di troppo commesso nel corso della propria simulazione di qualifica con gomme HyperSoft, ma è riuscito comunque ad inanellare 131 giri totali che sicuramente saranno stati utili alla Ferrari per comprendere al meglio la nuova ala anteriore a basso carico che servirà a rispondere a Mercedes sia in Belgio che in Italia. Stakanovista di giornata assieme al #7 è stato poi Jake Dennis, il giovane britannico che ha ereditato la RB14 da Daniel Ricciardo: anche per lui sono stati infatti 131 i passaggi complessivamente completati, con la Red Bull che ha continuato ad accumulare dati sull’ala anteriore in configurazione 2019 che era apparsa già nel corso del Day 1 sulla monoposto di Milton Keynes.

Ai piedi del podio virtuale e staccato di poco più di mezzo secondo dall’1’17″012 messo a segno da Dennis c’è poi Antonio Giovinazzi, che nel Day 2 ha abbandonato la SF71-H per prendere posto sull’Alfa Romeo Sauber: l’italiano ha condotto un’altra discreta giornata di test, mettendo assieme 120 giri e raccogliendo dati utili per la scuderia di Hinwil, e si è anche tolto lo sfizio di essere più veloce del crono messo a segno nel Day 1 da Ericsson a parità di gomme. Alle spalle del pilota di Martina Franca c’è poi la Force India di Nikita Mazepin, che ha causato le uniche due bandiere rosse di giornata a causa di problemi tecnici ma che, nonostante ciò, è comunque riuscita ad issarsi in 5^ piazza grazie ad un 1”17″748 messo a segno con le HyperSoft in uno dei 51 giri percorsi. Si è rivisto in pista anche Robert Kubica: l’esperienza del pilota polacco è stata sfruttata dalla Williams per cercare di capire qualcosa in più dell’ala anteriore in versione 2019, e la monoposto del team di Grove è spesso andata in pista quasi totalmente coperta dalla vernice flow-viz, piazzata in più punti – e con più tinte cromatiche – praticamente su ogni parte dell’auto. Kubica ha chiuso il Day 2 in 6^ posizione, mettendo a referto 103 giri e facendo segnare un 1’18″451 – con gomme HyperSoft – come migliore prestazione.

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7^ posizione per Lando Norris, che ha completato 73 passaggi e che nonostante non abbia montato le HyperSoft ha chiuso la giornata con un dignitoso 1’18″472 come miglior riferimento, mentre è Artem Markelov, salito sulla R.S. 18 ed in grado di mettere assieme 108 giri, il migliore dei quali in 1’18″496. A completare la classifica, infine, ci sono le due Toro Rosso. Ricordo infatti che la scuderia faentina è stata l’unica a girare con entrambe le auto nel corso di questa sessione, avendone dedicata una ai test veri e propri ed un’altra allo sviluppo delle Pirelli del 2019. Nel corso del Day 2 la vettura “indipendente” è stata affidata a Sean Gelael, che ha chiuso in 1’19″046 una giornata che lo ha visto percorrere 122 passaggi, mentre la STR13 impegnata nei test con Pirelli è stata guidata a turno da Pierre Gasly e Brendon Hartley, autori rispettivamente di un 1’19″790 e di un 1’20″221 come miglior prestazione e capaci di mettere complessivamente assieme ben 142 giri.

Ecco la classifica completa al termine del Day 2 dei test all’Hungaroring:

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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