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Toyota riesce a perdere la 6 H di Silverstone: squalificate entrambe le TS050, vince una Rebellion!

Sembrava essersi risolta in un’altra cavalcata trionfale per le Toyota TS050 Hybrid-Hybrid la 6 Ore di Silverstone del FIA WEC andata in scena ieri pomeriggio. Le due LMP1 ibride del Sol Levante avevano iniziato a doppiare le pari categoria private dopo appena mezz’ora di gara, ed allo sventolare della bandiera a scacchi la vettura #8 dell’equipaggio…

20 Agosto 2018
2 min read

Sembrava essersi risolta in un’altra cavalcata trionfale per le Toyota TS050 Hybrid-Hybrid la 6 Ore di Silverstone del FIA WEC andata in scena ieri pomeriggio. Le due LMP1 ibride del Sol Levante avevano iniziato a doppiare le pari categoria private dopo appena mezz’ora di gara, ed allo sventolare della bandiera a scacchi la vettura #8 dell’equipaggio Buemi-Nakajima-Alonso – seguita dalla gemella con il #7 sulla carena – aveva accumulato ben 4 giri di vantaggio sulla terza classificata, la Rebellion #3 di Beche-Laurent-Menezes.

© Marius Hecker / FIA WEC Press
© Marius Hecker / FIA WEC Press

La doccia fredda per gli uomini nipponici è arrivata tuttavia nella notte italiana, quando gli Steward del mondiale Endurance hanno ufficializzato una decisione che ha del clamoroso: entrambe le Toyota TS050 sono state squalificate dalla 6 Ore di Silverstone a causa di un’irregolarità tecnica. Sembra infatti che il fondo delle due LMP1 nipponiche si sia flesso in maniera irregolare (di 6 mm sul lato destro e di 8 mm su quello sinistro sulla #8 vincitrice e di 9 mm su entrambi i lati sulla #7 giunta 2^) una volta sottoposto ad un carico di 2.500 N, infrangendo così l’articolo 3.5.6.d del Regolamento Tecnico del FIA WEC, obbligando i Commissari ad optare per la squalifica di entrambe le vetture e riscrivendo la classifica della 6 Ore di Silverstone, con la Rebellion #3 ora davanti alla gemella #1 di Lotterer-Jani ed alla SMP Racing #17 di Sarrazin-Orudzhev.

Il costruttore giapponese, dal canto suo, ha ovviamente provato a giustificare questa flessione, motivandola come una conseguenza di ripetuti impatti con i cordoli andati in scena durante la gara. “Sebbene non ci siano prove di un impatto” – hanno però risposto i Commissari – “Toyota ha sostenuto che l’unica causa di questa flessione irregolare sia un fuoripista di entrambe le auto, che deve aver prodotto come risultato il danneggiamento di alcune componenti interne che servono a mantenere rigida quella parte della vettura. Abbiamo quindi valutato questa ipotesi, ma abbiamo deciso che l’auto, in assenza di un incidente, dev’essere in grado di sostenere le normali fatiche di una gara lunga 6 ore.

Certo è che, dati gli spergiuri di Toyota – che in un comunicato ufficiale sostiene di non aver modificato quella sezione dall’auto sin dall’inizio dell’anno – viene da pensare a quanto siano state fortunate le LMP1 nipponiche a non avere un fondo così flessibile al termine della 24 Ore di Le Mans…

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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