Il prossimo 27 Gennaio Artcurial, casa d’aste parigina, giocherà in casa puntando a sorprendere grazie a un incanto con tanto motorsport. In occasione dell’edizione 2026 di Rétromobile ci saranno alcune vetture decisamente interessanti e noi vi portiamo alla scoperta di queste meraviglie!
A seguito dei grandi risultati dell’asta “Renault Icons”, tenutasi nei primi giorni dello scorso Dicembre, Artcurial suona la carica in occasione di Rétromobile 2026, la rassegna europea più importante relativa alle auto d’epoca. Dopo essersi vista soffiare il posto di incanto ufficiale della manifestazione, in questa occasione appannaggio di Gooding Christie’s, la casa d’aste parigina non rimane a guardare ma rilancia con un incanto decisamente interessante. Da qui la decisione di intitolare l’asta “Automobile Legends”, con l’accento alla francese, se lo leggete all’inglese vi defenestrano!

Ormai conoscete bene il nostro nostro punto di vista sulle aste internazionali, da sempre orientato verso tutto ciò che è legato al motorsport. Ecco perché siamo qui a farvi una nostra selezione del catalogo dell’asta, composto da 74 lotti per tutte le tasche e decisamente poliedrici. Si spazierà da una vetturetta a motore pensata per i più piccoli negli anni 50 e restaurata da Jean Rondeau a delle monoposto di F1 incredibili, delle quali alcune legate a Jean Alesi. Nel mezzo auto d’epoca bellissime e dalle quotazioni spesso non alla portata di tutti e una chicca da veri appassionati: con il lotto numero 4 verrà aggiudicato un V10 Peugeot A10 del 1995 che arriva direttamente da una Jordan 195 dello stesso anno, nel caso vi servisse un soprammobile “esotico” per il salotto di casa. Siete pronti a rimanere a bocca aperta?
F1: monoposto nel segno di Alesi
Mentre le monoposto che calcheranno la scena saranno ben tre, abbiamo deciso di parlarvi di due di esse, decisamente particolari e da riscoprire con la loro storia affascinante. Come potrete notare andando avanti, queste auto hanno un legame veramente importante col più italiano dei piloti francesi, colui che ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei ferraristi e degli appassionati di F1 in generale: Jean Alesi. Si parla infatti di vetture con un peso specifico notevole nella carriera del driver francese, avendolo accompagnato nei primi anni della sua carriera nella massima serie.

La prima di esse è una Tyrrell- Ford Cosworth DFR 018 del 1989, associata a Jean Alesi avendolo accompagnato nel suo debutto in Formula 1 a Le Castellet nel medesimo anno. Questo avviene a seguito dell’interruzione brusca del rapporto con Michele Alboreto, sponsorizzato Marlboro, rifiutatosi di rompere questo rapporto commerciale per consentire la sponsorizzazione Camel alla scuderia inglese. Ken Tyrrell non se la passa bene e quei soldi servono, ecco spiegata la promozione di un giovane di belle speranze che primeggia in F3000. Alesi debutta così qualificandosi sedicesimo e arrivando quarto in gara, dopo aver accarezzato il sogno del podio prima del pit stop. La vettura all’asta è proprio lei, con lo chassis numero “2” prodotto per quella stagione e nata dall’inventiva di Harvey Postlethwaite e Jean-Claude Migeot. Inizialmente assegnata a Alboreto, la “018” in questione ottiene un quinto posto a Montecarlo e un sorprendente podio in Messico, giungendo terza.

Poi, proprio quando le dritte del pilota italiano sbrogliano la matassa dello sviluppo, arriva la separazione tra i due. Si aprono così le porte per Alesi e il feeling con la vettura è immediato, nonostante questi vi corra solo sei gare per la concomitanza con la F3000 che aveva promesso di terminare al suo team principal, Eddie Jordan. La vettura così passa anche per le mani di Johnny Herbert, venendo usata nelle prove libere in altre gare. La ritroviamo ai nastri di partenza anche nel 1990, guidata per le prime due gare da Satoru Nakajima, prima di godersi la meritata pensione. Da allora tanti proprietari per la “018”, fino all’acquisto di un appassionato inglese che la restaura portandola in pista a Goodwood e a Le Castellet, dove viene guidata da Alesi stesso nel 2025. Grazie alla sua originalità certificata e alla sua storia di rilievo, la “018” in questione viene valutata tra 700.000 e 900.000€, andando all’asta col lotto 26.

Passiamo poi all’altra monoposto legata al mitico Jean, una Ferrari F92A del 1992 nota per i suoi concetti così estremi da renderla l’incubo dei piloti che l’hanno portata in pista. Eppure ha un fascino tutto suo, quello delle idee rivoluzionare e del provare a sparigliare le carte con qualcosa di veramente nuovo, quello che manca tanto alla Formula 1 odierna. Montezemolo le prova tutte, riportando a Maranello Harvey Postlethwaite e Jean-Claude Migeot e affidando lo sviluppo del propulsore a Claudio Lombardi. Nasce così la 092, col suo famoso doppio fondo piatto che negli intenti dovrebbe essere una genialata e invece rende la monoposto difficile da guidare e per niente competitiva. Esteticamente i concetti originano una vettura bellissima e molto raffinata, differente da tutte le altre e dotata di una silhouette ineguagliabile. Con queste premesse i risultati non arrivano, ad eccezione di alcune gare sul bagnato dove Alesi si afferma come specialista sfruttando le doti della F92A.

La F92A all’asta, telaio numero “136”, appartiene allo stesso Alesi che l’ha portata al debutto sotto la pioggia a Magny Cours perdendo il podio a pochi giri dal termine a causa della rottura del propulsore. La stagione della “136” continua tra alti e bassi, segnando alcuni piazzamenti a punti e affrontando anche due gare guidata dal “nostro” Ivan Capelli, altro pilota della scuderia. Alla fine della stagione Alesi riceve la F92A in dono dalla Ferrari, dopo una revisione completa e due giri di prova effettuati a Fiorano. Da allora la monoposto rimane nella villa di Avignone di Jean, nello specifico nella palestra dell’abitazione, arrivando ai giorni nostri inutilizzata da allora. La benzina e l’aria negli pneumatici sono originali del 1992, così come tutto il resto che sembra uscito da una capsula spazio-temporale. Alesi spera bene che un appassionato la riporti in pista, dichiarando che sarà sempre la benvenuta al Paul Ricard da lui diretto. Se avete voglia di farle un “tagliandone” sappiate che andrà all’asta col lotto 25 e una valutazione che oscilla tra 3.000.000 e 5.000.000€. Il rischio di passare inosservati non esisterà di sicuro!
Endurance: tra nostalgia del Gruppo C e marchi dimenticati
Proseguendo alla scoperta delle perle contenute nel catalogo di Artcurial, spostiamo il nostro sguardo su due bellezze provenienti dal mondo dell’endurance. La prima che ci ruba gli occhi e il cuore è una Lancia LC2 del 1983, figlia della sfortunata epopea nelle gare di durata della casa torinese. La particolarità ulteriore di questa LC2 è rappresentata dal fatto che si tratta dell’unità prototipo, il primo degli appena sette esemplari prodotti per partecipare alle corse. E, giusto per ricordarlo, stiamo parlando dell‘unica auto italiana a presenziare il leggendario Gruppo C che ha infiammato gli animi negli anni 80. Mentre telaio e carrozzeria nascono dal genio di Dallara, il propulsore viene mutuato dalla Ferrari 308 Quattrovalvole, ovviamente rendendolo un’animale da pista. Il V8 riceve così due turbine KKK e ridotto a 2,6 litri, sprigionando una potenza di circa 700cv. Successivamente il propulsore cresce a 3 litri per una potenza di circa 800cv con delle modifiche volte a contrastare lo strapotere Porsche di quegli anni. Capace di raggiungere i 398km/h sul rettilineo dell’Hunaudières nella vecchia configurazione del tracciato della 24h di Le Mans, vince anche tre gare nel corso della sua carriera. Purtroppo a fare da contraltare alle prestazioni la Lancia si scontra con una mancanza di affidabilità che limiterà i successi della vettura nel corso della sua carriera agonistica. I piloti? Ovviamente il meglio del meglio: Patrese, Ghinzani, Alboreto, Nannini, Fabi, De Cesaris, Wollek, Andruet e il mitico Henri Pescarolo. E non li abbiamo citati tutti… E poi, che cosa dire della leggendaria livrea “Martini Racing”?

Nello specifico l’esemplare all’asta debutta nell’Aprile 1983, nei test della 1000 km di Monza, non prendendo parte alla gara per colpa di un incidente dovuto all’esplosione di uno pneumatico. Ritroviamo la LC2 in gara alla 24h di Le Mans 1983, come vettura incaricata di eseguire test di durata con Nannini, Andruet e Barilla. L’avventura sul circuito de La Sarthe termina alla tredicesima ora a causa di un problema a uno dei due turbocompressori, non senza aver impressionato il pubblico accorso. Dopo il termine della sua carriera da racer, la LC2 entra nella collezione di Yoshijuki Hayashi. Questi ne commissiona il restauro completo che ce la consegna oggi in configurazione identica alla 24h di Le Mans 1983, come confermano anche i nomi dei piloti riportati sulla carrozzeria. Certificata “Lancia Classiche” e dotata di un treno di gomme slick, può partecipare a tutte le manifestazioni più importanti, quali ad esempio la Le Mans Classic e altri happening organizzati da Peter Auto. Il lotto che la riguarda è il numero 58, mentre la valutazione oscilla tra 1.800.000 e 2.400.000€.

Passando oltre ci imbattiamo in una vettura dimenticata dai più e pressoché sconosciuta a chi non sia vissuto negli anni 90 o abbia giocato a Gran Turismo 2. Stiamo parlando della risposta francese alla Ferrari, ovvero la Venturi. Nello specifico qui abbiamo a che fare con una Venturi 600 LM-S del 1993, con un passato agonistico decisamente importante, specialmente per lo sviluppo del modello. La berlinetta in questione nasce nel 1993 come 500 LM, versione da gara della Venturi 400 GT stradale. L’esemplare all’asta viene inizialmente usato come prototipo di sviluppo dalla casa transalpina, affidato alle mani del collaudatore Jean-Philippe Vittecoq. Con queste specifiche la ritroviamo iscritta alla 24h di Le Mans 1993, dove a un diciassettesimo posto in qualifica tra le GT, segue un ritiro in gara per incidente dopo 80, sfortunatissimi, giri. In seguito a questo triste epilogo la vettura rientra in fabbrica dove viene ricostruita per partecipare all’edizione 1994 del campionato BPR col Team Agusta Racing. Questo ritorno in pista avviene come 600LM, dove 600 sono i cavalli sprigionati dal V6 biturbo di 3 litri che adesso riempie il vano motore. E dire che originariamente si parte dall’arcinoto V6 PRV ( Peugeot-Renault-Volvo ), nato per le ammiraglie transalpine e finito nei cofani più disparati, vedi quello della DeLorean DMC12.

Con questa configurazione vince quattro gare, facendo decisamente una bella figura e arrivando carica di speranze al 1995. L’anno seguente infatti la vede schierata dalla squadra ufficiale Venturi Team Lecuyer, aggiornata con gli ultimi sviluppi e denominata 600LM-S. Così configurata partecipa nuovamente anche alla 24h di Le Mans ma anche stavolta la fortuna non le arride, dato il ritiro al giro 130 per un incendio. Dopo il ritiro dalle competizioni la 600 LM-S se ne va in letargo per molti anni, tornando alla ribalta nel 2017 con la sua partecipazione al Gran Prix de l’Age d’Or.

Nel 2019 viene restaurata completamente ricevendo anche una nuova trasmissione a gestione elettronica, salvo poi passare all’attuale proprietario nel 2023. Adesso si presenta in formissima e pronta a riprendersi la scena nelle manifestazioni pistaiole dedicate alle vetture della sua generazione, ricordando a tutti che anche la Francia aveva la sua fuoriserie! La troveremo all’asta con il lotto 22 e valutata tra 380.000 e 460.000€.
Dove e quando
Come vi abbiamo anticipato l’asta avverrà in concomitanza con la settimana di Rétromobile a Parigi, vedendo però un corposo cambiamento rispetto agli incanti delle edizioni precedenti. Dato che Artcurial non terrà più l’asta ufficiale della manifestazione, l’evento si sposta nella location del Peninsula Hotel di Parigi, situato a una trentina di minuti dalla fiera se si utilizzano i mezzi pubblici.

La vendita all’incanto si terrà alle 14 di Martedì 27 Gennaio, mentre chi volesse scrutare le vetture in vendita prima di presentare un’offerta avrà varie occasioni per poterlo fare. Nello specifico i lotti saranno in esposizione Sabato 24 e Domenica 25 Gennaio dalle 10 alle 18, Lunedì 26 Gennaio dalle 9 alle 18 e il giorno dell’incanto dalle 9:30 sino alle 13. Insomma, Parigi sarà foriera di un’asta che si preannuncia scoppiettante, il vostro conto in banca sarà pronto ad affrontarla a testa alta?
