Il prossimo 29 Gennaio 2026 Gooding Christie’s organizzerà il consueto incanto in occasione di Rétromobile. Scrutando il catalogo ci siamo imbattuti in una Fiat Campagnola decisamente singolare. pronti a venire con noi alla Dakar per riscoprirne la storia?
Ogni appassionato di auto si segna sempre certe date sul calendario, specialmente quando sono legate a eventi imperdibili. Nello specifico ci riferiamo al più grande salone dedicato all’auto d’epoca che si svolga nel Vecchio Continente, ovvero Rétromobile. Questi si svolge ogni anno tra la fine di Gennaio e Febbraio, riservando sempre grandi gioie agli appassionati accorsi in loco, che col biglietto d’ingresso riescono a vedere una quantità quasi esagerata di auto bellissime. Per il 2026 la manifestazione si svolgerà tra il 28 Gennaio e l’1 Febbraio, portandosi appresso il solito “contorno” di aste organizzate dalle più grandi firme a livello mondiale. Inutile dire che tra il Gotha delle aste di auto d’epoca la competizione sia decisamente serrata, con rilanci a colpi di esemplari con valori stratosferici o dalla storia incredibile.

In questo contesto i nostri occhi si sono posati sull’asta di Gooding Christie’s e avremmo avuto vita facile a parlarvi di una delle tante supercar presenti in catalogo. Ma i nostri lettori sanno che abbiamo sempre un occhio di riguardo per le vetture particolari e legate al mondo del motorsport, così eccovi spiegata la nostra predilezione per un mezzo decisamente singolare. Vi diciamo solo che qualcuno ha provato a unire una Fiat Campagnola e il motore della Lancia 037, dando vita a un “Frankenstein”, anzi “Campagnolastein”, preparato per la Parigi-Dakar. Volete saperne di più? Noi di Fuori Traiettoria siamo qui per voi, non avete che da scorrere l’articolo!
Fiat “1107” Nuova Campagnola: rinnovarsi nel segno del mito
Che la prima Fiat Campagnola prodotta dalla Fiat, la “1101”, rappresenti un mito è cosa nota a tutti. Nel 1974 questa, in produzione dal 1951, inizia a mostrarsi decisamente anacronistica e la concorrenza non sta certo lì a guardare. Le gare d’appalto nel mondo civile e militare non possono essere abbandonate a sé stesse, perciò a Torino serve decisamente qualcosa di nuovo. Seguendo questo desiderio di rinnovamento nasce la “1107”, da subito battezzata Nuova Campagnola. Questa debutta al Salone di Belgrado nel 1974 dando subito vita alla versione militare AR76, poi aggiornata in AR76A con l’introduzione di un cambio a 5 rapporti. La scocca portante unita alle sospensioni a ruote indipendenti le permettono un grosso passo in avanti a livello tecnico e di utilizzo, oltre a una miglior resa in quei contesti che maggiormente si addicono a un fuoristrada “duro e puro”.

La trazione è al posteriore, con l’asse anteriore inseribile in modo da avere una trazione integrale a tutti gli effetti. Per la meccanica ci si affida al 4 cilindri benzina da 2 litri da 80cv, depotenziato e proveniente dalle Fiat 131 e 132, poi affiancato da un diesel SOFIM da 2,5 litri per una potenza di 72cv. Opinabile la decisione di non predisporre dei freni a disco sulla vettura, lasciando a 4 freni a tamburo il compito di arrestarne la corsa. Peccato perché a livello fuoristradistico le prestazioni sono di tutto rispetto, con un’altezza da terra di 33cm a vuoto in grado di consentire angoli di attacco di 45° all’anteriore e 46° di uscita. Insomma, una vettura in grado di sverniciare in offroad la maggior parte di quegli “scatoloni” chiamati SUV che invadono i marciapiedi limitrofi alle scuole al giorno d’oggi.
Così allestita la “1107” raccoglie l’eredità della “1101”, diventando una presenza consueta in tutta la nazione e garantendo un buon servizio, magari con calma… Già, perchè la Nuova Campagnola non oltrepassa i 120km/h in versione alimentata a benzina, 115km/h per quella diesel. Insomma, va piano e va lontano e così rimane in produzione sino al 1987. Ci sia permesso di ricordarne l’impiego più famoso di sempre, ovvero quello di “papamobile”. Sì, perché l’esemplare donato da Fiat a Papa Giovanni Paolo II nel 1980 calca Piazza San Pietro sino al 2007, facendo la sua comparsa anche durante il papato di Benedetto XVI. Sopravvissuta all’attentato del 1981, adesso fa parte del “Padiglione delle Carrozze” dei Musei Vaticani.

Chiusa la parentesi ecclesiastica però la “calma” eccessiva deve aver ispirato un preparatore aostano con velleità dakariane… Una delle fusioni più improbabili che vi possano venire in mente è diventata realtà e stiamo per parlarvene!
Una Campagnola degna del Dott. Frankenstein
La nostra storia comincia quando l’Officina Ferrato, nota per le preparazioni di vetture rallistiche, decide di preparare una “1107” per la Parigi-Dakar. I lavori vengono avviati nel 1984 e ci si orienta verso un veicolo studiato per esprimere il meglio nelle difficili condizioni del massacrante raid desertico. Ecco così che ci si scontra in maniera drammatica con i limiti prestazionali dell’allestimento di serie, aggirandoli però in un modo che definire creativo parrebbe riduttivo. Infatti Mario Ferrato guarda in casa e scova un propulsore Lancia-Abarth proveniente da una 037 “pre-Evo”, sigla di progetto “232 AR4”. Pare che il propulsore arrivi direttamente da una 037 in grado di vincere, con lo stesso preparatore, il Rally della Valle D’Aosta 1985 e altre competizioni. Insomma, un 2 litri bialbero con compressore volumetrico che rappresenta un deciso upgrade prestazionale rispetto alla sonnolenta versione di serie!

Con un propulsore da Gruppo B non si può lasciare la “1107” invariata, per cui arriva una preparazione ad hoc per adattare la vettura e renderla adeguata all’aggiornato comparto motoristico. La manutenzione deve essere facile da effettuare così come le riparazioni, inoltre servono modifiche per rendere la vita a bordo migliore nelle difficili condizioni africane. Arrivano così arrivano una lubrificazione a carter secco, freni a disco ventilati all’anteriore, doppi ammortizzatori posteriori con sospensioni rinforzate, un serbatoio carburante da 500 litri con pompa di riserva e una cabina pressurizzata per impedire l’ingresso della sabbia nell’abitacolo. E così la “Campagnolastein” è pronta per gareggiare, meccanicamente irriconoscibile rispetto alla vettura uscita dalla catena di montaggio nel 1983. All’esterno invece pare una qualsiasi Campagnola tinta di rosso, magari utilizzata dai Vigili del Fuoco… Però un occhio attento nota un roll bar che non è stato messo lì per caso, oltre a un cofano anteriore decisamente sospetto per la sua presenza scenica.

Così preparata la Nuova Campagnola partecipa due volte alla Dakar, nelle annate 1986 e 1987, con l’equipaggio formato da Roberto Collomb e Michela Torreano Collomb. I due formano un team affiatato, sono fratello e sorella, avendo già partecipato alla Dakar con la Campagnola sin dal 1981. Ovviamente per le loro ultime partecipazioni optano per una versione decisamente rivista della 4×4 torinese. Per l’occasione, ampiamente documentata a livello fotografico, la “Campagnola” sfoggia due numeri di gara differenti, ovvero “247” nel 1986 e “250” nel 1987. Dopo il 1987, coincidente con la fine dell’avventura dakariana, la vettura sparisce dai radar ed entra in una specie di capsula spazio-temporale che ce la ripropone oggi all’incanto.

Nel Settembre 2024 viene sottoposta a un “tagliandone” volto a rimetterla in servizio. Arrivano così guarnizioni, filtri, cinghie, radiatore e freni rinnovati che portano a una fattura, ovviamente presente, di oltre 8000 Euro. La Campagnola dopo questi interventi va all’asta con l’estetica della Dakar 1987, ovviamente in condizioni che mostrano come il tempo sia passato. Troviamo così una vettura bisognosa di una rinfrescata per quanto riguarda l’estetica, che però porterebbe a perdere la “patina” che la rende ancora più mitica. Se solo potesse parlare chissà quanti aneddoti avrebbe da raccontare!
Dove, quando e soprattutto… Quanto?
La “1107” all’asta si presenta in condizioni estetiche non eccelse, ma viene descritta come perfettamente marciante. Viene fornita tutta la corrispondenza dell’epoca con cui Marco Ferrato descrive perfettamente come sia nata la vettura e le sue modifiche, oltre a specificare la provenienza del propulsore.

L’asta che la vedrà protagonista si svolgerà il 29 Gennaio 2026. Il luogo? Guardacaso sarà proprio quell’Expo Porte de Versailles di Parigi che fa da sede anche a Rétromobile, permettendo anche al pubblico presente di curiosare. La nostra beniamina andrà all’asta con il lotto numero 62 dalle ore 13 in poi. Per chi invece desiderasse osservare i lotti all’asta questa sarà possibile negli orari di apertura del salone, ovvero Martedì 27 Gennaio dalle 18 in occasione della preview di Rétromobile, Mercoledì 28 dalle 10 alle 22 e Giovedì 29 sino al termine dell’incanto previsto per le 19.30.

E ora veniamo alla parte più spinosa, ovvero il prezzo. Sì, perchè la Campagnola viene valutata dalla casa d’aste tra i 135.000 e 185.000€. Una cifra impegnativa, specialmente per una vettura che per ammissione di Gooding Christie’s non risulta fornita di documenti di immatricolazione. Ci consoliamo pensando che non è previsto un prezzo di riserva e poi, in fondo, per un appassionato sono tutte sfide che accrescono il fascino di un offerta per un mezzo così speciale! E voi, quanto offrireste?
