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Con MotoGP 20 Milestone ha tirato la staccatona al passato

Nel nuovo capitolo dedicato al Motomondiale, Milestone ha introdotto molte novità e aggiornamenti per portare l’aspetto simulativo ad un livello superiore. Le novità di MotoGP 20 ve le abbiamo già snocciolate qualche giorno fa (link), oggi vogliamo raccontarvi com’è questo videogame. La frenata è una totale rottura rispetto al passato, ed alcuni punti grigi del…

27 Aprile 2020
5 min read

Nel nuovo capitolo dedicato al Motomondiale, Milestone ha introdotto molte novità e aggiornamenti per portare l’aspetto simulativo ad un livello superiore. Le novità di MotoGP 20 ve le abbiamo già snocciolate qualche giorno fa (link), oggi vogliamo raccontarvi com’è questo videogame. La frenata è una totale rottura rispetto al passato, ed alcuni punti grigi del MotoGP 19 da cui deriva sono stati sistemati. Piacevole la possibilità di impostare la quantità di benzina imbarcata, così come la possibilità di scegliersi il personale tecnico in modalità Carriera, mentre mancano ancora il flag to flag ed il meteo dinamico.

La primissima presa di contatto con MotoGP 20 è stata traumatica, pronti via è dopo nemmeno duecento metri mi stavo cappottando alla Misano 2 in un tuffo degno di Tania Cagnotto. La gestione del freno anteriore da questo capitolo diventa fondamentale, il grilletto -o l’analogico- in fase di frenata ora va dosato con cura anche a moto dritta per evitare ribaltamenti, che diventano bloccaggi su asfalto bagnato. In passato c’erano dei videogiochi motociclistici, proprio della Milestone ma anche il famoso TT della Polyphony Digital, nei quali il posteriore si alleggeriva nelle frenate più decise, ma qui è davvero un’altro livello. La frenata in MotoGP 20 è diventata molto più aderente alla realtà, simulativa, ed a questo fa da compare l‘effetto squat del freno posteriore che, se usato quel centesimo prima di pinzare con l’anteriore limita il sollevamento della moto, permettendo di sfruttare al meglio la potenza frenante anteriore. Ci vuole però un po’ di pratica -nel mio piccolo son bastati 20 minuti con una M1 magari chiedendo all’ingegnere di installare un impianto frenante da 320mm all’anteriore, per gustare al meglio questa evoluzione.

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In ottica gara, la gestione degli pneumatici introdotta lo scorso anno è stata implementata con l’usura differenziata tra spalle e centro del battistrada, e come lo scorso anno le gomme Soft al posteriore scivolando meno possono garantire un rendimento migliore rispetto a Medium ed Hard anche con temperature superiori ai 40°C,  in certi circuiti. Si tratta di una caratteristica importante per immergere ancor di più noi utenti, ma la novità per quel che concerne la gestione della corsa è il consumo della benzina, gestibile attraverso tre differenti mappe. In ogni turno di libere dovremo rifornire manualmente la moto al termine di ogni run, sfruttando le libere stesse per capire quanta benzina imbarcare per le qualifiche e la gara. Da segnalare come utilizzando la Mappa 2, quella più spinta, si percorrano metà dei giri rispetto alla 1: sfruttatela con cautela in gara, pena il ritiro nel caso restiate a secco. Ovviamente la quantità di benzina imbarcata va a variare la maneggevolezza della moto, che ad ogni giro si alleggerirà, e l’usura delle gomme.

Ad influire sulla maneggevolezza della moto da quest’anno è pure lo stato delle appendici aerodinamiche, che in caso di caduta o contatto con altre moto possono staccarsi causando instabilità. Vi ricordate lo sfortunato debutto di Bagnaia in MotoGP, un anno fa? Inoltre cadendo la vostra moto subirà dei danni che la rallenteranno –in caso di high side o ruzzoloni violenti nella ghiaia potrebbe bastare una caduta per costringervi al ritiro- e voi non godrete di un respawn diretto in pista, dovrete ripartire da dove la moto si è fermata. Quest’ultimo è solo un piccolo dettaglio, ma che riesce ad immergere ancor di più il giocatore.

Dopo aver preso confidenza con la nuova gestione della frenata, rispetto all’edizione dello scorso anno si nota subito che tutte le moto sembrano essere più agili e rapide in ingresso, come se avessero un set up di base più puntato sull’anteriore. Questo si nota anche in uscita di curva, dove l’eccessiva tendenza ad impennare nonostante l’AW impostato al livello più conservativo è un leggero ricordo. Da segnalare anche l’iniezione di cavalli che ha interessato Moto2 e Moto3, troppo castrate rispetto alle controparti reali nella precedente edizione. Uno dei problemini di MotoGP 19 era la fisica del posteriore in frenata, eccessivamente instabile quando si osava troppo col freno posteriore utilizzando il settaggio più potente dell’Engine Brake, dando quasi l’impressione che le moto fossero prive di frizione anti-saltellamento. Questo punto grigio è stato ‘illuminato’ come se le moto siano da quest’anno dotate di tale componente meccanica, in staccata si può scalare in prima senza sembrare un aspirante suicida. Chiaramente, se si esagera col freno posteriore ci si stende com’è giusto che sia.
Un’altro punto critico del capitolo precedente erano i cordoli assassini, chi dice di aver sempre valicato indenne i cordoli esterni dell’Arrabbiata 2 e della Biondetti 2 mente. Ora i cordoli sono più coerenti con la realtà: ti rallentano sì e scuotono la moto, ma non ti fanno volare per aria.

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La modalità carriera in MotoGP 20 si è rifatta il trucco, anche se non è una carriera manageriale approfondita come quella presente nell’edizione 2018. In MotoGP20 potrete scegliervi l’assistente personale, che curerà i vostri rapporti con gli sponsor ed i team, il capotecnico ed il telemetrista, che dirigeranno lo sviluppo della moto. Potrete scegliervi lo sponsor principale, nel caso decidiate di scendere gareggiare con uno dei team ‘fasulli’ presenti, ed elaborare la livrea del team per cui correte. Interessante la presenza di questi team anche nelle modalità veloci, dove potrete scegliere varie combinazioni di moto e sponsor. Anche la modalità storica, che vede l’aggiunta di piloti come Norick Abe, John Kocinski, Marco Melandri e Colin Endwrds, è stata rivisitata: niente più scenari prestabiliti, bisogna ottenere crediti di gioco partecipando a gare dedicate a moto storiche, per poi comprare i piloti e le moto che hanno segnato 28 anni di Motomondiale. Una sorta di album delle figurine interattivo.

Dal punto di vista grafico, Milestone è partita dal già ottimo capitolo precedente migliorando alcuni dettagli secondari, inoltre chi sfrutta PS4 Pro ed Xbox One X potrà ora sfruttare i 60 FPS. Al lancio mancano la Red Bull Rookies Cup e la MotoE, che però dovrebbero arrivare tra qualche mese con un DLC gratuito, ed è confermata l’assenza dello schermo condiviso, si può giocare multiplayer solamente online. Ancora assenti il meteo dinamico ed il flag to flag, due doti mai viste in un videogame motociclistico e che che magari verranno sfruttate per quello che sarà MotoGP 2021.

MotoGP 20 è un capitolo che segnerà un’epoca e che consiglio anche a chi ha il capitolo precedente. Milestone con MotoGP19 era riuscita a scalfire titoli sacri come MotoGP 4, Tourist Trophy e la serie SBK (dallo 09 al Generations del 2012), le sarebbe bastato togliere i cordoli assassini e mitigare l’instabilità del posteriore in staccata per confermarsi. Invece gli sviluppatori hanno voluto osare, positivamente, riuscendo a portare un videogioco motociclistico a livelli di realismo e simulazione mai visti prima. Oggi MotoGP 20 è il videogioco motociclistico definitivo.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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