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Telaio e benzina le novità che hanno rimesso le ali a Oliveira e Binder

Dopo un inizio di stagione difficile, con due soli piazzamenti in Top10 nelle prime cinque gare della MotoGP, KTM è tornata a brillare nel corso del GP d’Italia al Mugello. Secondo posto per Oliveira, che si è mantenuto in zona podio sin dal secondo giro, e quinto per Binder, con entrambi capaci di girare in 1’46”…

1 Giugno 2021
4 min read

Dopo un inizio di stagione difficile, con due soli piazzamenti in Top10 nelle prime cinque gare della MotoGP, KTM è tornata a brillare nel corso del GP d’Italia al Mugello. Secondo posto per Oliveira, che si è mantenuto in zona podio sin dal secondo giro, e quinto per Binder, con entrambi capaci di girare in 1’46” in gara: unici a farlo assieme a Quartararo e Zarco. Il podio condito dal doppio piazzamento in Top5 rialza il morale a piloti e tecnici della Casa austriaca, anche se arrivati in un fine settimana di gare funestato dalla morte di Jason Dupasquier.
Il ritorno di KTM nelle posizioni che contano non è frutto del caso, ma del lavoro di sviluppo fatto per ritrovare la velocità persa rispetto al 2020.

L’anno scorso la RC16 era molto competitiva in MotoGP, usando sempre pneumatici Hard all’anteriore. Per quest’anno Michelin ha rivisto parzialmente le mescole anteriori, senza modificare le carcasse che restano quelle del 2019, indurendo le Soft e ammorbidendo le Hard per razionalizzare la propria offerta. Quest’operazione ha mandato un po’ in crisi KTM, bisognosa di una mescola tosta all’anteriore, la quale ha lavorato su distribuzione dei pasi e rigidezze delle moto. Così è stato sviluppato un nuovo telaio, provato a lungo da Daniel Pedrosa e sfruttato anche dai piloti nel corso dei test svolti a Jerez dopo il GP di Spagna. Inizialmente questa novità sarebbe dovuta essere testata in gara a Le Mans, così non è stato a causa della pioggia e il debutto di questo telaio evoluzione è avvenuto al Mugello, per il GP d’Italia. Resta un telaio ibrido come il precedente, a travi nella parte posteriore e tubolare frontalmente, nella zona del cannotto di sterzo, in acciaio.

MotoGP - Italy Grand Prix 2021 Binder KTM

Ingeneri e tecnici di Mattighofen cercavano, con questa novità, di aumentale le doti di turning in fase di accelerazione a moto piegata, permettendo ai piloti di scaricare maggior potenza senza incappare nel sottosterzo. Per arrivare a questo risultato è arrivato anche un effetto collaterale, benefico. Ovvero col nuovo telaio la RC16 è sì migliorata in uscita di curva ma ora è anche molto più veloce in ingresso, soprattutto coi freni ancora in mano. Forse l’effetto collaterale è stato più apprezzato rispetto all’obiettivo primario, come testimoniato da Brad Binder al termine delle qualifiche: “Ho confrontato le velocità in ingresso curva, il telaio nuovo mi sorprende.”

Un altro punto su cui ha lavorato KTM è stata la potenza del proprio V4 a 75°, perché le tre vittorie della passata stagione hanno fatto perdere a KTM le cosiddette concessioni. Congelamento dei motori e minor numero di motori utilizzabili hanno spinto la Casa austriaca ad addolcire i propri motori per guadagnare in affidabilità. I tentativi di ritrovare velocità sul dritto lavorando di fino sull’aerodinamica, con numerose prove di Pedrosa fra Losail, Jerez ed Aragon, sono stati vani infatti nei fine settimana di gara si continuano a vedere le carenature del 2020. Così a Mattighofen si sono concentrati su altro per la propria MotoGP.

I piloti del team Tech3, Petrucci e Lecuona, non hanno goduto del nuovo carburante né del nuovo telaio: è interessante notare come siano risultati più lenti di mediamente 5 km/h sul dritto rispetto ai compari del team KTM Factory, accusando 7-8 decimi a giro di distacco in gara

Se percorrere ed uscire più velocemente dalle curve, grazie al nuovo telaio, ha fatto ritrovare agli austriaci decimi preziosi fra le curve così come qualche km/h sui rettilinei più lunghi, per chiudere il resto del gap accumulato sul dritto KTM ha lavorato sull’unica componente libera del motore: la benzina.
A partire dal GP d’Italia tutte le moto del team Factory utilizzano un nuovo carburante, fornito dal nuovo partner ETS Racing Fuels. ETS collabora già da 8 anni con KTM per il fuoristrada e non una novità assoluta in MotoGP, visto che è fornitore di Suzuki dal 2019.

Questi due aggiornamenti al Mugello hanno funzionando, vedendo le posizioni di Oliveira e Binder al termine della gara, i rifermenti cronometrici e soprattutto le rilevazioni dei due alla Speed Trap. Infatti Binder è stato il più veloce in assoluto sullo scollino del Mugello con 362,4 km/h nelle FP3, replicando il record registrato da Zarco nel GP del Qatar. Si tratta di una velocità raggiunta con l’aiuto di una scia, senza di essa il sudafricano ha raggiunto i 358,8 km/h e Oliveira ha toccato i 357,6 km/h sempre senza scia.

I piloti del team Tech3, Petrucci e Lecuona, non hanno goduto del nuovo carburante né del nuovo telaio: è interessante notare come siano risultati più lenti di mediamente 5 km/h sul dritto rispetto ai compari del team KTM Factory. Gap notevole considerando le uniche due difformità tra le moto. Non si sa se e quando Petrucci e Lecuona potranno godere del telaio evoluzione, per quanto riguarda il carburante resta forte il legame tra i team transalpino e Total -ELF. Nel frattempo i due piloti di Hervé Poncharal hanno chiuso il GP d’Italia rispettivamente 9° e 11° a 20″ dai compari.

 

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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