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MotoGP, Portogallo: il circuito di Portimão secondo Brembo

Questo fine settimana il Motomondiale fa tappa a Portimão per il Gran Premio del Portogallo, terzo appuntamento del 2021. Si tratta di una pista difficile ed emozionante, grazie ai numerosi e continui cambi di pendenza che la rendono un toboga dove si superano i 330 km/h. Secondo i tecnici Brembo l’Algarve International Circuit rientra nella categoria dei…

13 Aprile 2021
2 min read

Questo fine settimana il Motomondiale fa tappa a Portimão per il Gran Premio del Portogallo, terzo appuntamento del 2021. Si tratta di una pista difficile ed emozionante, grazie ai numerosi e continui cambi di pendenza che la rendono un toboga dove si superano i 330 km/h.

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Jack Miller in azione durante il GP del Portogallo 2020

Secondo i tecnici Brembo l’Algarve International Circuit rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 2, il secondo più basso del campionato 2021 a pari merito con Phillip Island. I continui saliscendi che la caratterizzano rendono difficile per i piloti calibrare le staccate, con il rischio di arrivare lunghi in discesa o di frenare troppo presto in salita: in discesa si tocca una pendenza massima del 12 per cento e in salita del 6 per cento, mentre l’inclinazione trasversale tocca in alcuni punti l’8 per cento.

In un simile contesto i cerchi rivestono grande importanza e l’eccellenza in materia è Marchesini, azienda del gruppo Brembo da marzo 2000 e che fornisce i propri cerchi in magnesio forgiato a quasi due terzi dei team impiegati in MotoGP. Per l’anteriore sono disponibili le varianti a 5 razze a Y e a 7 razze, per il posteriore a 7 razze. Il risparmio di peso assicurato dalle ruote Marchesini, che insieme agli pneumatici costituiscono le masse non sospese in rotazione più importanti, migliora l’accelerazione della moto, la sua maneggevolezza nei cambi di direzione e la risposta in frenata.

I piloti della MotoGP utilizzano i freni in 10 delle 15 curve del tracciato portoghese, lo stesso numero dei piloti del Mondiale Superbike che qui dovrebbero correre in ottobre. In ogni giro i freni delle MotoGP vengono utilizzati per 32 secondi, a fronte dei 31 secondi e mezzo delle derivate di serie, e dalla partenza alla bandiera a scacchi il carico totale sulla leva del freno supera di poco gli 8 quintali. Cinque delle frenate affrontate dalle MotoGP ogni giro comportano cali di velocità inferiori ai 70 km/h e decelerazioni che non superano 1 g. In soli due punti gli spazi di frenata superano i 210 metri e richiedono l’uso dei freni per 5 secondi, in tutti gli altri sono inferiori ai 140 metri.

Delle 10 frenate dell’Algarve International Circuit solo una è classificata come impegnativa per i freni, 3 sono di media difficoltà e le restanti 6 sono scarsamente impegnative. La staccata più dura per le MotoGP è la prima dopo il traguardo, complice un rettilineo di 969 metri: i prototipi passano da 332 km/h a 114 km/h in 5 secondi in cui percorrono 299 metri. Per riuscirci i piloti esercitano un carico di 5,7 kg sulla leva del freno e subiscono una decelerazione di 1,5 g mentre la pressione del liquido freno raggiunge i 12,2 bar.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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