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Vince Breen! Anzi Crugnola! No, Breen! Tragicomico epilogo al Rally di Sanremo

Nel corso di un weekend particolarmente povero di Motorsport, con la sola Formula E presente per quanto riguarda i campionati maggiori, una delle gare più importanti è certamente stata il Rally di Sanremo: una corsa ormai ridotta ad una sbiadita copia di quello che fu negli ormai lontani anni del WRC, ma che, grazie alla…

12 Aprile 2021
3 min read

Nel corso di un weekend particolarmente povero di Motorsport, con la sola Formula E presente per quanto riguarda i campionati maggiori, una delle gare più importanti è certamente stata il Rally di Sanremo: una corsa ormai ridotta ad una sbiadita copia di quello che fu negli ormai lontani anni del WRC, ma che, grazie alla felice posizione nel calendario di quest’anno, è riuscita ad attrarre un parco partenti di tutto rispetto.

Vince Breen! Anzi Crugnola! No, Breen! ragicomico epilogo al Rally di Sanremo

Il secondo appuntamento del Campionato Italiano Rally 2021 ha infatti visto la partecipazione di Tanak e Neuville su Hyundai WRC, presenti per fare test in vista dell’imminente Rally di Croazia e fuori dalla classifica della corsa, mentre piloti del Mondiale come Craig Breen ed Oliver Solberg si sono uniti alle R5 che competono per il titolo nazionale.

Fin dalle prime battute è emerso il ristretto gruppo che si sarebbe giocato la vittoria: Breen, Andolfi, Basso e Crugnola hanno dimostrato un passo superiore a quello della concorrenza, creando un singolare quartetto comprendente un estraneo e 3 tra i grandi favoriti per quanto riguarda il CIR di quest’anno.

Una foratura lungo la PS 6 ha compromesso la gara di Basso, mentre gli altri due italiani hanno iniziato gradualmente a perdere terreno: la rimonta finale di Crugnola non è stata sufficiente per acciuffare l’irlandese, che è andato a trionfare con 4.8 secondi di vantaggio sul compagno di Hyundai e 12.8 secondi su Andolfi, Skoda.

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A questo punto, tuttavia, ha fatto il suo ingresso il team: dal momento che a Breen i punti del Campionato Italiano servono quanto quelli del supermercato, mentre Crugnola freme per rimontare dopo una partenza deludente al Rally del Ciocco, si decide di scambiare le posizioni delle due Hyundai: Breen sarebbe arrivato un minuto in ritardo al controllo orario conclusivo, incappando volontariamente in una penalità di 10 secondi che lo avrebbe fatto scivolare in seconda posizione, consentendo al compagno di conquistare i 23 punti della vittoria, e, contemporaneamente ostacolando gli avversari grazie al mantenimento della seconda posizione.

Una tattica criticata da alcuni in quanto eseguita dopo il termine dell’ultima speciale, quando buona parte dei media aveva già attribuito la prima posizione all’irlandese, ma completata alla perfezione, con l’italiano che ringrazia il compagno e si rilancia verso la vetta della classifica generale. Tutto è bene quel che finisce bene. Se non fosse che, in questa occasione, Hyundai non aveva fatto i conti con il traffico.

No, non avete letto male, e sì, stiamo parlando del normalissimo traffico urbano, che, suo malgrado, ha deciso di giocare a suo modo con la graduatoria dell’evento. Gli ingorghi presenti in Via Nino Bixio, un’importante strada del centro storico sanremese, hanno convinto la direzione di gara ad emanare una decisione dalle conseguenze drastiche: l’annullamento delle penalità erogate per i ritardi all’ultimo controllo.

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La strategia della casa coreana va così in mille pezzi: Breen viene riposizionato in testa alla gara mentre Crugnola viene fatto nuovamente scalare al secondo posto, perdendo così 6 importantissimi punti in una classifica di un CIR combattutissimo: l’italiano passa infatti dalla seconda alla quinta posizione nella classifica iridata, scavalcato da rivali importanti e non solo…

Già, perché ad aggiungere la beffa al danno, ci si mette ancora lui, l’intruso Breen: grazie ai 23 punti involontariamente (ma meritatamente) conquistati, il 31enne si issa in seconda posizione nel campionato, a sole 6 lunghezze dal leader Albertini, ritrovandosi così nella curiosa posizione di primo inseguitore in un campionato che gli interessa quanto un jolly in una partita di briscola.

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Michele Nicolini

Nasco in Liguria durante il GP di Spa 1998 e, come era prevedibile, dimostro fin da subito una grande passione per qualsiasi cosa abbia delle ruote e un motore indipendentemente dalla categoria. Su Fuori Traiettoria mi occupo del mondo rallistico ma non solo, occasionalmente trattando altri ambiti.

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