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MotoGP, ecco le pagelle del Gran Premio di Spagna!

Concluso anche il quarto Gran premio stagionale per la MotoGP. Marc Marquez domina per velocità e temperamento, mentre in casa Ducati un inatteso podio finisce nella via di fuga. Giunge così il momento di dare, nuovamente, i numeri. Marc Marquez, voto: 10 Per quel controllo funambolico sul ghiaino si merita il voto pieno. Ha mostrato…

8 Maggio 2018
4 min read

Concluso anche il quarto Gran premio stagionale per la MotoGP. Marc Marquez domina per velocità e temperamento, mentre in casa Ducati un inatteso podio finisce nella via di fuga. Giunge così il momento di dare, nuovamente, i numeri.

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Marc Marquez, voto: 10
Per quel controllo funambolico sul ghiaino si merita il voto pieno. Ha mostrato un passo super per tutto il week end, concedendosi una pennichella nello stint decisivo delle qualifiche. La RC213-V  non è mai stata così efficace, Marc la sfrutta al meglio ed è senza dubbio l’uomo da battere. Risale la classifica senza troppi patemi d’animo, ed a differenza di Dovizioso sbriga la pratica lorenzo in poche curve. Quindi prende e se ne va, lasciando agli altri le briciole. Con una gara così perfetta, il Mondiale sembra già suo.

Johann Zarco, voto: 7,5
Secondo posto in gara e secondo posto in classifica. Il francese continua a macinare risultati positivi e festeggia sul podio la firma con KTM. Ancora una volta è il miglior pilota Yamaha, svelando una costanza da top rider. Vero, senza la carambola dei tre che lo precedevano sarebbe stato un quinto posto, ma il distacco con loro è stato frutto di un errore nelle prime fasi. Johann è riuscito a mettere il vuoto tra sé e Iannone, risparmiandosi complicazioni nel finale.

Andrea Iannone, voto: 7
Il Week End inizia alla grande per The Maniac, con un passo al livello di Marquez. Poi però arrivano le qualifiche e si trova relegato in terza fila, ad una manciata di centesimi dalla prima fila; in gara a differenza di Rins spinge meno nelle prime fasi, risparmiandosi una gita nel ghiaione. Da lupo solitario alla ricerca di un dignitoso sesto posto, si ritrova leader di un gruppetto forsennato nella ricerca di un posto sul podio. Si gioca al meglio le carte a propria disposizione e colleziona il secondo, insperato, podio consecutivo su Suzuki. Al di là del risultato, ci si aspettava una Suzuki molto più veloce in gara nel tracciato Andaluso. Ci si aspetta in compenso una Suzuki in difficoltà a Le mans, circuito stp&go: magari sapranno stupirci.

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Danilo Petrucci, voto: 7
Non parte negli migliore di modi, a differenza del suo vicino di Dovizioso che gli parte affianco. Non ne ha per risalire il gruppone e rimane invischiato ai margini della Top10, trovando in Rossi un valido compagno di viaggio. Quando vede gli ufficiali nel ghiaione, colma in un giro e mezzo il gap con la Suzuki n°29 fiutando l’aroma del podio. Riesce pure a mettere la sua GP18 davanti alla GSX-RR, ma non ne ha per stare lì. Però il gorillone di Terni ci sperava ed ha dato tutto per un podio inatteso.

Valentino Rossi, voto: 5,5
Crutchlow, Rins, Pedrosa, Lorenzo e Dovizioso. Gli capitolano davanti quando non ne ha per riprenderli. Senza questi ritiri, sarebbe stato un mesto 10° posto. Sono passati 12 mesi e sulla M1 è stato provato di tutto, pure l’asfalto di Jerez è stato rifatto completamente: nulla è cambiato. Almeno si impegna e ci prova a tenere il passo della Suzuki di Iannone, un podio, seppur casuale, sarebbe stato oro colato.

Maverick Vinales, voto: 5
Vale lo stesso discorso fatto per Rossi: se dopo averle provate tutte sulla moto i problemi sono gli stessi, i piloti devo parlare di meno e dimostrare di più.

Mika Kallio, voto: 9
Fa il pilota part time, ma gli basta una sola gara per mettere a referto tanti punti quanti Jorge Lorenzo in campionato. Nonostante le 36 primavere dà paga agli ufficiali, pure al fresco di rinnovo Espargaro.

 

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Dani Pedrosa, voto: 8
Vedendo Dovizioso e Lorenzo lunghi, averebbe dovuto fermarsi ed aspettarli. Decisamente. E invece no, Pedrosa non aveva un pertugino da forzare, anzi si è trovato la traccia completamente libera ed ha potuto affrontare la Dry Sac con la massima pulizia d’esecuzione. Dani è esente da colpe per quello successo, e questo 2018 sembra già da buttare. I problemi con la gomma fallata in Qatar, la speronata in Argentina quando poteva vincere, il settimo posto col polso rotto ad Austin e questo podio volato via: potenzialmente Dani poteva essere in testa al campionato. Ma il buon Camomillo sembra destinato ad entrare nella leggenda come re senza corona.

Jorge Lorenzo, voto: 5
Il maiorchino ha mostrato per tutto il week end numeri interessanti, che facevano intravedere un suo possibile posizionamento sul podio. Purtroppo non ne aveva per stare davanti a Dovizioso e Pedrosa fino a fine gara. I due ne avevano chiaramente più di lui, Jorge ha fatto a lungo da tappo, curvando cucito al cordolo e quasi fermandosi per fare le curve, forse non più sostenuto dalla Soft anteriore. Al momento in cui tutto è successo, il #99 sembra andare lungo tanto per l’affondo di Dovizioso quanto per un proprio eccesso di foga in staccata; rientrando in traiettoria commette l’errore banale di non controllare, guidando come se in pista fosse da solo. Parlare di ordini di scuderia non è sensato alla quarta gara, soprattutto nel Motomondiale. Però se il tuo avversario è Marc Marquez è lecito, soprattutto considerando che un tuo pilota è in testa con 46 punti, l’altro arranca a 6.

Andrea Dovizioso, voto: 7
Mangiava metri su metri a Lorenzo in inserimento, per poi trovarselo piantato al punto di corda. Da lì in poi a parità di moto e Medium al posteriore era impossibile trarre vantaggio, soprattutto in un circuito come quello di Jerez. Il sorpasso andava inventato, o forzato. Il Dovi ha optato per la seconda ipotesi, provandoci due volte e finendo lungo. La gara del forlivese è stata entusiasmante, soprattutto alla luce dello scarso ritmo trovato nelle libere. Se ne esce da Jerez con 24 punti di distacco da Marquez, una montagna da scalare.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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