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F1 GP Austria | Ferrari: in qualifica pole a un passo, in gara incognita passo

Nel GP d’Austria di F1 Leclerc ha quasi portato la sua Ferrari in pole nel corso della qualifica. In gara invece tutto è ancora da scoprire

1 Luglio 2023
5 min read

Una Ferrari forte in qualifica nel GP d’Austria di F1 torna in prima fila dopo il passo falso in Canada. Leclerc vicino a Verstappen per tutto il giro perde la pole proprio all’ultima curva. Ancora bene la McLaren in qualifica, ma l’incognita per tutti sarà il passo gara.

Utilizzo acceleratore qualifiche Austria: Leclerc alza il piede meno di Verstappen nelle curve veloci | © FTdataVisualization

Tra gli aggiornamenti portati e un circuito che sulla carta dovrebbe essere favorevole alla rossa, la Ferrari è tornata a lottare per la pole, sfuggita a Leclerc per pochi millesimi. Max Verstappen è riuscito ancora una volta ad essere il più veloce. Guardando la telemetria si nota come le due monoposto siano state pressoché identiche sia in percorrenza curva che come velocità di punta. Le differenze più importanti si notano in curva 6 e 7, dove Leclerc è riuscito a guadagnare su Verstappen, e nelle ultime due curve dove, nonostante la maggiore velocità minima della rossa, Verstappen è riuscito a guadagnare quei millesimi fondamentali per portarsi in pole grazie a una migliore uscita. Si nota dalla telemetria infatti come Leclerc, nel tentativo di portare quanta più velocità possibile nell’ultima curva, sia costretto ad accelerare qualche metro dopo l’olandese perdendo tempo prezioso.

f1 ferrari qualifica
Qualifica GP Austria F1: Ferrari vs Verstappen | © FTdataVisualization

In generale, guardando anche la telemetria di Sainz, si nota una Ferrari che permette a entrambi i suoi piloti di alzare meno il piede dall’acceleratore in tutte le curve di alta velocita, cioè la 6, la 7, la 9 e la 10.

f1 ferrari qualifica
Qualifica GP Austria F1: Ferrari vs Verstappen | © FTdataVisualization

Passando alla McLaren, il team inglese ha portato in Austria importanti novità solo sulla vettura di Norris e, dopo la buona qualifica a Barcellona causata dalla pista fredda, il #4 è riuscito a tornare tra le posizioni di testa. La vettura, che già aveva dimostrato buone doti in curva nei precedenti appuntamenti, sembra essere sulla strada giusta per risolvere il grande deficit di velocità in rettilineo causato dalla scarsa efficienza aerodinamica. Rimane una grossa incognita sulla gestione delle gomme. La McLaren ha dimostrato di andare molto forte in condizioni di pista umida o fredda e qui in Austria è stata la più veloce nelle curve del primo settore. Indizi sparsi, ma che forse indicano una monoposto in grado di portare subito le gomme nella giusta finestra di utilizzo.

© FTdataVisualization

Ancora alti e bassi per Alonso. Dopo lo strepitoso inizio di stagione e una gara difficile a casa sua, in Spagna, il #14 si è qualificato dietro al compagno di squadra Stroll per la seconda volta in stagione. Il due volte Campione del Mondo di F1 si è ritrovato tra le mani una Aston Martin che perde soprattutto nelle curve ad alta velocità, la 6 e la 7, nelle quali Alonso deve alzare il piede non solo più di Verstappen, ma anche delle Ferrari e di Norris. Non tutto però è perduto per la gara: il team inglese ha mostrato quest’anno che il suo grande punto di forza è la gestione delle gomme motivo per cui immaginare una risalita in gara non è impossibile.

© FTdataVisualization

Mercedes su un livello simile ad Aston Martin, almeno con il sette volte Campione del Mondo Lewis Hamilton. La telemetria dell’inglese ricalca quasi perfettamente quella dello spagnolo salvo qualche piccola differenza in curva 9. Poco da dire in questo caso.

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Le velocità massime, riportate sotto, rispecchiano i valori di forza visti spesso in questa stagione: una Williams al pari della Red Bull se non superiore, una Ferrari molto più forte in rettilineo rispetto all’anno scorso e una Aston Martin che non fa certamente delle velocità massime il suo punto di forza.

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© FTdataVisualization

A causa del format del weekend che comprende la Gara Sprint, i team hanno avuto solo una sessione di prove libere per provare il passo gara, trovare il giusto assetto ed effettuare le simulazioni di qualifica. Per questo motivo risulta quasi impossibile capire cosa abbiano fatto le varie squadre e con quanta benzina abbiano lavorato. Sotto riportiamo per esempio sei long run percorsi dai top team. La Ferrari ha alternato giri sull’1:08 a giri di raffreddamento senza effettuare una vera e propria simulazione di passo gara. Si nota una Red Bull che è stata in grado di girare sull’1:10 alto con gomme hard, verosimilmente con un alto carico di benzina. Norris invece ha girato sull’1:09 con le medie, probabilmente a simulare la Gara Sprint con meno carico di benzina. A questo punto rimane da capire cosa stessero facendo Aston Martin e Mercedes tra l’1:09 alto e l’1:10 basso: una simulazione di Sprint più lenti della McLaren o una simulazione di gara più veloci della Red Bull? La Ferrari riuscirà a gestire le gomme? Domande alle quali è impossibile rispondere senza i dati delle prove libere. A domenica l’ardua sentenza.

© FTdataVisualization

Chiudiamo con le velocità minime di percorrenza in tutte le curve che contano: come anticipato la McLaren è stata la più veloce nelle curve lente mentre la Ferrari ha dominato in quelle più veloci. Menzione d’onore per AlphaTauri: la più lenta nelle curve lente, in quelle veloci e anche in rettilineo.

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Fabio Catalano

Appassionato di motorsport e dinosauri, motivo per cui provo a inserire riferimenti a questi ultimi negli articoli di Formula 1. D’altronde se lo fa AO Racing posso farlo anche io

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