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Info, orari e record: guida al GP di Monaco di F1

I guardrail e i muretti che ti circondano, ti avviluppano, ti stringono in una morsa che non lascia quasi mai scampo. I palazzi e le navi che scorrono via, velocissimi, ai lati della tua macchina mentre tu sfrutti insegne, cartelli stradali, lampioni per cercare il riferimento giusto per la staccata. Il mondo che ti guarda con un’attenzione maggiore rispetto al solito. Il GP di Monaco…

22 Maggio 2019
5 min read

I guardrail e i muretti che ti circondano, ti avviluppano, ti stringono in una morsa che non lascia quasi mai scampo. I palazzi e le navi che scorrono via, velocissimi, ai lati della tua macchina mentre tu sfrutti insegne, cartelli stradali, lampioni per cercare il riferimento giusto per la staccata. Il mondo che ti guarda con un’attenzione maggiore rispetto al solito. Il GP di Monaco è tutto questo, ma anche molto di più.

© Getty Images / Red Bull Content Pool
© Getty Images / Red Bull Content Pool

Perché le stradine del Principato, nel corso della storia di questo sport, sono state cornice di alcune tra le più belle imprese che la F1 ricordi. Qui, tra gli attraversamenti pedonali, il paddock costruito lì dove i turisti passeggiavano fino a poche settimane prima, i miliardari e le luci patinate dei riflettori, si è fatta più volte la Storia del Circus. Perché non può essere considerato un tracciato come un altro una pista che, per un centimetro in più o uno in meno, può consegnarti alla Leggenda o farti sprofondare nell’Oblio.

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3,337 km. E’ questa la distanza che si copre in un giro del circuito monegasco, con i piloti della F1 che al termine dei 78 passaggi previsti avranno percorso complessivamente 260,286 km. Una distanza ridotta, che però assume le sembianze di un’eternità se la si deve coprire in un toboga composto da 19 curve – delle quali 11 a destra ed 8 a sinistra – rimaste quasi tutte immutate ed insensibili allo scorrere del tempo. L’estrema tortuosità del circuito (i team utilizzano qui le configurazioni aerodinamiche con il più alto carico dell’intera stagione) fa sì che solamente per il 41% del tempo sul giro i piloti siano con l’acceleratore completamente pigiato, ed è per questo che nel 2018 si è registrato un consumo medio di appena 1,35 kg/giro. Montecarlo viene poi classificato da Brembo come un circuito mediamente impegnativo, per via delle velocità non particolarmente elevate che verranno raggiunte durante il weekend (le previsioni parlano di punte di 300 km/h). A complicare la vita dell’impianto frenante provvederà il tempo trascorso dai piloti con il pedale del freno pigiato, qui pari a circa 18″5 nel corso di ogni giro ed equivalente al 27% dell’intera durata del GP, un valore record ed irripetibile nell’attuale calendario della F1.

Tra le stradine monegasche non è l’entità delle frenate a rappresentare un problema, ma il loro numero: l’impianto frenante viene infatti chiamato in causa circa 870 volte nel corso del GP, la decelerazione media registrata durante la gara è pari a 3 G ed i tecnici della Brembo hanno calcolato che, al termine della corsa, ciascun pilota avrà esercitato sul pedale del freno un carico di 61 tonnellate e mezzo, dissipando in totale 239 kWh. La staccata più impegnativa del GP di Monaco è ovviamente quella dopo il Tunnel, in cui i piloti passano da 297 a 89 km/h, percorrendo 118 m in 2″48 e subendo una decelerazione di 4,5 G, ma significativa è anche la frenata del Mirabeau (si decelera da 232 ad 75 km/h, coprendo 91 m in 2″52 e con una decelerazione di 3,6 G). Il picco di forza G laterale i piloti lo registrano durante la percorrenza di Curva 3 (Massenet), con 3,9 G registrati nei 3″ necessari per percorrerla. Non troppo stressata è poi la trasmissione, con il GP del 2018 che in media ha fatto registrare 54 cambi marcia nel corso di ogni giro.

Vista la pressoché totale assenza di tratti rettilinei, una sola è la zona DRS, situata sul rettilineo di partenza/arrivo con il Detection Point piazzato prima dell’ingresso de La Rascasse, la Curva 18 del tracciato. Va da sé che con pochi rettilinei e la sede stradale più stretta dell’intero Mondiale, a Montecarlo non ci siano molti punti di sorpasso: solamente 3 sono stati infatti gli attacchi andati a buon fine nel corso dell’intera edizione del 2018. Al contrario, elevatissima è la probabilità di veder scendere in pista la Safety Car, che si attesta infatti al 52%, mentre per effettuare un Pit Stop ideale occorrono 24″155.

Importantissimo, a Monaco, è poi fare la Pole Position: per ben 29 volte nel corso della storia del GP a trionfare è stato il pilota che partiva dal palo, anche se va detto che chi ha trionfato partendo più indietro nello schieramento era addirittura scattato dalla 14^ casella. Il record tra le stradine del Principato appartiene a Max Verstappen, che nel 2018 ha fermato il cronometro sull’1’14″260 a bordo della sua Red Bull RB14. L’edizione dello scorso è stata vinta da Daniel Ricciardo, che nonostante i problemi occorsi alla sua monoposto è riuscito a tenersi dietro fino alla bandiera a scacchi Sebastian Vettel e Lewis Hamilton.

© Pirelli F1 Press Area
© Pirelli F1 Press Area

Per il GP di Monaco Pirelli ha messo a disposizione dei team e dei piloti le tre mescole più morbide della gamma 2019, vale a dire la Hard C3, la Medium C4 e la Soft C5, con i piloti che ancora più del solito hanno orientato le proprie scelte verso il compound più morbido tra i tre disponibili. “Com’era prevedibile, a Monaco porteremo le tre mescole più morbide della gamma 2019” – ha detto Mario Isola – “ La C5 sarà sostanzialmente equivalente alla Hypersoft del 2018, ma disegnata in modo da avere meno graining con temperature basse e quindi pensata per consentire ai piloti di spingere al massimo dall’inizio alla fine dello stint. Su questo tracciato è davvero difficile sorpassare, quindi il tempo guadagnato o perso per il pit stop è fondamentale”. Le pressioni minime imposte da Pirelli alla partenza saranno di 18,5 psi all’anteriore e 17,5 psi al posteriore, mentre l’angolo di camber massimo sarà di -4,00° all’avantreno e -2,75° al retrotreno. Nel corso del weekend potrebbero poi veder la luce sia le Intermedie che le FullWet: le previsioni meteo parlano infatti di un fine settimana soleggiato nelle giornate di giovedì e domenica ma piovoso al sabato, proprio nel momento cruciale di un GP famoso per decidersi spesso nel corso delle qualifiche.

© Pirelli F1 Press Area
© Pirelli F1 Press Area

A Montecarlo, come da tradizione, le ostilità sportive hanno inizio il giovedì, con il venerdì che invece è lasciato…”libero”. Il GP del Principato quest’anno sarà trasmesso in diretta non solo dal solito SkySportF1 (canale 207) ma anche da TV8, che proporrà in chiaro FP3, qualifiche e gara. Ecco dunque tutti gli orari del weekend, mentre per scoprire gli impegni della Formula 2 potete cliccare qui.

Giovedì 23 maggio

  • 11:00 – 12:30 -> FP1 | diretta Sky
  • 15:00 – 16:30 -> FP2 | diretta Sky

Sabato 25 maggio

  • 12:00 – 13:00 -> FP3 | diretta Sky / TV8
  • 15:00 -> Qualifiche | diretta Sky / TV8

Domenica 26 maggio

  • 15:10 -> GP Monaco | diretta Sky / TV8

 

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Piergiuseppe Nicoli

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