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Intervista a Fabio Magnani, commentatore di Eurosport di WEC e Formula E

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Fabio Magnani, telecronista di Eurosport Italia per il WEC e la Formula E

20 Aprile 2024
6 min read
Fabio Magnani Eurosport

In occasione dei test prestagionali della Porsche Carrera Cup Italia a Imola, e alla vigilia dell’E-Prix di Misano di Formula E e della 6 ore di Imola del WEC, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Fabio Magnani, telecronista di Eurosport Italia per entrambi i mondiali FIA. Gli abbiamo chiesto della sua carriera da telecronista, oltre che alcuni pareri sulle due categorie che commenta.

Fabio Magnani Eurosport

Fuori Traiettoria: Ciao Fabio, grazie per questa opportunità. Parto dal chiederti: qual è stato il tuo
percorso per arrivare ad Eurosport?

Fabio Magnani: Ciao a voi. Piccola premessa: sono nato nel mondo del motorsport, mio papà
costruiva quelle che allora si chiamavano Formula Panda, poi divenute Formula Monza, e mi ha
trasmesso la sua passione. Poi attivamente, ho iniziato a lavorare nel Motorsport sui simulatori di
guida professionali, per poi passare al motorsport reale. Nel 2013 ho avuto l’opportunità di fare il
WTCC (Campionato del Mondo Turismo) nel ruolo di Team Manager e a seguire ho girato il mondo
lavorando in diversi campionati; ho iniziato su Eurosport nel 2010 come commentatore tecnico
grazie all’amicizia con Paolo Allievi e Nicola Villani che conoscevo già (e che ringrazio ancora oggi
per l’opportunità); lo step successivo è stato quello di essere promosso a commentatore “di ruolo”
nel 2016, risultando uno dei più giovani nel “roster” di Eurosport.

FT: Tu adesso commenti sia il WEC che la Formula E, che sono due campionati sicuramente molto
diversi, quindi ti chiedo, qual è la differenza d’approccio al commento fra questi due campionati e
altri che hai commentato?

FM: Allora se devo sceglierne uno, torno indietro a qualcosa che Eurosport purtroppo non
trasmette più, ossia il Mondiale Turismo, che mi ha sempre appassionato tanto. Adesso, dovendo
scegliere fra i due, ti direi il WEC, ma più che altro perché ci sono molte più variabili e più
macchine, e quindi riesci a costruire una telecronaca anche più variegata, con molti aspetti diversi
con cui tracciare un filone di telecronaca, dall’aspetto tecnico all’aspetto sportivo fino ad arrivare
alle varie carriere dei piloti. In Formula E è diverso, le gare sono più corte ed è tutto molto
frenetico. C’è tanta tecnologia dietro, a casa magari fanno anche un po’ fatica a capirla, oltre al
fatto che l’elettrico non è ancora ben visto. Insomma, ecco è più difficile.


FT: Hai parlato dei piloti. Ovviamente la Formula E e il WEC sono due campionati che ne
condividono tanti, Vergne, Vandoorne, Mortara, De Vries ecc. Tra questi, in questo momento quale
vedi come il più completo in entrambe le categorie?

FM: Ah sicuramente quelli che hanno più esperienza da ambo le parti. Mi spiego: secondo me
gente come Buemi, Di Grassi o Vergne, che fanno la Formula E da tanti anni oramai sono arrivati a
livello di guida qui elevatissimo, un modo di guidare che è totalmente diverso da qualsiasi altra
categoria con motore a combustione. Io ho avuto modo di provare il simulatore di Formula E di un
team, pensavo di essermi totalmente rimbecillito da quanto facessi fatica a guidare tra regen,
frenata e altre fasi a cui non si è abituati. Tanto di cappello a questi piloti, perché sono in grado di
adattarsi in maniera tale da spostarsi da una macchina all’altra con facilità. Individuarti un nome
preciso però secondo me è difficile, sono tutti di altissimo livello.

FT: Ecco, a proposito appunto dell’evoluzione della Formula E: Eurosport Italia non l’ha trasmessa
per tre anni; rispetto a quando l’avete lasciata, quali sono le principali differenze che avete trovato
e che ti hanno lasciato più sorpreso sia in positivo che in negativo?

FM: La Formula E che piaccia o meno, sta facendo passi tecnologici incredibili, in 10 anni si è
evoluta tantissimo, ed è sempre molto interessante. Poi negli ultimi anni c’è stato questo cambio di
generazione, non c’è più il Fan Boost ma è stato introdotto l’Attack Mode. È un po’ più difficile da
capire per chi guarda. Noi cerchiamo di rendere la telecronaca più comprensibile possibile,
tenendo anche conto del fatto che comunque tanta gente a casa la Formula E ancora non riesce a
digerirla, quindi bisogna cercare di renderla più semplice possibile da spiegare e piacevole per chi
ci ascolta. Altresì, dobbiamo cercare ovviamente di dare delle informazioni più complete possibili,
ma di facile comprensione. Per fare un esempio: nella classe Hypercar del WEC ci sono oltre 10
ingegneri a macchina tra Race Engineer, Strategist, Performance, Systems etc,… In Formula E c’è
un Race Engineer, mentre tutti gli altri sono prevalentemente ingegneri informatici. Quindi c’è
proprio un concetto diverso di sviluppo macchina, strategia, performance ecc ecc, che ovviamente
va introdotto al pubblico.

FT: Tu sai quando potrebbe arrivare l’Attack Charge (il sistema di ricarica rapida, ndr)? In teoria
sarebbe dovuta arrivare a Misano, però non è successo (l’intervista è stata registrata prima dell’E-
Prix di Misano, ma già si sapeva che non sarebbe stato introdotto, ndr).

FM: Non succederà a Misano sicuramente, ma secondo me neanche a brevissimo, perché c’è
stato qualche imprevisto in fase di test, tra cui un problema discretamente importante a Città del
Messico. Quindi han detto: “finché non chiariamo sia l’aspetto legato alla sicurezza, sia il riuscire a
far avere la stessa preparazione tutti i team, perché adesso non tutti sono stati in grado di provare
tutto quello che c’era a disposizione, aspettiamo”.

FT: E poi, al di là del lato tecnico, comunque la Formula E sta avendo una graduale evoluzione dei
circuiti, sta passando molto di più dai cittadini ai permanenti. Cosa ne pensi di questa cosa e nello
specifico del passaggio da Roma a Misano?

FM: È una cosa dettata dalla performance delle auto, nel senso che essendosi evolute così tanto
le macchine, a livello di sicurezza dei circuiti la FIA e Alejandro Agag sono stati costretti a riveder
alcuni parametri. Perché parlando nello specifico di Roma è vero, magari c’è dietro un aspetto
organizzativo o politico, però c’è anche un aspetto, e ne parlavo anche con Daniele Galbiati (che
oltre a essere il mio collega su Eurosport è anche direttore di gara) che il circuito dell’EUR era
arrivato a un punto tale l’anno scorso, con il mega incidente che c’era stato, ad avere dei punti di
domanda lato sicurezza; ovviamente, andando a effettuare delle gare su tracciati permanenti, i
problemi sono minori.

FT: A proposito di incidenti: in generale, come si gestiscono in cronaca incidenti gravi, non
necessariamente mortali, ma comunque in cui non è chiaro com’è la situazione finché magari il
pilota non scende dalla macchina?

FM: La cosa fondamentale è non dare notizie se non si ha la certezza di quel che si dice. È meglio
magari o rimanere sul vago o piuttosto parlare di altro in attesa che riceviamo notizie; spesso
siamo collegati con la Direzione Gara piuttosto che con dei colleghi o collaboratori sul posto, in
modo che ci vengano dati tutti gli aggiornamenti per condividere con il pubblico notizie fondate. È
inutile dire una cosa quando poi magari dopo dieci minuti è tutto l’opposto, in positivo o in negativo,
anche perché rischi di farci una figuraccia.

Fabio Magnani Eurosport

FT: Un’ultima cosa poi, ti lascio: qual è stata la tua telecronaca preferita, la più memorabile?
FM: È una bella domanda. Sai che non so darti una risposta, però ci sono state un paio di
occasioni dove mi sono gasato di bestia.

FT: Una qualche Le Mans di notte, magari?
FM: Faccio veramente fatica a ricordare qualcosa di particolare. Ci sono state un paio di edizioni di
Le Mans, nel 2022 e in qualche edizione precedente, dove arrivare alla fine è stata dura. L’anno
scorso ho fatto a memoria sedici o diciotto ore, le ultime ore ero demolito, non ho avuto un attimo
di pausa perché poi comunque non si dorme, ma continui a vedere la gara e a rimanere aggiornato
con i vari team e piloti anche se non sei al microfono in diretta. Anche per noi, come piloti,
ingegneri e meccanici coinvolti, in realtà la 24 Ore di Le Mans dura… 32-34 ore, in quanto siamo
operativi già dalla mattina presto del sabato e chiudiamo poi la domenica sera tardi con gli
highlights. Faccio un appello a Nicola Villani, se mi sta ascoltando (ride, ndr), di assegnarmi degli
stint più umani quest’anno… No seriamente, ci sono state un paio di Le Mans belle, ma anche
gare, del Mondiale Turismo, o anche le ultime della Formula E, che sono state belle da
commentare e da vedere.

FT: Ti ringrazio, e ti auguro un buon lavoro.
FM: Grazie a voi, un saluto.

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Alfredo Cirelli

Classe 1999, sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1, ma copro anche la Formula E (categoria per cui sono accreditato FIA), la Formula 2, la Formula 3, talvolta anche la Indycar e, se ho tempo, anche tutte le varie formule minori in giro per il mondo.

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