Al termine di un venerdì di prove che non ha deluso le attese – d’altronde, quando mai il Principato lo fa? – ecco quanto di positivo (e negativo) hanno riscontrato Max Verstappen e Yuki Tsunoda tra le strettoie di Montecarlo. E anche Helmut Marko, instancabile mentore Red Bull, non ha fatto mancare il suo punto di vista.

C’è qualcosa nell’aria del venerdì a Monaco che suggerisce quanto la giornata sia sì fondamentale per prendere le misure con le monoposto, ma d’altronde anche quanto sia un mero antipasto, l’antecedente quasi irrisorio della portata principale che – in fondo – è la vera protagonista. Ovviamente stiamo parlando della qualifica. Guardando quindi a oggi, il sabato forse più atteso dell’intero calendario di Formula 1, la Red Bull ha fatto tesoro della seconda posizione di Verstappen durante le FP1 e di quanto andato storto nella sessione successiva.
L’olandese, infatti, ha dichiarato: “le prime libere sono state alquanto positive ma poi abbiamo apportato delle modifiche per le FP2. Abbiamo cercato un modo per estremizzare il bilanciamento e credo che abbiamo un po’ esagerato, quindi non riuscivo ad attaccare le curve tanto quanto volevo. Stavamo perdendo un sacco di ritmo e tempo sul giro. Non mi aspetto di essere i più veloci, ma ovviamente vogliamo tornare a come eravamo nelle FP1. Potremmo essere più vicini ai competitors ma le Ferrari sono sembrate veloci e le McLaren altrettanto. Se noti il ritmo dimostrato durante la stagione, la Ferrari è migliorata molto qui“.

Yuki Tsunoda, invece, durante la seconda sessione di prove è riuscito a posizionarsi alle spalle del suo compagno di squadra, a soli 0.004 secondi, passando quindi dal 14° posto delle FP1 all’11°. Questo perchè, a differenza del campione di Hasselt, il numero #22 ha trovato più ritmo nella seconda uscita in pista, nonostante le limitazioni provenienti dagli pneumatici. “Oggi è andata abbastanza bene, credo che abbia avuto modo di percepire i limiti della gomma soft, in termini di aderenza, che è precisamente quello che mi sta dando più problemi. Non ho potuto girare abbastanza sulle medie da poter capire come lavorano, ho effettuato un giro solo e poi sono stato interrotto dalla bandiera rossa. Abbiamo sicuramente fatto un passo avanti dalle prime alle seconde prove libere, ma c’è ancora margine di miglioramento e io devo ricavare un paio di decimi in più. Abbiamo dimostrato che c’è del potenziale perciò devo solo dare il massimo, continuare a fare del mio meglio, aumentare il ritmo e poi speriamo di mettere tutto assieme in qualifica“.
Dal canto suo, Helmut Marko non ha fatto tesoro delle difficoltà avute e, chissà, forse per giocare d’astuzia, non ha nemmeno nascosto pronostici favorevoli per la scuderia di Maranello, con Charles Leclerc re del cronometro per tutto il venerdì. “Purtroppo penso che nella seconda sessione di libere il team non sia riuscito a trovare l’assetto corretto. Max ha sofferto di sottosterzo e sappiamo che, soprattutto a Max, questo non piace e non permette di lavorare bene. Certo è che l’ultimo o il penultimo giro del long run è sembrato positivo, di 1’13″9. In ogni caso sono dell’idea che la Ferrari sia la favorita“. E sulla Ferrari aggiunge: “Loro utilizzano sempre la medesima altezza da terra e questo li aiuta soprattutto su un tracciato come questo. È un assetto morbido“. Tra sorpresa e disappunto, il consigliere austriaco si è augurato poi di riuscire a correggere l’assetto e di farlo nel modo più congeniale alla qualifica, ma sottolineando che “sarà fondamentale non optare per esagerazioni che potrebbero ledere altri aspetti legati all’assetto“.
Ultimo ma non per importanza, il traffico. Sì, perchè diversi piloti hanno lamentato sessioni particolarmente affollate, come del resto era prevedibile. Questo pone un grande punto di domanda sulla doppia sosta obbligatoria imposta in gara, e chissà che il traffic paradise battezzato da Tsunoda non si trasformi in un traffic hell. Così Verstappen sulle condizioni in pista: “Monaco è sempre complicato per via del traffico. Credo che ci siano stati momenti abbastanza pericolosi, il che non è l’ideale. So che erano solo prove però avrebbe potuto finire peggio se non ci si fosse messi da parte o non si avesse interpretato correttamente la situazione“.
Occhi puntati quindi sulla qualifica di oggi. Noi, nel dubbio, siamo già con il fiato sospeso.
