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Mercedes vola nelle FP1 del GP di Spagna, Ferrari insegue. A muro Ricciardo, Kubica davanti a Stroll

Tanto sporco, tanto vento e tanti errori: potrebbe essere questa un’ottima perifrasi per riassumere brevemente le FP1 del GP di Spagna, quinta prova stagionale del Mondiale 2018 di F1. Su un asfalto che questa mattina ha offerto molto meno grip rispetto a quanto visto nel corso dei test pre-season, infatti, parecchi piloti hanno commesso qualche…

11 Maggio 2018
3 min read

Tanto sporco, tanto vento e tanti errori: potrebbe essere questa un’ottima perifrasi per riassumere brevemente le FP1 del GP di Spagna, quinta prova stagionale del Mondiale 2018 di F1. Su un asfalto che questa mattina ha offerto molto meno grip rispetto a quanto visto nel corso dei test pre-season, infatti, parecchi piloti hanno commesso qualche errore di troppo, in una sessione che non è riuscita a raccontare molto circa i reali valori in campo in quel del Montmelò.

© Mark Sutton / LAT Images / Pirelli F1 Press Area
© Mark Sutton / LAT Images / Pirelli F1 Press Area

L’unica cosa certa, almeno al termine delle FP1, è che le Mercedes sembrano essere in forma sull’asfalto catalano. Le W09 Hybrid monopolizzano infatti la prima fila virtuale, con Valtteri Bottas che riesce a mettere a segno un 1’18″148 – crono di 1″ più rapido rispetto alla Pole Position del 2017 – sfruttando solamente le gomme Soft e con Lewis Hamilton che lo imita ad 849 millesimi di ritardo. Alle spalle delle Frecce d’Argento (non esenti comunque da errori di guida) c’è la prima delle Ferrari, la #5 di Sebastian Vettel: il tedesco, autore di un testacoda in uscita di Curva 13, ha chiuso le proprie FP1 in 1’19″098 utilizzando le SuperSoft, riuscendo così a staccare per poco più di tre decimi la RB14 di Max Verstappen, 4° al termine della sessione. In 5^ piazza troviamo poi Kimi Raikkonen – sulla cui Ferrari è stato cambiato il fondo nel corso delle FP1 – ed il suo 1’19″499, mentre è buon 6° Fernando Alonso alla guida di una McLaren profondamente rivisitata dal punto di vista aerodinamico.

Alle spalle dell’asturiano troviamo Daniel Ricciardo, che ha chiuso le prove libere anzitempo per via di un leggero contatto contro le barriere di Curva 4: l’australiano ha fatto segnare un 1’19″871 che gli ha permesso per 25 millesimi di tenersi dietro la Haas di Romain Grosjean, buon ad 1″7 dalla vetta. Nella Top Ten virtuale, dopo un difficilissimo weekend azero, entra anche Stoffel Vandoorne, 9° in 1’20″083 a poco più di due decimi dal crono di Alonso, mentre ottima è la prestazione di Pierre Gasly, che porta la sua STR13 in 10^ posizione grazie al suo 1’20″508.

© Manuel Goria / Sutton Images
© Manuel Goria / Sutton Images

Appena fuori dai primi dieci troviamo Kevin Magnussen, autore di un 1’20″637 e di una chiusura in rettilineo davvero poco sensata nei confronti di Charles Leclerc, che lo segue in classifica grazie ad un buon 1’20″665. Solamente 13^ è un’aggiornata Force India, con Perez che non va oltre l’1’20″924 dopo aver trascorso – come molti altri team – buona parte della sessione alle prese con vernici flow-viz e griglie per i rilevamenti aerodinamici, mentre 14° è Marcus Ericsson, che in questa prima fase paga poco più di tre decimi rispetto al compagno di team. Un po’ sottotono sono finora apparse le Renault: Sainz infatti si accontenta della 15^ posizione, ed Hulkenberg fa ancora peggio non andando oltre la 17^ piazza. Tra di loro, staccati da poco più di un decimo, si piazza la VJM11 di Esteban Ocon con il suo 1’21″144, mentre è 18° a quasi 9 decimi di ritardo da Gasly Brendon Hartley, autore di più di un errore in Curva 4. Mesti fanalini di coda sono i due piloti della Williams, con il rientrante Kubica che chiude – con un testacoda a referto – in 1’21″510, quasi 1″3 più rapido del compagno Lance Stroll, costretto ad abbandonare anzitempo la sessione dopo essere finito nella ghiaia di Curva 5 con la sua FW41.

Per quanto riguarda il passo gara, a farla da padrone è stato finora Lewis Hamilton. Il #44, munito di quelle gomme Medium che tanto funzionano sulle Mercedes, è riuscito a girare con costanza sul passo dell’1’22″basso, circa 1″ a giro più rapido rispetto a Bottas e Vettel che invece hanno svolto la propria simulazione di gara rispettivamente con gomme Soft e SuperSoft. Le condizioni della pista però sono destinate a cambiare parecchio nel corso del weekend – in cui, lo ricordo, correranno anche Porsche Supercup, GP3 e Formula 2 -, e c’è da considerare quindi il fatto che diverse scuderie abbiano deciso di non spingere troppo con condizioni d’asfalto così diverse rispetto a quelle che dovrebbero esserci in gara.

Ecco la classifica completa al termine delle FP1:

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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