F1, Red Bull pigliatutto: già 4 team matematicamente fuori dalla lotta mondiale a metà stagione

La Red Bull ha messo matematicamente fuori dalla lotta per il mondiale di F1 già 4 team a metà stagione: un evento non comune in passato

31 Luglio 2023
4 min read
f1 red bull mondiale

Il dominio in F1 messo in atto dalla Red Bull nel mondiale costruttori e da Max Verstappen in quello piloti è sotto gli occhi di tutti. Il team austriaco è stato talmente strabordante che dopo 12 gare su 22, ovvero una in più della metà, già 4 team sono matematicamente fuori dalla lotta per il titolo: un’impresa che era riuscita l’ultima volta alla Ferrari nel 2004.

f1 red bull mondiale
© Dan Mullan/Getty Images / Red Bull Content Pool

La prima occasione utile per tagliare matematicamente fuori qualcuno dalla lotta mondiale è la gara successiva a quella di metà stagione. Per fare qualche esempio in una stagione da 22 gare come questa la prima occasione utile è la dodicesima gara mentre in una stagione da 21 gare è possibile farlo già all’undicesima dal momento che in undici gare è possibile raccogliere più punti che nelle restanti dieci (e grazie tante). Vediamo in quali anni i team sono riusciti a mettere fuori dalla lotta per il mondiale qualche rivale già alla prima occasione in questo articolo.

I numeri del dominio Red Bull nel mondiale 2023

Max Verstappen e Sergio Perez hanno conquistato nelle prime 12 gare del 2023 ben 503 punti sui 573 disponibili, divisi tra i 314 dell’olandese (su 336 massimi) e i 189 del messicano. Nelle 10 gare rimanenti ogni team potrà raccogliere un massimo di 44 punti per gara (25+18 di una doppietta più il giro veloce) a cui si aggiungono un massimo di 15 punti per ogni weekend in cui verrà disputata la gara sprint (8+7). Questo porta il totale collezionabile a 44*10 + 15*3 = 485 punti, 18 in meno di quelli attualmente posseduti dalla Red Bull. Ciò significa che già dopo il GP del Belgio Williams (11 punti), Haas (11 punti), Alfa Romeo (9 punti) e AlphaTauri (3 punti) sono tagliate fuori dalla lotta per il titolo. Non che avessero qualche possibilità, ma la matematica certezza non era mai arrivata così presto negli ultimi 20 anni.

f1 red bull mondiale
Red Bull è saldamente in testa alla classifica del mondiale costruttori di F1 dopo il GP del Belgio

Negli ultimi tempi infatti neanche la Mercedes negli anni dominati come il 2014, il 2015, il 2016, il 2019 o il 2020 era riuscita a far realizzare questo curioso evento. Per trovare un caso simile bisogna risalire addirittura al vecchio sistema di punteggio, nel 2004. In quella stagione Schumacher e Barrichello alla guida delle loro Ferrari F2004 conquistarono 158 punti nelle prime 10 gare della stagione che allora ne contava 18 totali. Con ancora 8 gare da disputare e quindi 18*8 = 144 punti da assegnare, i brillanti risultati di inizio stagione misero fuori dalla lotta per il titolo i 4 team che occupavano la parte bassa della graduatoria a squadre dopo il GP di Francia, ovvero Minardi (1 punto), Jaguar (3 punti), Jordan (5 punti) e Toyota (8 punti).

Andando ancora più indietro il caso precedente al 2004 avvenne nel 1992, quindi con un sistema di punteggio a sua volta diverso. In quella stagione le due Williams FW14 di Mansell e Patrese conquistarono 116 punti nelle prime 9 gare su 16. Poiché all’epoca la vittoria assegnava 10 punti e il secondo posto 6, nelle restanti 7 gare sarebbe stato possibile raccogliere solo 112 punti e di conseguenza i team con meno di 4 punti dopo il GP di Gran Bretagna 1992 vennero tagliati fuori. Questi furono la Larrousse (1 punto), Scuderia Italia (2 punti), Ligier (2 punti) e March (3 punti). La Tyrrell, che aveva 4 punti e quindi teoricamente in grado di raggiungere i 116 della Williams, uscì matematicamente dalla lotta mondiale perché a parità di punti non sarebbe riuscita ad eguagliare i piazzamenti dei campioni del mondo. Il team di Grove poteva infatti vantare 7 vittorie, 7 secondi posti e un terzo posto nelle prime 9 gare mentre con 7 doppiette nelle ultime 7 gare la Tyrrell avrebbe potuto contare solo sui due quinti posti di De Cesaris in Messico e Canada, piazzamenti peggiori del terzo posto di Patrese a Monaco.

Già che ci siamo citiamo il caso ancora precedente, quello del 1988. Con un regolamento ancora diverso che considerava solo gli 11 migliori risultati su 16 e un sistema di punteggio che assegnava 9 punti al primo e 6 al secondo, le due McLaren MP4/4 di Senna e Prost conquistarono 117 punti nelle prime 9 gare. Con 105 punti a disposizione nelle ultime 7 gare vennero messi matematicamente fuori gioco dopo il GP di Germania 1988 tutti i team dal quinto posto in giù, ovvero Arrows (10 punti), Williams (7 punti), March (7 punti), Tyrrell (5 punti), Rial (3 punti) e Minardi (1 punto).

Classifica piloti: da Gasly in giù tutti già matematicamente fuori dalla lotta

Il dominio Red Bull nel mondiale costruttori di F1 non poteva prescindere da quello di Max Verstappen in quello piloti. Grazie ai suoi 314 punti l’olandese è diventato irraggiungibile per tutti quei piloti con meno di 30 punti. Le 10 gare rimanenti infatti mettono in palio 26 punti ciascuna più 8 punti per le tre Sprint Race per un totale di 284 punti. I piloti matematicamente fuori dalla lotta per il titolo sono quindi Gasly (22 punti), Albon (11 punti), Hülkenberg (9 punti), Bottas (5 punti), Zhou (4 punti), Tsunoda (3 punti), Magnussen (2 punti), Sargeant, Ricciardo e De Vries (0 punti) con quest’ultimo ancora più fuori dalla lotta mondiale perché non corre più in F1.

Classifica piloti dopo il GP del Belgio

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Fabio Catalano

Appassionato di motorsport e dinosauri, motivo per cui provo a inserire riferimenti a questi ultimi negli articoli di Formula 1. D’altronde se lo fa AO Racing posso farlo anche io

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