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Vanno ad Hamilton le FP1 di Melbourne! Le Ferrari inseguono Verstappen senza usare le UltraSoft

E’ stata una prima sessione di Prove Libere piuttosto interlocutoria, quella andata in scena nella notte italiana ad Albert Park. Sull’asfalto ancora sporco del circuito australiano, infatti, nessuna scuderia ha dato l’impressione di aver minimamente cercato la prestazione, con diversi team che sono addirittura apparsi ancora alle prese con delle attività tipicamente “da test” che…

23 Marzo 2018
4 min read

E’ stata una prima sessione di Prove Libere piuttosto interlocutoria, quella andata in scena nella notte italiana ad Albert Park. Sull’asfalto ancora sporco del circuito australiano, infatti, nessuna scuderia ha dato l’impressione di aver minimamente cercato la prestazione, con diversi team che sono addirittura apparsi ancora alle prese con delle attività tipicamente “da test” che ben poco spazio hanno lasciato alla lotta nuda e cruda con il cronometro.

© Wolfgang Wilhelm / Mercedes AMG Petronas F1 Team
© Wolfgang Wilhelm / Mercedes AMG Petronas F1 Team

Tra le squadre che sono sembrate sin dall’inizio pronte a darsi battaglia tra i cordoli, ovviamente, c’è la Mercedes, che piazza i suoi due piloti nelle prime due posizioni disponibili. A dettare il passo in queste FP1 australiane è Lewis Hamilton, che munito di UltraSoft ha chiuso la sessione con un 1’24″026 che gli ha permesso di rifilare 551 millesimi – a parità di mescola – al compagno di team, Valtteri Bottas. Alle spalle delle Frecce d’Argento si è poi piazzato Max Verstappen, 3° in 1’24″771 con la sua RB14, mentre la Scuderia Ferrari apre la propria stagione mettendo le due SF71-H di Raikkonen e Vettel rispettivamente in 4^ e 5^ posizione: il finlandese ed il tedesco a differenza di tutti gli altri top driver non hanno utilizzato set di UltraSoft nel corso della sessione, con il distacco di oltre 8 decimi accusato dal #7 al termine delle FP1 che è quindi da prendere assolutamente con le pinze. In 6^ posizione, staccato di poco meno di 70 millesimi dall’1’24″995 di Sebastian Vettel, è poi Daniel Ricciardo, uno dei piloti che ha accusato maggiormente le condizioni di sporcizia in cui versava l’asfalto australiano: il #3 si è più volte lamentato di sentire poco la vettura, trascorrendo parecchio tempo ai box nel tentativo di riuscire a trovare assieme ai suoi ingegneri il giusto bilanciamento.

Primo degli “altri”, a conferma delle buone prestazioni messe in mostra dalla VF-18 già durante la seconda sessione di test a Barcellona, è poi Romain Grosjean, che chiude la prima sessione di FP dell’anno in 1’25″730 riuscendo a mettersi dietro Fernando Alonso, alle prese invece con qualche problema di troppo: l’asturiano è rimasto infatti costretto per diversi minuti nel garage del team, con gli uomini di Woking che trafficavano alacremente attorno alla PU Renault della sua MCL33 per verificare l’entità di un problema agli scarichi accusato nella primissima parte della sessione. 9^ piazza per Carlos Sainz ed il suo 1’25″992 messo a segno con gomme SuperSoft, mentre a chiudere la Top Ten virtuale provvede Stoffel Vandoorne, che in 1’26″482 è il primo pilota ad accusare oltre 2″ di ritardo dal crono di Hamilton.

© Jerry Andre / Sutton Images
© Jerry Andre / Sutton Images

Appena fuori dai primi 10 troviamo Pierre Gasly, anche lui tra i piloti che non hanno sfruttato set di UltraSoft in questa prima sessione, seguito a sua volta da Sergey Sirotkin e Nico Hulkenberg, con il tedesco che ha chiuso le FP1 staccato di oltre 7 decimi dal crono del compagno di team. 14° posto per Esteban Ocon, a bordo di una Force India scesa in pista ancora con la vernice flow-viz per effettuare rilevamenti aerodinamici, mentre 15° è Lance Stroll, che con il suo 1’26″636 accusa un paio di decimi di ritardo dal tempo del team mate. Ad un decimo dal giovane canadese si piazza poi l’altra Force India, quella di Sergio Perez, mentre solamente 17^ è la seconda delle Haas, quella guidata da Kevin Magnussen: il danese, protagonista anche di un’innocua uscita di pista alla penultima curva, non è andato oltre un 1’27″035 che lo ha portato a quasi 2″ di distacco dal crono di Grosjean.

Al 18° posto troviamo Brendon Hartley ed il suo 1’27″745, mentre fanalino di coda sono di nuovo – purtroppo – le due Alfa Romeo Sauber: Ericsson e Leclerc non sono andati oltre la 19^ e 20^ posizione, accusando rispettivamente 3″9 e 4″4 di ritardo dal tempo messo a segno da Hamilton.

© Jerry Andre / Sutton Images
© Jerry Andre / Sutton Images

Per quanto riguarda le indicazioni sul passo gara, a fare la voce grossa è stato di nuovo Lewis Hamilton, che con le UltraSoft è stato in grado di girare sull’1’28″5-1’28″alto con una certa costanza. Alle spalle del #44 però non c’è il vuoto, con entrambe le RedBull che sono apparse staccate di pochi decimi e con Bottas che, a parità di condizioni con l’inglese, accusava in media mezzo secondo di ritardo dai suoi passaggi. Interessanti sono state poi le simulazioni delle due Ferrari, con Raikkonen che si è lasciato “sfuggire” due giri in 1’28″6 mentre montava un treno di gomme Soft e con Vettel che saggiava con gli stessi tempi la durata invece delle SuperSoft. Più staccati, come già accadeva nel corso del 2017, tutti gli altri.

Ecco la classifica completa al termine delle FP1:

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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