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Verstappen si conferma nelle FP2 a Baku, Ferrari velocissime sul passo gara. Alonso cambia PU e…rompe

Tanti lunghi, tante scodate, tante bandiere gialle ed una bandiera rossa. Una frase che potrebbe benissimo essere utilizzata per riassumere nella maniera più sintetica possibile le FP2 del GP di Baku, dove praticamente tutti i piloti si sono ritrovati a dover combattere con un asfalto poco collaborativo nel mandare in temperatura le gomme. Il tutto…

23 Giugno 2017
4 min read

Tanti lunghi, tante scodate, tante bandiere gialle ed una bandiera rossa. Una frase che potrebbe benissimo essere utilizzata per riassumere nella maniera più sintetica possibile le FP2 del GP di Baku, dove praticamente tutti i piloti si sono ritrovati a dover combattere con un asfalto poco collaborativo nel mandare in temperatura le gomme. Il tutto si è tradotto in una miriade di errori in staccata, che hanno costretto di frequente i commissari ad esporre le bandiere gialle fino a quando Palmer non è andato a muro in Curva 8, anche lui nella strettoia della torre, causando l’esposizione di una bandiera rossa.

© Clive Rose
© Clive Rose

Nelle FP2 di Baku è accaduto però molto più di qualche lungo e di qualche sventolio di bandiere, e la classifica finale dimostra quanto interessante sia stata la sessione. Davanti a tutti, come al termine delle FP1, c’è Max Verstappen: l’olandese, nonostante una RB13 dotata di una nuova ala posteriore particolarmente scarica aerodinamicamente, con le SuperSoft è riuscito a fare la differenza nei primi due settori – quelli più guidati – del circuito, andando a chiudere le FP2 in 1’43″362. Sessione dal sapore agrodolce però quella dell’olandese che, a causa di un errore in frenata in Curva 1, ha terminato con 30″ di anticipo le proprie prove finendo contro le barriere e danneggiando così entrambe le sospensioni del lato sinistro della sua RB13. La RedBull però sul giro secco è apparsa davvero efficace, e la conferma arriva da Daniel Ricciardo e dal suo 1’43″473 che vale all’australiano la terza posizione. Tra le due RB13 infatti trova posto la prima delle Mercedes, quella di Valtteri Bottas, 2° grazie al suo 1’43″462 che lo porta ad un decimo esatto dal leader della classifica.

Quarta e quinta sono invece le Ferrari, con Raikkonen davanti a Vettel, rispettivamente autori di un 1’43″489 e di un 1’43″615. Il finlandese ha avuto qualche difficoltà di troppo con i freni ad inizio sessione, mentre il tedesco ha faticato a trovare un giro “pulito” durante la sua simulazione di qualifica a causa sia di propri errori in frenata sia di una VSC chiamata in causa per ripulire la pista dai detriti lasciati indietro da Kvyat dopo un leggero contatto con le barriere. A sorpresa è poi sesto Lance Stroll, finalmente davanti a Felipe Massa grazie al suo 1’44″113 e apparso rinfrancato dai punti ottenuti in Canada. Il giovane canadese si tiene dietro Perez – straordinario il lavoro dei meccanici Force India dopo il crash del messicano durante le FP1 -, un Daniil Kvyat per il momento molto più in forma di Sainz, Ocon e, stranamente, Lewis Hamilton: il #44 ha dato l’impressione di non trovarsi a proprio agio con la sua W08 Hybrid tra le stradine di Baku, facendo fatica a mettere insieme un vero giro veloce (ha chiuso la sessione in 1’44″525), risultando molto lento anche nella simulazione di gara ed addirittura decidendo di abbandonare abitacolo e box con diversi minuti di anticipo rispetto alla bandiera a scacchi.

Appena fuori dalla Top Ten troviamo poi Felipe Massa, che si tiene dietro Fernando Alonso. L’asturiano ha chiuso le FP2 in 1’45″515, ma ha ben poco per cui essere contento: nonostante le 15 posizioni di penalità in griglia che sarà costretto a pagare per aver montato sulla sua MCL32 un nuovo propulsore Honda aggiornato, la sua McLaren si è ammutolita quando mancavano circa 20″ al termine della sessione, costringendolo ancora una volta a parcheggiare l’auto in una via di fuga per tornare a piedi ai box. Dietro Alonso c’è poi Sainz, che si tiene dietro Magnussen ed Hulkenberg, ancora in difficoltà con la sua Renault a Baku. Difficoltà che però sono inferiori a quelle di Palmer, che ha chiuso sì a soli 58 millesimi dal tempo del tedesco, ma che è anche andato a muro contro le barriere di Curva 8 – come vi anticipavo in apertura di articolo – rompendo la sospensione anteriore destra. 17° è Stoffel Vandoorne, con Wehrlein ed Ericcson che non sono stavolta gli ultimi del gruppo. Dietro le due Sauber c’è infatti spazio per Romain Grosjean, alle prese con problemi tecnici che gli hanno impedito di essere efficace sia durante la simulazione di qualifiche che durante quella di gara.

Simulazione di gara che, rispetto alla classifica finale, ha raccontato una storia parzialmente diversa. Le più rapide infatti sono state stavolta le Ferrari, con le due SF70-H che sia con le Soft (utilizzate da Raikkonen) sia con le SuperSoft (montate da Vettel) sono state le più efficaci. Entrambi i piloti di Maranello sono stati in grado di girare sull’1’46” basso – con Vettel che ha quasi infranto il muro dell’1’45” -, mentre le RedBull di Ricciardo e Verstappen (quest’ultimo però apparso molto costante) non sono andate oltre l’1’46″alto, così come la Mercedes di Bottas. Inspiegabilmente fermo sul passo dell’1’48”, invece, Lewis Hamilton, chiamato domani a dimostrare che la giornataccia di oggi sia stata solamente un caso. 

Ecco la classifica completa al termine delle FP2: 

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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