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Rally Svezia 2022: totale equilibrio dopo il Day 1. Tanak, che peccato!

È gara apertissima al Rally Svezia, con 4 piloti in 9 secondi al termine della prima giornata. Peccato Tänak, ritirato per problemi tecnici.

25 Febbraio 2022
3 min read

Tanak, Lappi, Rovanperä, Evans, Neuville: questi i 5 piloti che si sono ritrovati leader della corsa, dopo sole 7 speciali disputate. Si parlava di equilibrio per l’universo rallistico post-Sébastien, ma in pochi sarebbero stati in grado di pronosticare uno scenario così aperto al termine del Day 1: il Rally Svezia 2022 si conferma, almeno fin qui, una corsa mozzafiato.

Nonostante un inizio relativamente in sordina, la prima tappa va dunque a premiare un Thierry Neuville che ha seriamente rischiato di chiudere la gara dopo neanche 2 speciali: il belga ha evitato di pochissimo lo snowbank in cui si è chiusa la corsa di Craig Breen, venendo successivamente salvato da una bandiera rossa arrivata proprio mentre la sua Hyundai stava iniziando a soffrire di problemi alla parte elettrica. Il pomeriggio è stato invece una lezione per quasi tutti gli avversari, con il #11 in grado di mettere in campo la sua esperienza per quanto riguarda il consumo gomme, andando a guadagnare terreno specialmente nell’arco delle ultime PS.

Segue, a distanza molto ravvicinata, un Kalle Rovanperä (+4.3) in stato di grazia per buona parte della giornata, nonostante la sconveniente posizione di partenza davanti a tutti. Le uniche vere difficoltà si sono presentate nel primo loop di speciali del pomeriggio, in cui l’abbondante neve soffice presente sulla superficie stradale ha influenzato notevolmente la sua performance. La sua prova è comunque abbondantemente positiva, e lo mette in una posizione pressoché perfetta per affrontare al meglio la giornata di domani.

Il podio virtuale è chiuso da Elfyn Evans (+7.4), che ha dovuto rinunciare alla leadership proprio nell’ultima speciale, a causa di una gestione gomme non proprio azzeccata che lo ha lasciato in difficoltà proprio nei 5 km conclusivi. Nonostante ciò, il gallese di casa Hyundai ha disputato diverse PS di livello assoluto, e si conferma un serio candidato per le posizioni di vertice in quel Rally Svezia che lo ha visto vincitore nel 2020.

Non sorprende la bella gara fin qui disputata da Esapekka Lappi (+8.8), alla prima uscita dallo scorso Finlandia, che anno dopo anno si sta confermando uno specialista delle gare veloci. Il finnico è stato fenomenale fino alla penultima PS, per poi cedere anch’egli terreno in seguito ad una sbagliata interpretazione del consumo gomme. Rimane anch’egli pienamente in lizza per il podio, a differenza dei nomi che lo seguono in graduatoria.

La vera crisi in termini di gestione pneumatici è stata, tuttavia, quella di Oliver Solberg (+28.1): distante solo 6 secondi dalla vetta al termine della PS 5, il pilota di casa ha spinto troppo, finendo per pagare il conto con gli interessi nel corso delle ultime 2 speciali. Un errore di inesperienza per il giovanissimo svedese, che in due occasioni ha mancato solo di una manciata di secondi la vittoria di speciale.

Assai più lontano Takamoto Katsuta (+1:18.9), costantemente più lento rispetto ai leader, che ha perso circa 30 secondi incastrato in uno snowbank dal quale è uscito solo grazie all’aiuto di alcuni spettatori. Il suo terzo rally su neve è ancora un’esperienza di apprendimento, caratterizzata fin qui dalla mancanza tanto del passo quanto della costanza: la pazienza di Toyota nei suoi confronti, tuttavia, sembra ancora abbondante.

A chiudere la graduatoria delle WRC troviamo infine le due Ford Puma, relegate nuovamente al ruolo di chiudipista dopo i fasti del Montecarlo. Adrien Fourmaux (+1:32.9) precede Gus Greensmith (+1:48.1) al termine di una giornata in cui nulla è andato per il verso giusto.

Era ancora mattina, infatti, quando il pilota numero 1 del team M-Sport è stato costretto al ritiro: come già accennato, Craig Breen si è incastrato nella neve nel corso della PS 2, non riuscendo più a ripartire, e venendo costretto a ritornare sulla terra dopo il meraviglioso terzo posto ottenuto al Montecarlo.

L’altro deluso della giornata è senz’altro Ott Tanak: distante solo 1.1 dalla vetta al termine della PS 5, è stato beffardamente costretto al ritiro prima della PS 6 a causa di un problema all’ibrido che ha fatto accendere la famigerata luce rossa presente sulla fiancata dell’auto. Si tratta di un problema comparso, anche se fortunatamente in forma meno grave, anche sull’auto di Neuville, e che sembra fin qui caratterizzare l’apertura stagionale della i20 WRC. Sfumano dunque, per l’estone, le speranze di far segnare la terza vittoria in carriera in una gara su neve.

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Michele Nicolini

Nasco in Liguria durante il GP di Spa 1998 e, come era prevedibile, dimostro fin da subito una grande passione per qualsiasi cosa abbia delle ruote e un motore indipendentemente dalla categoria. Su Fuori Traiettoria mi occupo del mondo rallistico ma non solo, occasionalmente trattando altri ambiti.

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