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MotoGP, Doha: il circuito di Losail secondo Brembo

Dopo l’inaugurale Gran Premio del Qatar, il Campionato del Mondo FIM – MotoGP resta a Losail per il GP di Doha. Come nel fine settimana scorso, la gara della MotoGP si disputerà in notturna e ciò permetterà di vedere l’incandescenza dei dischi in carbonio nelle frenate più violente. Complice il rettilineo di oltre mille metri che la precede, la frenata alla prima…

31 Marzo 2021
2 min read

Dopo l’inaugurale Gran Premio del Qatar, il Campionato del Mondo FIM – MotoGP resta a Losail per il GP di Doha. Come nel fine settimana scorso, la gara della MotoGP si disputerà in notturna e ciò permetterà di vedere l’incandescenza dei dischi in carbonio nelle frenate più violente.
Complice il rettilineo di oltre mille metri che la precede, la frenata alla prima curva dopo il traguardo è una delle più difficili dell’intero Mondiale, con la temperatura dei dischi che raggiunge i 660°C.

motogp_lunghezza-frenata_suzuki

Secondo i tecnici Brembo il Losail International Circuit rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, eguagliato da altre 8 piste. Solo in 4 delle 16 curve della pista (la 3, 8, 11 e 13) non è richiesto l’intervento dei freni: 12 frenate al giro le ha solo il circuito di Misano Adriatico. Per questa ragione dalla partenza alla bandiera a scacchi i piloti si servono dei freni la bellezza di 264 volte, il valore più alto di tutte le piste orientali. Così come al KymiRing e a Motegi, i freni sono in funzione per 34 secondi al giro. Dalla partenza alla bandiera a scacchi nel GP Qatar i freni vengono usati da ciascun pilota per oltre 12 minuti e mezzo, equivalenti al 30 per cento del tempo totale.

Delle 12 frenate del Losail International Circuit 3 sono considerate altamente impegnative per i freni mentre 5 sono di media difficoltà e 4 sono light. La pista di Losail presenta 2 frenate con decelerazioni da 1,5 g, un altro paio da 1,4 g e una da 1,3 g: di queste però solo l’ultima e la prima di ogni giro sono successive tra di loro. Sono invece 3 le curve con spazio di frenata superiore ai 150 metri e decelerazione di almeno 130 km/h. Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore supera i 9 quintali e mezzo: sono circa 23 kg al minuto, non proprio una passeggiata, perché il pilota si muove anche molto in sella.

Complice il rettilineo di 1.068 metri che la precede, la frenata alla prima curva dopo il traguardo è una delle più difficili dell’intero Mondiale: senza scia le MotoGP vi arrivano a 346 km/h e rallentano fino a 98 km/h esercitando un carico sulla leva del freno di 5,1 kg. Per impostare la curva, i piloti frenano per 4,9 secondi durante i quali percorrono 263 metri. La pressione dell’impianto frenante raggiunge invece i 10,9 bar. Durante questa frenata la temperatura dei dischi anteriori in carbonio aumenta fino fino a 660°C, valore che scende a 480°C alla seconda curva.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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