, , ,

Metodo Schlieren e F1: perché a volte l’invisibile diventa visibile

A volte bastano delle disomogeneità nell’aria per visualizzare le strutture aerodinamiche. Su questo principio si basa il metodo Schlieren

28 Luglio 2022
5 min read
schlieren

Quando si parla di visualizzazione dei vortici d’estremità d’ala in Formula 1 vengono subito in mente le celeberrime trecce di Berenice. Ecco, in questo caso non c’entrano niente. O meglio, la struttura aerodinamica è la stessa, ma il fenomeno fisico alla base della sua manifestazione è completamente diverso. Sullo stesso principio si fonda un vero e proprio metodo di visualizzazione aerodinamica: il metodo Schlieren. Ecco come funziona.

schlieren
Il vortice d’estremità partito dall’endplate dell’ala anteriore | © F1 / FOM

Nell’immagine sovrastante viene indicato, mediante due frecce, il vortice originato dal bordo dell’ala anteriore. Questo viene reso visibile dalle diverse proprietà ottiche dell’aria all’interno della struttura vorticosa e intorno ad essa. Ma andiamo per gradi e vediamo perché tutto ciò accade.

Com’è fatto un vortice?

Il vortice che si origina all’estremità dell’ala anteriore si chiama “vortice d’estremità d’ala” (no, i fluidodinamici non hanno molta fantasia). Questo si origina a causa della tendenza dei fluidi a migrare dalle zone ad alta pressione (la parte superiore dell’ala) a quelle a bassa pressione (la parte inferiore della monoposto). Nel far ciò il fluido accelera e l’accelerazione sarà tanto maggiore quanto è maggiore la differenza di pressione tra le due aree. L’aumento di velocità fa diminuire la pressione e di conseguenza si crea una struttura roteante con un nucleo che ha una pressione e una temperatura più basse rispetto all’ambiente circostante.

Indice di rifrazione dell’aria: cosa c’entra?

Le diverse proprietà del fluido all’interno del vortice rispetto a quello fuori sono alla base della sua visualizzazione. Infatti pressione e temperatura sono due parametri da cui dipende il valore dell’indice di rifrazione di un gas: l’aria in questo caso. L’indice di rifrazione è una grandezza che indica di quanto la luce rallenta quando attraversa un determinato materiale. Per esempio la luce in acqua viaggia più piano che in aria perché l’acqua ha un indice di rifrazione maggiore. Di conseguenza, per il Principio di Fermat, la luce verrà deviata in modo differente da mezzi con indici di rifrazione differenti. Quest’ultima frase è quella che ci interessa.

Il percorso intrapreso da un raggio di luce che viaggia tra due punti sarà quello che richiede il minor tempo

Pierre de Fermat, 1658

Fermat un minut a leggere anche il resto

L’autore dell’articolo, 2022
La luce viene deviata diversamente a seconda dell’indice di rifrazione del mezzo attraversato

Nel nostro caso abbiamo l’aria fredda e a bassa pressione al centro del vortice con un determinato indice di rifrazione e l’aria calda a pressione atmosferica tutta intorno e quindi con un indice di rifrazione diverso. La luce che giunge alla telecamera viene deviata in modo differente nei due mezzi (aria calda e pressione atmosferica e aria fredda a bassa pressione) e di conseguenza si creano zone dove arrivano più raggi luminosi e zone dove ne arrivano meno. Questo crea una differenza di luminosità che rende visibile il vortice. In basso il video in cui si vedono chiaramente i vortici generati delle monoposto.

https://twitter.com/CatalanoFabioFC/status/1552032572921749504?s=20&t=TQjfUQ-DXTAc7B4rI4FIIg
© F1 / FOM

Ovviamente la differenza tra i due indici di rifrazione deve essere abbastanza grande affinché la luce venga deviata in modo tale da permettere la visualizzazione. Le condizioni atmosferiche nel GP di Francia, in cui l’asfalto a 60°C riscaldava l’aria a contatto con esso, hanno garantito una differenza sufficiente tra le proprietà ottiche dell’aria nel vortice e quella vicino alla pista. In un laboratorio o con i mezzi adeguati è possibile anche ampliare queste differenze per creare immagini più nitide e contrasti più elevati: questo metodo prende il nome di “metodo Schlieren“, dalla parola tedesca “Schlieren“, che vuol dire “striature“.

Alcuni esempi di immagini ottenute con il metodo Schlieren

Il metodo Schlieren è utilizzato per visualizzare fenomeni in cui sono presenti gradienti di densità, temperatura e pressione dell’aria o di altri mezzi che portano con sé diversi indici di rifrazione. Un’onda d’urto ha tutte queste caratteristiche, e quindi ecco qui un a bella immagine. BOOM!

schlieren t-38 nasa
Onde d’urto generate da due T-38 visualizzate mediante il metodo Schlieren © NASA

Un’altra cosa facilmente visualizzabile è l’aria calda in un ambiente più freddo. Nelle immagini sottostanti possiamo vedere degli esempi di aria calda turbolenta (si nota il tremolio dell’immagine) che sale da un barbecue e dal motore Renault della Red Bull di Sebastian Vettel (che poi in quella stagione erano più o meno la stessa cosa). Se nel catturare l’immagine viene bloccata metà della luce che arriva alla fotocamera mediante una lama o simili si aumenta il contrasto perché la luce viene deviata in modo diverso da mezzi diversi, di conseguenza verrà fermata una maggiore quantità di luce che è passata da uno dei due mezzi. Per questo motivo l’aria calda nelle fotografie del barbecue o del tizio che tossisce si vede molto meglio rispetto alle foto della F1 in cui l’aria calda sale dal motore delle vetture.

In basso un video con altri esempi.

Subscribe and get freshly baked articles. Join the community!

Sign up for our newsletter and get a head start on the morning’s top stories.

By signing up, you agree to our Privacy Policy and Terms.

Fabio Catalano

Appassionato di motorsport e dinosauri, motivo per cui provo a inserire riferimenti a questi ultimi negli articoli di Formula 1. D’altronde se lo fa AO Racing posso farlo anche io

Featured Articles

R Read More

4 Ruote24 Novembre 2016

Rosberg ed Hamilton, lo scontro è ad armi pari: uguale la scelta di gomme dei due

Ci siamo, il momento della resa dei conti è giunto. 20 GP alle spalle, uno solo da affrontare. Ed è proprio in quell’unica Gara ancora […]

I Read More

4 Ruote24 Novembre 2016

Il ritiro di Audi e quelle nubi che si addensano sul futuro del WEC

  Sono passati poco più di 10 giorni da quell’annuncio che ha fatto tremare dalle fondamenta il mondo dell’Endurance. Era infatti il 26 ottobre quando […]

I Read More

4 Ruote24 Novembre 2016

Info, Orari, Record e Classifiche: guida al GP di Abu Dhabi di F1

4 ore di Prove Libere, un’ora di Qualifica ed un’ora e mezza o poco più di Gara. E’ questo quello che rimane alla Stagione 2016 […]

H Read More

4 Ruote25 Novembre 2016

Hamilton parte forte ad Abu Dhabi: sue le FP1. 2° Rosberg, incalzato dalle RedBull

Se la strategia per il weekend è quella di mettere più pressione possibile sulle spalle di Nico Rosberg, Lewis Hamilton la prima Sessione di Prove […]

N Read More

4 Ruote25 Novembre 2016

Non solo F1: ad Abu Dhabi, Giovinazzi si gioca il Titolo in GP2. Ecco gli orari di Qualifica e Gara

Essere “sotto i riflettori”, ad Abu Dhabi, non è solamente un modo di dire, vista l’illuminazione artificiale che rischiara la notte desertica degli Emirati Arabi […]

N Read More

4 Ruote25 Novembre 2016

Nelle FP2 di Abu Dhabi 79 millesimi dividono Hamilton e Rosberg. Velocissime le RB, problemi per Vettel

1’40”861. E’ questo il limite imposto da Lewis Hamilton nel corso della seconda sessione di Prove Libere del weekend di Yas Marina, ultimo appuntamento del […]

L Read More

4 Ruote26 Novembre 2016

Le FP3 di Abu Dhabi si tingono di rosso: 1° Vettel, con le Mercedes che si nascondono

Probabilmente, tutti firmerebbero per avere una griglia di partenza così per il GP di Abu Dhabi di domani. Tutti, tranne Nico Rosberg e Lewis Hamilton, i […]

H Read More

4 Ruote26 Novembre 2016

Hamilton vola ad Abu Dhabi: è Pole! 2° Rosberg, che teme la strategia RedBull

Casco sempre calcato in testa, visiera abbassata, sguardo inafferrabile ed indecifrabile. Il weekend di Lewis Hamilton si potrebbe riassumere così, in una ricerca spasmodica della […]

G Read More

4 Ruote26 Novembre 2016

GP2, Gasly straccia tutti ad Abu Dhabi, Giovinazzi 5° tra problemi

Poteva andare meglio. La gara lunga di Abu Dhabi è andata a Pierre Gasly, che guadagna 25 punti e si lancia verso il titolo GP2 […]

S Read More

4 Ruote27 Novembre 2016

Sfuma il sogno di Giovinazzi: Pierre Gasly è Campione GP2

Non ha avuto il ritmo. Per tutto il weekend. E come avrebbe potuto vincerlo il titolo, Antonio Giovinazzi? Il pilota italiano non è veloce sulla […]

M Read More

4 Ruote28 Novembre 2016

Mercedes è pronta a sospendere Hamilton? Sicuramente no, per fortuna di Rosberg

Per certi versi, sembra di essere tornati indietro nel tempo sino alla vigilia del GP di Montecarlo. Non vi ricordate cosa accadde in quei giorni? […]

F Read More

4 Ruote28 Novembre 2016

F1, GP di Abu Dhabi: ecco le pagelle di tutti i protagonisti

E così siamo giunti alla fine. Anche il Mondiale 2016 di F1 è andato in archivio, incoronando dopo una lotta durata un’intera stagione Nico Rosberg […]

c Read More

4 Ruote28 Novembre 2016

+80 cv, -25 kg: Tutto sull’epocale cambio di regolamenti del WRC

Con la chiusura del Mondiale Rally 2016 avvenuta da poco più di una settimana e coronata dall’ultimo trionfo Volkswagen, l’ambiente del WRC sta rapidamente dirigendo i […]

O Read More

4 Ruote29 Novembre 2016

Opel Astra 1.6 Innovation: quando migliorare non vuol dire costare di più

Che la nuova Opel Astra fosse cambiata, rispetto alla versione precedente, lo avevo intuito sin da quando ho visto le prime foto. Quelle immagini che […]

M Read More

4 Ruote29 Novembre 2016

Michel Vaillant sbarca in Formula E! (No-spoiler review)

L’attesa è finita: il nuovo numero di Michel Vaillant è uscito in italiano. Nona Arte-Renoir ha terminato la traduzione e lo ha distribuito urbi et […]