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La 6 ore di Imola va alla Toyota #7 di Kobayashi/Conway/De Vries. Ferrari beffata dalla pioggia, primo podio WEC per Valentino Rossi

Toyota conquista la 6 Ore di Imola dopo una gara incerta fino all’ultimo giro e caratterizzata dalla pioggia, che ha beffato le Ferrari 499P

21 Aprile 2024
8 min read
6 ore imola

Una favolosa 6 Ore di Imola si conclude con la vittoria della Toyota #7 di Kobayashi/Conway/De Vries, arrivata dopo una strepitosa gara resa ancor più eccitante nel finale grazie alla strenua difesa del giapponese nei confronti di uno scatenato Kévin Estre su Porsche #6 insieme a Lotterer/L. Vanthoor. La Ferrari paga care le scelte strategiche operate nei momenti cruciali della corsa, bagnata dalla pioggia intermittente nelle ultime 3 ore: 4a – in rimonta – la 499P #50 di Fuoco/Molina/Nielsen e 7a la #51 di Pier Guidi/Calado/Giovinazzi, con la #83 privata di AF Corse – che ha dovuto scontare un Drive Through – subito dietro in 8a. Tifosi italiani che possono comunque gioire per il primo podio nel WEC per Valentino Rossi, giunto 2° con la BMW M4 #46 gestita dal Team WRT dietro i compagni di squadra Farfus/Leung/Gelael, vincitori di Classe LMGT3 a Imola.

6 ore imola
© Toyota Gazoo Racing

Dopo la 6 Ore di Monza 2023, Toyota si impone in casa Ferrari anche nella 6 Ore di Imola 2024 con una Rossa che, davanti ai Tifosi, si trova a fare i conti con scelte strategiche rivelatesi errate nei momenti del cambio di condizione del tracciato del Santerno. Dopo essere scattate dalle prime 3 posizioni della griglia grazie a delle strepitose qualifiche culminate con la pole position di Antonio Fuoco sulla #50, le 499P sono state protagoniste di una prima parte di gara decisamente buona, che ha confermato le sensazioni avute nell’arco del weekend. Una Ferrari che, però, dopo aver visto scivolare indietro la #83 soprattutto a causa di un Drive Through, non è riuscita a concretizzare il buono stato di forma a causa di un pit-stop arrivato in ritardo di 3 giri rispetto agli avversari nel momento in cui l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari veniva bagnato dalla pioggia poco dopo lo scoccare della 3a ora di gara, e una chiamata tardiva anche nel momento in cui l’asfalto tornava ad avere una traiettoria da asciutto nell’ultima ora di gara.

Gara decisamente migliore, invece, per Valentino Rossi. Il Dottore di Tavullia, che ai nostri microfoni nella giornata del venerdì si era detto carico e pronto ad ottenere un podio nella gara di casa, è riuscito nell’impresa restando a lungo – con i compagni Ahmad Al Harthy e Maxime Martin – in lotta per la vittoria di Classe LMGT3 con la vettura gemella #31 del Team WRT. Vincent Vosse che può essere davvero soddisfatto, dato che davanti all’equipaggio della #46, 2a al termine della 6 Ore di Imola, ha tagliato il traguardo la gemella #31 di Augusto Farfus/Darren Leung/Sean Gelael. Un Drive Through comminato per un’infrazione commessa in regime di Virtual Safety Car ha rovinato i piani di Valentino e compagni, con il #46 che comunque è riuscito a salire nuovamente sul podio di una gara di casa dopo il successo in Gara-2 del GT World Challenge 2023 a Misano Adriatico, e che firma il primo podio nel World Endurance Championship in cui è al debutto.

6 Ore di Imola 2024 – La strategia costa il risultato a Ferrari

Le 499P di Maranello, scattate dalle prime 3 posizioni con Nielsen (#50), Kubica (#83) e Giovinazzi (#51), si sono dimostrate ben settate e con tutte le carte in regola per portare a casa un grande successo in terra natìa. Un desiderio rimasto però tale dato che, dopo 3 ore condotte nelle prime posizioni, le nuvole avvicinatesi all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari hanno creato scompiglio tra i muretti e i piloti. Fasi cruciali, queste, che Ferrari ha pagato caro in due occasioni.

La prima è avvenuta nel momento dell’arrivo della pioggia, con un tracciato sempre più bagnato che ha richiamato ai box tutte le Hypercar. Tutte, tranne le Ferrari: rimaste su gomme slick, la #50 e la #51 hanno compiuto 2 giri guadagnando terreno (3″ c.a./giro) sulle avversarie fermatesi ai pit (anche in virtù del lungo periodo di messa in temperatura delle Michelin WET), ma che al terzo giro dal pit-stop di tutte le altre Hypercar hanno subìto un crollo di prestazioni che li ha portati a perdere 9″ in un solo passaggio, vanificando il vantaggio e dunque riemergendo dalla pit-lane a centro gruppo.

La seconda, ancora più amara, è accaduta nel fatidico momento del passaggio del tracciato da umido ad asciutto a poco più di un’ora dal termine. Con le condizioni in netto miglioramento, la Ferrari #51 ha compiuto una sosta a 1 ora e 5 minuti dalla bandiera a scacchi senza cambiare le gomme (WET) ma effettuando solo cambio pilota tra Calado e Pier Guidi. Un pit-stop molto anticipato rispetto all’autonomia della LMH del Cavallino, che così facendo si è costretta a dover effettuare un successiva fermata per effettuare quantomeno un rabbocco; cosa non avvenuta, in quanto essendo rimasti con gomme WET su asfalto ormai asciutto, il cambio gomme ha portato via tempo prezioso che ha fatto ripiombare Giovinazzi/Calado/Pier Guidi in 8a posizione. Non tanto migliore la sorte di Fuoco/Molina/Nielsen, risalita fino alla 2a piazza grazie alla sosta degli avversari e un buon ritmo, ma costretta a rientrare in pista (ora con gomme slick da asciutto appena montate) a 47′ dal termine della 6 Ore di Imola in 6a posizione. Il totale? Più di un minuto perso da Toyota.

6 ore imola
© Ferrari Hypercar

Vano il tentativo di rimonta verso il podio di un Antonio Fuoco in forma smagliante, capace di siglare il giro più veloce della gara anche in condizioni di pista fredda e scivolosa e di risalire sino alla 4a piazza, il massimo ottenibile vista la track position. Qualcosa da sistemare, dunque, nella catena delle informazioni a partire dalle previsioni meteo fino ai feedback da parte dei piloti al muretto.

Scelte strategiche che, di contro, sono state la chiave del successo di Toyota Gazoo Racing, capace di portare la #7 di Kobayashi/Conway/De Vries dalla 6a posizione alla 1a, in lotta con le Porsche 936 del Team Penske. La casa di Stoccarda, che tramite le parole di Kévin Estre ci aveva rivelato di aver settato il proprio prototipo appositamente per Imola e protagonista di una buona qualifica proprio con la #6, si è rivelata una spina nel fianco per tutte le Hypercar al vertice della classifica. Partita 4a con Laurens Vanthoor al volante, non si è lasciata sfuggire nessun’occasione seppur qualche sbavatura, nel corso delle 6 Ore corse a Imola, sia stata compiuta. Alcune escursioni nella ghiaia hanno compromesso il ritmo delle due 963 ufficiali che, comunque, sono tornate alla riscossa grazie all’arrivo della pioggia con uno strepitoso Kévin Estre nel finale, su un tracciato che andava asciugandosi e che ha portato tutte le Hypercar a montare nuovamente le Medium slick da asciutto; il francese è stato capace di ricucire il gap di 10″ con la Toyota #7 di Kamui Kobayashi portandolo a pochi decimi e tentando diverse volte un sorpasso negli ultimi giri di gara.

Manovra, però, resa difficile dalle condizioni del tracciato e dalla quantità di doppiaggi, gestiti al meglio da un Kobayashi costretto anche a fare lift & coast per tentare di arrivare al traguardo con energia residua; al giapponese, negli ultimi due passaggi, mancava solamente il 9% dell’Energy Tank che, comunque, è stato da lui gestito al meglio consentendogli di siglare il primo successo per Toyota nel World Endurance Championship 2024 dopo una difficile 1812 KM del Qatar. In ogni caso, il francese di Porsche avrebbe dovuto poi staccare la GR010 di oltre 5″, vista la penalità comminata alla #6 di Penske per un sorpasso in regime di Full Course Yellow; compito difficile ma che, fino a 3 giri dal temine, non sembrava impossibile rendendo l’atmosfera in Emilia Romagna ancor più vivace.

Ecco dunque la classifica completa al termine della 6 Ore di Imola 2024:

© FIA WEC

Il WEC a Imola: considerazioni a caldo su una “prima” ben riuscita

Dietro i leader, una gara altrettanto elettrizzante: il circuito di Imola non ha deluso le aspettative, rivelandosi tecnico, ostico e spettacolare rendendo onore allo spirito dell’Endurance. Il record di presenze da quando Ferrari è tornata al Mondiale Endurance, con un weekend di Imola che ha visto ben 73.600 spettatori prendervi parte (contro i 65.000 di Monza 2023 e i 72.000 di Spa, e senza considerare per ovvi motivi la 24 Ore di Le Mans) è stato sicuramente ripagato da una 6 Ore di Imola dinamica e senza mai un momento “morto”. La combinazione tra Hypercar e LMGT3 si è rivelata vincente e avvincente, con lotte per la posizione in ogni istante e gli infiniti doppiaggi dei prototipi sulle GT a rendere il tutto più adrenalinico; solo 21′ di Full Course Yellow e 18′ di Safety Car hanno interrotto (per un totale di 7 volte) il regime di bandiera verde, durato ben 5 ore e 13 minuti in un tracciato che, a detta di tutti gli addetti ai lavori e dei piloti (come Pier Guidi e Kévin Estre ai nostri microfoni), sarebbe stato il più problematico del calendario WEC 2024 nella gestione del traffico.

6 Ore di Imola che, andando a ritroso, era partita con un maxi-incidente al Tamburello causato nel fondo dello schieramento Hypercar dalla Alpine #36 di Mathieu Vaxiviere, ritenuto responsabile dalla Direzione Gara (e punito con 1′ di Stop & Go) del contatto a catena tra la gemella #35 di Charles Milesi, la BMW #15 di Marco Wittmann, la Cadillac #2 di Alex Lynn, la Peugeot #94 di Paul Di Resta e la Isotta Fraschini (arrivata al tamponamento del francese con un sorpreso Vernay alla guida). Danni maggiori che sono stati riportati dalla BMW #15, costretta a tornare nel garage per ingenti riparazioni, e proprio dalla LMDh #36 e dalla Peugeot #94 costretta a tornare ai box per sostituire blocco anteriore e posteriore; anche Isotta Fraschini, in pista con un componente in carbonio piantato in verticale nel muso, si è vista coinvolta nella perzianata carambola iniziale.

Vetture che, comunque, sono riuscite a tornare in pista – dopo riparazioni più o meno importanti – in seguito ai danni riportati al via; chi invece tra le Hypercar ha masticato amaro è stata la Porsche 963 #99 di Proton Competition. La compagine di Christian Ried si è vista compromettere la 6 Ore di Imola da un problema tecnico allo scoccare della 5a ora di gara: un peccato per Jani/Tincknell/Andlauer, che fino a quel momento aveva condotto una gara da Top-10.

Errori e colpi di scena che, seppur non abbiano causato ritiri, sono avvenuti i maniera copiosa: tra tutti, in ghiaia al tamburello abbiamo trovato Thomas Flohr sulla Ferrari 296 #54 di Vista Jet dopo 35‘, Carl Wattana Bennet ha invece maltrattato la Isotta Fraschini (poi tornata in gara) contro il muro in uscita dalla Variante Gresini, Callum Ilott ha rischiato grossissimo con la Porsche di JOTA Sport #12 in Rivazza 1 dopo un contatto con una LMGT3, una foratura all’anteriore destra della Peugeot #94 che ha divelto il passaruota e il gruppo ottico poco prima dell’arrivo della pioggia, Paul-Loup Chatin fermo alle acque minerali con la sua Alpine dopo un gigapendolò. Anche Raffaele Marciello si è trovato insabbiato con la sua BMW M Hybrid V8 alla Rivazza 2, dopo aver toccato la linea bianca in impostazione. In Classe LMGT3 da segnalare il mesto ritiro delle Iron Dames dopo soli 3 giri: la Lamborghini Huracan GT3 EVO II #85 gestita dal team italiano e guidata dalle veloci Bovy/Gatting/Pin è stata costretta ad alzare bandiera bianca a causa di un problema elettrico successivo a un contatto che ha interrotto la striscia di 21 risultati utili positivi ottenuti nel WEC.

L’appuntamento per rifarsi non è però lontano: la 6 Ore di Spa-Francorchamps, 3a tappa del Mondiale Endurance 2024, si correrà già domenica 11 maggio!

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Lorenzo Mangano

Classe '97, seguo il motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1 ma anche di WEC, GT World Challenge e Formula E per i quali sono accreditato.
Con il microfono commento eventi come European Le Mans Series, DTM, Macau Grand Prix e Intercontinental GT Challenge, oltre ai principali campionati ESport italiani. Sui social sono @lory.mangano

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