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La McLaren-Honda completa senza problemi 81 giri. Ma non sa perché sia successo

81 giri ed un 1’32″108, che consegna a Stoffel Vandoorne il quarto posto in classifica ad 828 millesimi di secondo dalla Mercedes W08 Hybrid di Valtteri Bottas. E’ questo, in estrema sintesi, l’incoraggiante esito del Day 2 dei test in-season del Bahrain per la McLaren-Honda, la scuderia che più di ogni altra sta facendo fatica ad…

20 Aprile 2017
3 min read

81 giri ed un 1’32″108, che consegna a Stoffel Vandoorne il quarto posto in classifica ad 828 millesimi di secondo dalla Mercedes W08 Hybrid di Valtteri Bottas. E’ questo, in estrema sintesi, l’incoraggiante esito del Day 2 dei test in-season del Bahrain per la McLaren-Honda, la scuderia che più di ogni altra sta facendo fatica ad ingranare in questo 2017, costretta com’è tra rotture e continue sostituzioni del propulsore nipponico. 

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© Sutton Images

Dopo un GP in cui non è neppure riuscito a prendere il via a causa di un guasto durante il giro di formazione, Vandoorne è sceso quasi sorridente dalla sua MCL32. “Penso che sia stata la prima volta in cui abbiamo avuto una giornata senza problemi, nella quale abbiamo potuto continuare con il nostro programma” – ha detto il giovane pilota belga a Motorsport.com – “Abbiamo completato il programma che volevamo fare, anticipando anche parte del lavoro che avremmo dovuto fare a Barcellona”. Gli fa eco ovviamente Eric Boullier, Racing Director del team di Woking: “Oggi è stata una vera e propria giornata di test, nella quale siamo riusciti a provare tutto quello che avevamo pianificato, ottenendo dei feedback positivi. Abbiamo persino lavorato sul set-up provando a sfruttare questa opportunità, e tutto è andato bene”.

La MCL32 sembrava un’altra monoposto rispetto a quella sofferente vista in gara domenica scorsa: affidabile, costante, anche piuttosto veloce. Segnali incoraggianti per i tifosi della scuderia inglese? Non proprio. Lo stesso Eric Boullier, infatti, quando gli è stato chiesto quale fosse il motivo di questo improvviso ed evidente miglioramento, ha laconicamente risposto con un “Se lo sapessimo…E’ questo il problema, che non lo sappiamo il perché”. Honda infatti, rispetto a domenica, ha fatto sapere di non aver apportato modifiche alla PU che sta mettendo in ginocchio Vandoorne ed Alonso. “Tutto ha funzionato perfettamente”, ha ribadito Boullier, ma la cosa che – sportivamente parlando – inquieta è che nessuno sa per quale motivo la PU Honda, all’improvviso, abbia deciso di funzionare come si deve.

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© Sutton Images

Ecco perché il Racing Director della McLaren mette saggiamente e prudentemente le mani avanti, avvertendo che è decisamente prematuro parlare di problemi di affidabilità lasciati alle spalle. Pare infatti che la Honda si sia limitata ad effettuare dei minimi aggiustamenti alla MGU-H per evitare che si riproponessero i problemi che hanno fermato Vandoorne in gara e Turvey nel Day 1 dei test, ma sono interventi troppo marginali per giustificare un simile miglioramento. “E’ molto difficile capire cosa sia andato storto nei giorni scorsi. Abbiamo cambiato una nuova MGU-H e nel Day 1 è andata in fumo dopo due giri. Allora abbiamo cambiato la PU e abbiamo completato 17 passaggi, ma non abbiamo trovato nulla di fisicamente sbagliato. Penso che sarà complicato per la Honda capire dove fosse il problema”.

E il costruttore nipponico? Da parte sua, il colosso giapponese cerca di mantenere comunque un certo riserbo, anche dopo una giornata rivelatasi comunque positiva. Le dichiarazioni di Satoshi Nakamura, che parla di “aver trovato delle soluzioni provvisorie per la PU, che ci hanno fatto capire che stiamo lavorando nella direzione giusta”, sono sibilline. Tanto, forse troppo per intravedere una ammissione di consapevolezza della strada da intraprendere. Anche se, sempre stando a quanto detto da Nakamura, gli 81 giri percorsi da Vandoorne sono serviti per “provare nuove mappature del motore, in modo da migliorarne la guidabilità e ridurre le vibrazioni”, il tutto nell’ottica di un contemporaneo aumento di prestazioni ed affidabilità che possa avvicinare la McLaren alle prestazioni dei suoi rivali. 

Ci sarà da credergli? Chissà. In fondo ci basterà attendere poco più di una settimana per scoprirlo: il GP di Russia attende.

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© Sutton Images
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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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