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Dopo un venerdì nell’ombra, a Baku risorge Lewis Hamilton: è Pole! Ad oltre 1″ le Ferrari

“Si è spento di nuovo”. “Sui cittadini non rende come negli altri circuiti”. Lewis Hamilton, prima di scendere in pista per le qualifiche del GP di Baku, deve aver letto questi commenti – e molti altri simili – che sono stati fatti su di lui al termine del deludente venerdì azero. E deve aver anche…

24 Giugno 2017
4 min read

Si è spento di nuovo”. “Sui cittadini non rende come negli altri circuiti”. Lewis Hamilton, prima di scendere in pista per le qualifiche del GP di Baku, deve aver letto questi commenti – e molti altri simili – che sono stati fatti su di lui al termine del deludente venerdì azero. E deve aver anche deciso di smentirli tutti visto come l’inglese ha letteralmente polverizzato la concorrenza durante le qualifiche, facendo segnare uno strepitoso 1’40″593 che non ha ammesso repliche e che gli ha consegnato la 66esima Pole in carriera. A quasi 5 decimi Bottas, ad oltre 1″ le Ferrari che riescono però a monopolizzare quantomeno la seconda fila. Bene Stroll, le due Force India e Wehrlein, deludono Ricciardo, Hulkenberg e le due McLaren. Ecco la cronaca completa.

© Steve Etherington
© Steve Etherington

Sin dall’inizio della Q1 tutti in pista con le SuperSoft, e dopo 3 sessioni di FP costellate di bandiere gialle la prima manche della qualifiche ne vede sventolare solamente due, tra l’altro brevissime. I piloti riescono quindi a prendere ritmo – complici anche le Pirelli “rosse” che permettono di effettuare più di un tentativo con lo stesso treno di gomme – ed i tempi scendono sensibilmente: il più rapido in questa fase è Lewis Hamilton, che chiude in 1’41″983, rifilando oltre mezzo secondo sia a Verstappen sia a Raikkonen. Solamente è Sebastian Vettel, ma per il tedesco della Ferrari è già un grande risultato l’essere riuscito a scendere in pista: dopo le FP3 sulla sua SF70-H è stato infatti necessario cambiare la Power Unit, con gli uomini di Maranello che in un’ora e mezza sono riusciti a rimontare sulla Rossa #5 la PU numero uno. In fondo allo schieramento invece cattive notizie per la McLaren: Alonso – che avrebbe comunque dovuto pagare 40 posizioni di penalità – è infatti il primo degli esclusi addirittura alle spalle della Sauber di Wehrlein equipaggiata con la PU Ferrari 2016, ed anche l’altra MCL32 di Vandoorne non va oltre un deludente 19° posto, davanti al solo Palmer che però non è neppure sceso in pista dopo il problema tecnico accusato durante le FP3. Assieme alla coppia McLaren ed all’inglese della Renault sono poi esclusi Grosjean, solamente 17°, ed Ericsson, che vede invece il compagno di team accedere alla Q2.

Ecco la classifica al termine della Q1:

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Ovviamente anche nella Q2 tutti in pista con le SuperSoft, e stavolta non c’è spazio neppure per una bandiera gialla. C’è invece spazio per un altro giro monstre di Lewis Hamilton, che chiude la seconda manche di queste qualifiche con un impressionante 1’41″275, che tiene a 227 millesimi di distanza la vettura gemella guidata da Valtteri Bottas. Si issa in terza posizione Sebastian Vettel, ma la prima delle Ferrari paga oltre mezzo secondo dalla Mercedes #44 mentre la seconda, quella di Raikkonen, non va oltre la quinta posizione alle spalle anche di Max Verstappen. Si conferma il buono stato di forma di Lance Stroll, buon con Massa 9°, mentre esclusi sono i due della Toro Rosso – con Kvyat davanti a Sainz, che dovrà tra l’altro pagare tre posizioni di penalità per aver causato l’incidente alla partenza del GP del Canada -, Magnussen, un Nico Hulkenberg che conferma le difficoltà della Renault in questo fine settimana e Pascal Wehrlein, che con la sua Sauber aveva davvero poco da chiedere a questo Q2.

Ecco la classifica al termine della Q2:

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Al termine del primo tentativo della Q3, però, Lewis Hamilton non è più davanti a tutti. In cima alla classifica si piazza infatti Valtteri Bottas, che si tiene dietro proprio il compagno di team e Verstappen, con la prima delle SF70-H, quella di Raikkonen, che non va oltre la quarta posizione. Il #44 però non ci sta, e fa subito segnare parziali record. Sembra destinato a riprendersi subito la Pole provvisoria, ma Daniel Ricciardo raffredda i bollori di tutti: a tre minuti dalla fine della terza ed ultima manche a scacchi l’australiano colpisce infatti il muro all’uscita di Curva 6 causando una bandiera rossa, e tutti i piloti tornano ai Box. Rimossa la RB13 #3 si riaprono le ostilità e Bottas, forse avvertito dei settori che stava mettendo a segno Lewis Hamilton, migliora ulteriormente la propria prestazione di un paio di decimi, ma contro il #44 non basta. L’inglese della Mercedes stampa infatti un clamoroso 1’40″593, semplicemente inarrivabile per chiunque altro. Bottas si ferma infatti a quasi mezzo secondo dal crono di Hamilton, e le due Ferrari che occupano la seconda fila – con Raikkonen davanti a Vettel per poco più di un decimo – accusano entrambe distacchi superiori ad 1″. La terza fila è invece aperta da Verstappen, che si tiene dietro Perez, ancora una volta davanti ad Ocon, 7° al termine delle qualifiche. Buonissima poi è la prestazione di Stroll, che grazie al suo 1’42″753 riesce a precedere Felipe Massa, che occupa la quinta fila dello schieramento al fianco di Daniel Ricciardo.

Ecco la griglia di partenza del GP di Baku (al netto delle tre posizioni di penalità per Sainz, delle 15 di Vandoorne e delle 40 di Alonso): 

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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