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Info, orari e record: guida al GP d’Ungheria di F1

Sono trascorse poco meno di due settimane dal trionfo in terra inglese di Lewis Hamilton. Il #44 della Mercedes, forte di un tracciato che ben si adattava alle caratteristiche della sua W08 Hybrid, ha approfittato della difficile domenica della Ferrari per ridurre ad una sola lunghezza il suo svantaggio da Sebastian Vettel, ancora in testa…

27 Luglio 2017
4 min read

Sono trascorse poco meno di due settimane dal trionfo in terra inglese di Lewis Hamilton. Il #44 della Mercedes, forte di un tracciato che ben si adattava alle caratteristiche della sua W08 Hybrid, ha approfittato della difficile domenica della Ferrari per ridurre ad una sola lunghezza il suo svantaggio da Sebastian Vettel, ancora in testa al campionato. Ma stavolta, almeno sulla carta, sarà Sebastian Vettel a dare battaglia su un tracciato favorevole alle caratteristiche della sua vettura.

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Perché l’Hungaroring, scenario dell’11° appuntamento del Mondiale 2017 di F1, è un circuito dalla conformazione completamente diversa da Silverstone. Composto da 14 curve – delle quali 8 a destra e 6 a sinistra -, è un tracciato tortuoso, con pochissimi rettilinei, curve mediamente molto più lente rispetto a Silverstone e con un settore in cui è praticamente impossibile superare. Un giro dell’Hungaroring è lungo 4,381 km, ed al termine dei 70 passaggi previsti i piloti di F1 ne avranno percorsi 306,630. Il 55% del tempo sul giro lo si trascorre con il pedale dell’acceleratore completamente premuto, con un consumo medio registrato nel 2016 di 1,50 kg/giro. Visto l’elevato numero di curve e l’assenza di lunghi rettilinei, il carico aerodinamico con cui le monoposto si presentano in Ungheria è uno dei più elevati dell’intera stagione, e sempre a causa della sua conformazione la Brembo classifica questo tracciato come “Hard” dal punto di vista dell’impianto frenante: il 18% del tempo sul giro i piloti lo passano con il pedale del freno pigiato, con un valore di decelerazione media che si avvicina ai 3,8 G ed un picco massimo che si raggiunge nella staccata di Curva 1 – al termine del rettilineo più lungo del circuito, dove si prevedono velocità nell’ordine dei 320 km/h -, con un valore di 5,5 G. La forza G più elevata in curva i piloti la subiscono invece durante la percorrenza di Curva 3, dove per 7 decimi si registra una valore di 3,7 G. Piuttosto stressato è poi il cambio, visto che nel 2016 si sono registrate mediamente 61 cambiate per ogni giro.

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Due saranno anche quest’anno le zone DRS, per le quali è previsto un solo Detection Point. La prima zona d’utilizzo dell’ala mobile sarà posizionata lungo il rettilineo di partenza / arrivo, mentre la seconda sarà nel breve allungo che da Curva 1 porta a Curva 2. Il Detection Point è invece piazzato all’ingresso di Curva 14, l’ultima del circuito. Tuttavia, nonostante questa doppia area di utilizzo del DRS, nell’edizione 2016 sono andati in scena solamente 10 sorpassi.

Per 13 volte nel corso della storia del GP d’Ungheria a trionfare è stato il pilota che partiva dalla Pole Position, mentre chi ha vinto all’Hungaroring partendo più indietro sullo schieramento aveva conquistato la 14esima casella durante le qualifiche. Piuttosto bassa (17%) è poi la possibilità di veder scendere in pista la Safety Car.

Dal punto di vista dei record, almeno fino a quest’anno dire “Ungheria” vuol dire “Ferrari”. Il più rapido in prova è stato infatti Rubens Barrichello, che sulla F2004 fermò il cronometro sull’1’18″436, mentre appartengono a Michael Schumacher i record sul giro più veloce in gara e sulla distanza: il Kaiser infatti, sempre a bordo della F2004, ha chiuso il proprio passaggio più rapido in 1’19″071, completando la gara in 1 H 35’26″131. L’edizione 2016 ha visto trionfare Lewis Hamilton, che lo scorso anno ha tagliato il traguardo davanti al compagno di team Nico Rosberg ed a Daniel Ricciardo.

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Per questo GP la Pirelli ha messo a disposizione dei team le Soft, le SuperSoft e le Medium, oltre ovviamente alle immancabili Intermedie e FullWet. Le scelte di tutti i team, come spesso accade, sono ricadute sulla mescola più morbida tra quelle a disposizione, visto che nonostante la sua conformazione particolare l’Hungaroring, per stessa ammissione di Pirelli, “presenta alcune caratteristiche tipiche di un circuito stradale. L’asfalto è infatti particolarmente liscio, con un basso livello di grip, ed il nemico principale degli pneumatici è il caldo, visto che nel 2016 la più alta temperatura dell’asfalto nell’arco dell’intera stagione si è registrata proprio in Ungheria. Dove, anche in questo weekend, si prevede bel tempo: è previsto infatti sole in tutti e tre i giorni del weekend di gara, con temperature nell’ordine dei 30°. 

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Il GP d’Ungheria tornerà ad essere trasmesso in diretta, oltre che su SkySport F1 (canale 207), anche sui canali Rai. Ecco tutti gli orari del weekend:

Venerdì 28 luglio

  • 10:00 – 11:30 -> FP1 | diretta Sky / Rai Sport
  • 14:00 – 15:30 -> FP2 | diretta Sky / Rai Sport

Sabato 29 luglio

  • 11:00 – 12:00 -> FP3 | diretta Sky / Rai Sport 2
  • 14:00 -> Qualifiche | diretta Sky / Rai 2

Domenica 30 luglio

  • 14:00 -> GP Ungheria | diretta Sky / Rai 1

Qui invece trovate la classifica piloti aggiornata al GP d’Inghilterra:

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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