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Torna la MotoGP, a Brno i piloti pronti a cantare Moravian Rhapsody!

Ci siamo, l’attesa è finita. Dopo un mese di pausa i piloti torneranno a darsi battaglia a Brno, nelle selvose colline della Moravia. Torneranno a cingersi il capo coi solidi caschi vanitosamente affrescati, rimandando alle nobili gesta delle giostre medievali. Location migliore del Circuito di Brno non poteva esserci per riprendere il Campionato: tecnico, ricco di accelerazioni in salita e frenate in…

3 Agosto 2017
6 min read

Ci siamo, l’attesa è finita. Dopo un mese di pausa i piloti torneranno a darsi battaglia a Brno, nelle selvose colline della Moravia. Torneranno a cingersi il capo coi solidi caschi vanitosamente affrescati, rimandando alle nobili gesta delle giostre medievali. Location migliore del Circuito di Brno non poteva esserci per riprendere il Campionato: tecnico, ricco di accelerazioni in salita e frenate in discesa, dotato sia di lunghe pieghe che di un tortuoso tratto a bassa velocità. Marc Marquez ci arriva da leader, incalzato da Vinales e Dovizioso, con Rossi e Pedrosa appena dietro non ancora paghi.

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Il circuito “Tomáš Masaryk” di Brno nacque negli anni venti. Era un circuito stradale di quasi 30 km ed ospitò il Gran Premio della Cecoslovacchia. Dopo la Seconda Guerra Mondiale venne ridotto a meno di 18 km, ed il senso di marcia invertito. Solo nel 1950 iniziarono a disputarvisi corse motociclistiche, e dal 1965 divenne tappa del Motomondiale dopo un ulteriore sezionatura del circuito, che divenne di 13,9 km. In 125 vinse Frank Perries su Suzuki davanti ad una flotta di MZ della Germania orientale. In 250 stravinse Phil Read su Yamaha mentre in 350 vinse una Honda, con Jim Redman a tagliare per primo il traguardo dopo il ritiro di Agostini. In 500 vi fu una doppietta targata MV Agusta, con Hailwood primo davanti al compagno Agostini. In quella prima edizione non parteciparono le Classi 50 e Sidecar.

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Nel 1975 Circuito di Brno fu ulteriormente accorciato, scendendo sotto gli 11 km mentre venne accantonato al termine del 1982 per questioni di sicurezza. Il Motomondiale fece ritorno a Brno nel 1987, su di un nuovo circuito permanente sito vicino all’ancestrale zona box. Dal 1987 ad oggi il circuito non è cambiato ed il Motomondiale ci fa ininterrottamente tappa da allora, salvo la mancata edizione del 1992. Questo tracciato è molto amato dagli spettatori e dai piloti, complice il suo essere adagiato in una boscosa zona collinare. Dotato di molte variazioni altimetriche, è ritenuto une dei tracciati più tecnici del Mondiale. Possiamo idealmente dividerlo in tre parti: la prima, dal traguardo alla curva 5, è molto veloce con uno scollino nella chicane delle curve 3 e 4; la seconda parte è tutta in leggera discesa, inizialmente molto tortuosa (la sorta di omega che viene a formarsi tra la 6 e la 9 è detta Stadion), si conclude con un breve allungo che porta alla 10, un tornante intitolato a Kevin Schwantz; in uscita dalla 10 abbiamo il tratto conclusivo, una ripidissima salita che con due “S”, la prima più lenta e la seconda più veloce, che conducono al traguardo.

La pista misura 5’403 metri, risultando la quarta più lunga del Campionato del Mondo, ma i rettilinei sono piuttosto corti: il rettifilo del traguardo, il più lungo, non raggiunge i 640 metri. Ma nonostante il numero di curve (14 di cui 8 a destra e 6 a sinistra) e la mancanza di un lungo rettilineo la velocità media è simile a quella di Losail. Costantemente di 15 metri la larghezza. La conformazione del tracciato, con un dislivello massimo di quasi 100 metri, ha un grosso impatto sull’impatto frenante, con ben 6 frenate da fare in discesa. Secondo i tecnici Brembo, una scala da 1 a 5, il circuito di Brno si aggiudica un indice di difficoltà per i freni di 4, al pari di Jerez ed Aragon. Qui i piloti usano, secondo i dati forniti da Brembo, i freni 11 volte a giro, per un totale di 31”, quasi il 27% della percorrenza. La decelerazione media è di circa 1,15 g, ed in ben 5 frenate la decelerazione è superiore a 1,4 g.

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Ad ogni giro ciascun pilota imprime sulla leva del freno uno sforzo superiore a 50 kg, raggiungendo un totale di quasi 12 quintali in gara. Solo una frenata è considerata altamente impegnativa per i freni, è quella che porta alla Kevin Schwantz, le MotoGP vi arrivano a 280 km/h e frenano per 4,2 secondi per scendere a 100 km/h. I piloti esercitano uno sforzo di 6,2 kg sulla leva del freno e subiscono una decelerazione di 1,5 g. Durante i 210 metri della frenata la pressione del liquido freno Brembo HTC 64T arriva a 10,7 bar, quattro volte la pressione di una lattina di Pepsi mantenuta a 16°C. Lo spazio di frenata è più lungo alle curve 1 e 3: rispettivamente misura 226 metri e 231 metri. Nel primo caso però la frenata è meno intensa e più corta: 3,8 secondi e 5,7 kg sulla leva del freno. Nel secondo invece la decelerazione è meno potente perché la pista è in salita: 1,4 g di decelerazione e 10 bar di pressione del liquido freno Brembo. Alla curva 9, subito dopo il secondo intertempo, la frenata dura appena 1,2 secondi: il tempo necessario per passare da 129 km/h a 104 km/h.

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I piloti della MotoGP dovranno affrontare 22 giri per un totale di 118,9 km. Per la Moto2 20 giri e 109,1 km, mentre sono 19 giri e 102,7 km per la Moto3. A detenere il maggior numero di vittorie qui è Valentino Rossi, assieme a Max Biaggi, con 7 successi tra cui il primissimo, quello del 1996. Proprietario del giro più veloce è Marc Marquez, un 1’54”596 alla media di 169,7 km/h che gli è valso la pole position lo scorso anno. Il record in gara è di Dani Pedrosa, un 1’56”027 (media di 167,6 km/h) fatto registrare nel GP del 2014. La velocità di punta più alta l’ha fatta registrare Andrea Iannone nel 2015: 316,4 km/h.

Per quanto riguarda il meteo, sarà il sole a dare il benvenuto ai piloti: oltre 33°C e qualche nuvoletta ogni tanto. Ancora sole per sabato, anche se le temperature potrebbero venir leggermente abbassate da un temporale che si abbatterà sul circuito poco prima dell’alba. Pioggia che si abbatterà nuovamente per tutta la notte di sabato e la domenica mattina: ci sono buone probabilità che Moto3 e Moto2 correranno sul bagnato, mentre la MotoGP dovrebbe trovare un asfalto asciutto ma privato dello strato di gomma depositatosi fra venerdì e sabato.

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Passando alle gomme, dato la notevole abrasività dell’asfalto e la sua natura ondulata, Michelin ha optato per portare gli step di mescole più duri. Per l’anteriore saranno simmetriche, mentre per il posteriore saranno ancora una volta, ma questa volta tutte, asimmetriche, con il lato destro leggermente più duro: dalle curve 4, 9, 12 e 14, destrose a 90° , si esce in seconda marcia a tutto gas per immettersi in degli allunghi da almeno 500 metri, stressando considerevolmente la mescola. A completare l’offerta ci sono le mescole Rain, portate in mescola Soft e Medium.

È bello tornare all’attività agonisticaha comunicato Piero  Taramasso – dopo la pausa di metà stagione, anche se nel frattempo non  siamo stati con le mani in mano ma abbiamo continuato a lavorare analizzando tutti i dati raccolti durante le prime nove gare dell’anno. Brno è indubbiamente di un circuito complesso, che mette sempre a dura prova gli pneumatici. La pista è larga e presenta non solo diverse variazioni di quota, coi suoi saliscendi, ma anche una grande varietà di tipologie di curve. Le violente frenate in discesa caricano molto la ruota anteriore, per cui diventa fondamentale garantire un’aderenza stabile ed ottimale di quella posteriore, per favorire l’accelerazione delle moto. Tutto ciò provoca un grande stress e grandi sollecitazioni sia allo pneumatico anteriore sia a quello posteriore, per cui qui è necessario poter avere un tipo di pneumatico completo e poliedrico. Ci piacerebbe – ha concluso- che quest’anno, a differenza del 2016, le condizioni climatiche rimanessero clementi in gara, per consentirci di vedere come si comportano i nostri pneumatici slick sulla distanza.”

Ma vediamo ora gli orari e le classifiche, iniziando dai primi. La gara sarà visibile in chiaro sia su Sky Sport MotoGP che su TV8.

VENERDÌ 4 AGOSTO

9.00: prove libere 1, Moto3
9.55: prove libere 1, MotoGP
10.55: prove libere 1, Moto2
13.10: prove libere 2, Moto3
14.05: prove libere 2, MotoGP
15.05: prove libere 2, Moto2

SABATO 5 AGOSTO

9.00: prove libere 3, Moto3
9.55: prove libere 3, MotoGP
10.55: prove libere 3, Moto2
12.35: qualifiche, Moto3
13.30: prove libere 4, MotoGP
14.10: qualifiche, MotoGP
15.05: qualifiche, Moto 2

DOMENICA 6 AGOSTO

8.40: warm up Moto 3, Moto 2 e MotoGP
11.00: gara, Moto3
12.20: gara, Moto2
14.00: gara, MotoGP

Ecco quindi le classifiche delle tre Classi:

MOTOGP

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MOTO2

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MOTO3 

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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