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MotoGP, tempo di Pagelle dopo il Gran Premio di Misano

La corsa di Zarco, per racimolare qualche punticino, la grinta di Lorenzo, la danza di Petrucci, Marquez e Dovizioso strateghi. Ma anche la fantasmosità di Pedrosa e Vinales, e la resa di Iannone. Tempo di voti per i piloti, dopo la gara di Misano. MARC MARQUEZ, voto: 10. Ci si chiede sempre più spesso quanto Marc…

11 Settembre 2017
6 min read

La corsa di Zarco, per racimolare qualche punticino, la grinta di Lorenzo, la danza di Petrucci, Marquez e Dovizioso strateghi. Ma anche la fantasmosità di Pedrosa e Vinales, e la resa di Iannone. Tempo di voti per i piloti, dopo la gara di Misano.

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MARC MARQUEZ, voto: 10. Ci si chiede sempre più spesso quanto Marc abbia messo la testa a posto. Se abbia capito che per arrivare al titolo bastano anche i secondi posti, senza rischiare di stendersi sempre. Le cadute pesanti di Rio Hondo e, parzialmente, di Le Mans ci hanno fatto pensare che forse anche questa stagione avrebbe fatto ‘El Cabroncito’. Ed invece ha infilato 4 gare consecutive rivelandosi astuto stratega, sconfitto solo da un superbo Dovizioso a Spielberg e dal motore a Silverstone. Per tutto il week-end è stato il migliore, lasciando la Pole Position agli altri solo per demeriti propri, cadendo nei Time Attack e negli ultimi, decisivi, minuti delle Q2 lasciando pensare che forse il Marc voglioso di strafare era tornato. In gara è stato semplicemente lucido ad un livello incredibile. Ha lasciato sfuriare Lorenzo prima e lasciato Petrucci a far da spartiacque poi, senza però rinnegare la sua indole: è uscito più volte di traverso nei cambi di direzione, rischiando durissimi high side e facendo accapponare la pelle al padre. Perché è la sua natura, e per quanto la sua volontà sia quella di gestire, per vivere ha tanto bisogno dell’ossigeno quanto di correre lungo quell’infinitesimalmente sottile limite. Il giro finale -1’47”069, il più veloce di tutti- è da antologia, la capacità di sopportazione a quei beceri fischi per tutto il week end, pure. It’s Magic

 

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DANILO PETRUCCI, voto: 9,5 L’aria di casa porta bene da Danilone. Questa volta la Gorilla’s Rain Dance funziona alla grande, con una pioggia che cade fitta sin dalle prime ore del giorno. Il problema forse è che, appunto, si è interrotta proprio sul più bello. Buone libere, in cui svela un passo poco costante ma molto veloce, mentre proprio in qualifica, dove ci si aspettavano sfaceli da parte sua, arranca e non riesce a dare tutto. In gara ringrazia Giove appena si spengono i semafori, raggiungendo subito Marquez e Dovizioso. Poi senza timore reverenziale ed indugio alcuno li passa, senza fare danni, sembrando leggiadro come un pesciolino tra le orche. Li tiene dietro e li trascina, come uno spartiacque. Una volta caduto Lorenzo la pressione del leader della corsa ricade tutta sulle sue spalle, spalle però forti e resistenti. A metà gara la pioggia smette del tutto, e negli ultimi giri in alcuni punti la pista sembra solamente umidiccia. E così cominciano i primi errori di guida, le uscite di curva a bandiera. Resiste ai tentativi di Marquez, ma non a quello decisivo all’inizio dell’ultimo giro. Marc se ne va, accumulando tantissimo vantaggio alle Rio, Danilo prova a rifarsi sotto ma inutilmente. Dancing again together the Gorilla’s Rain Dance

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ANDREA DOVIZIOSO, voto 8,5. Il Dovi calcolatore è tornato. Bene nelle libere, dove più che cercare di mettere a punto la moto cerca di trovare con lei la massima confidenza possibile, in vista di una difficile domenica sotto l’acquazzone. Tenta il Time Attack solamente nelle FP2, tanto gli basta per stare in Q2 dove fa saltare tutti in piedi, speranzosi di vederlo in pole nel Gran Premio di casa. Quel che riesce a dare però non basta. In gara si attacca subito a Marc Marquez, marcandolo a uomo ma senza mai tentare l’affondo. Lo molla quando l’asfalto s’asciuga, nel finale, con l’anteriore non gli trasmette più le giuste sensazioni. Desmocomputer.

MAVERICK VINALES, voto: 7. Venerdì e sabato non fa sentire la mancanza di un compagno, braccando Marquez rivelandosi appena dietro al #93 sia per costanza che per velocità assoluta. In qualifica dà il meglio di sé, e basta per stare davanti complice la débâcle del #93. La pioggia incessante di domenica mattina gli rovina i piani, Maverick non solo non riesce a sfruttare la partenza dal palo, ma addirittura sprofonda venendo incalzato da quei due ragazzacci di Crutchlow e Miller, finendo spettatore non pagante delle scazzottate tra i due. Che però si fanno fuori a vicenda, così il Top Gun può continuare in solitaria pure la sua gara. Non finisce a podio, la sua gara è più d’ombra che di luce, ma porta a casa punti pesanti per tenere ancora accesa la luce lungo il corridoio personale per il titolo. Leave him alone.

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MICHELE PIRRO, voto: 8,5. Seconda Wild Card stagionale con la DesmoGP per il buon Michele. Lavora bene per tutte le prove libere, rivelando tanto un ottimo passo quanto una grave carenza nei Time Attack, ma riesce comunque ad accedere direttamente alle Q2 senza difficoltà. Il problema è proprio lì, quando in qualifica cade ed è costretto a partire dalla quarta fila. La partenza va anche peggio, si lascia forse passare con troppa facilità preferendo non prendere alcun rischio. Da lì in avanti però recupera alla grande, riuscendo anche a tenere il passo dei primi per alcuni spezzoni di gara e chiudendo in Top5, a soli 3 secondi dalla M1 di Maverick, portando a casa il proprio miglior risultato in MotoGP. Vittoria di Pirro.

ALEX RINS, voto: 8. Da ventesimo a ottavo. Passino le cadute che gli han facilitato la rimonta, ma chiude comunque con un eternità di vantaggio su chi lo succedeva. Indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, Alex dimostra sempre di più d’essere il migliore in casa Suzuki. Le sue buone prestazioni non possono che dare un spinta forte al Team Ecstar ed a Iannone. Leader

DANI PEDROSA, voto: 4,5. Sembra di essere tornati indietro nel tempo, a 5-6 anni fa quando Dani faticava da morire sul bagnato. Questa stagione è una sofferenza continua per il pilota di Sabadell, che scivola spesso -ma non sempre- indietro con la pioggia. Questa volta più che mai non riesce a stare nemmeno a centro gruppo, chiudendo a quasi 100 secondi dal Team Mate Marquez. Eppure il week end era cominciato benino, col passo dei migliori, salvo cominciare ad andare storto già in qualifica. La pioggia è stata il colpo di grazia: con il fisico minuto che si ritrova, sembra impossibile riuscire a tenere alla giusta temperatura le Michelin Rain. Dani  così ha mollato subito, preferendo completare la corsa che cadere e farsi male. Venir superato anche da Crutchlow, caduto nei primi giri, è un onta difficile da dimenticare. La corsa al titolo, per lui, finisce qui. Splash

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JOHANN ZARCO, voto: 10. La verità è che nella sua rincorsa quasi inutile, c’è stata tutta la passione, e l’amore, per questo sport. Ed in essa è pure racchiusa tutta la fatica spesa da Johann per arrivare dov’è ora.  Altro da aggiungere sarebbe superfluo. 

ANDREA IANNONE, voto: 4. “Purtroppo ho avuto un problema al braccio. Ho indossato la tuta antipioggia per la gara, ma era troppo stretta, mi ha ostacolato la circolazione. Dopo due o tre giri l’avambraccio ha cominciato ad irrigidirsi e non riuscivo più a guidare. Non ho mai potuto aprire il gas al 100%, ed ho anche perso la sensibilità con il freno.” 

JORGE LORENZO, voto: 5,5. Sei giri. 23 chilometri in cui ha dato tutto sé stesso rincorrendo un sogno che a molti sembra utopico, soprattutto se la gara è bagnata, condizione in cui soffre da due anni a questa parte, proprio dopo la rovinosa caduta a Misano 2015. Tutto finisce alla 6, per un calo di concentrazione volendo cambiare al momento sbagliato, nel posto sbagliato, la mappatura del freno motore. La caduta è stata di quelle brutte, un High Side in piena regola, risoltosi con molta fortuna. Quello arrivato dalla sosta estiva è un Jorge carico e determinato, che ha assimilato i concetti propri della Desmosedici GP, voglioso di riscatto. Punta al risultato, nell’unica maniera che conosce: partire a razzo e tenere il più possibile il proprio ritmo. Ora Jorge vuole stare davanti, le timide ma comunque eleganti intraversate di inizio anno, fatte per imparare, ora sono diventate decise, efficacissime e sempre eleganti spazzolate con cui anticipare l’ingresso e l’uscita di curva. Jlo99 non ha più nulla da perdere, la classifica è compromessa già da molto, ed il feeling con la DesmosediciGP sembra finalmente sbocciato. Per le restanti gare il maiorchino punterà sempre al massimo risultato, prendendosi i rischi necessari, per arrivare pronto a lottare con tutti nel 2018. Lorenzo 2.0: loading 79%.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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