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Indy 500, Castroneves si prende la Q1, la Patrick si gioca la pole! Hinchcliffe KO

Lui è tornato. Helio Castroneves chiude le Q1 della 500 miglia di Indianapolis in testa alla classifica. Assieme a lui, sono sette i motori Chevrolet nella Fast Nine. Quest’anno i valori in campo sono capovolti e i nipponici sono in difficoltà sui superspeedway. Sono state rispettate le previsioni che vi avevamo dato poche ore fa:…

20 Maggio 2018
4 min read

Lui è tornato. Helio Castroneves chiude le Q1 della 500 miglia di Indianapolis in testa alla classifica. Assieme a lui, sono sette i motori Chevrolet nella Fast Nine. Quest’anno i valori in campo sono capovolti e i nipponici sono in difficoltà sui superspeedway.

Indy 500, Castroneves si prende la Q1, la Patrick si gioca la pole! Hinchcliffe KO

Sono state rispettate le previsioni che vi avevamo dato poche ore fa: il giro più veloce della giornata è stato segnato alla media di 228,919 miglia orarie. Che corrispondono alla cifra monstre di 368,4 chilometri l’ora. Ai fini della media contano quattro giri lanciati di fila (come la miglior tradizione cronometrista di Indy vuole). E il più veloce dei quali è stato percorso da Helio addirittura a 229,108 mph (368,713 km/h). Il tempo della pole (provvisorissima: i veri giochi si terranno domani) è 2’37”2607.

Accedono alla Fast Nine (la Q3 in cui si giocheranno la pole position), oltre a Castroneves, la crème dei piloti a stelle e strisce. Ci sta Ed Carpenter, espertissimo dei circuiti ovali (qualificatosi alla velocità di 228,692 mph). Ci sta Simon Pagenaud, campione del mondo 2016. Seguono Will Power, iridato nel 2014, Simon Pagenaud, tetracampione ChampCar, il giovanissimo Spencer Pigot (che apprende in fretta dal compagno/capitano Carpenter), il Campione in carica Josef Newgarden e il neozelandese volante Scott Dixon. Ciliegina sulla torta, Danica Patrick! La pilota NASCAR, al suo ritorno sul circuito ovale, riesce così ad accedere alla fase più calda delle qualifiche.

È un autentico successo per l’Ed Carpenter Racing, che riesce a portare così tutti e tre i suoi piloti nella Fast Nine. Carpenter, Pigot e Patrick sono tutti e tre nella stanza dei bottoni: risultato meraviglioso per una squadra che sugli ovali vuole sempre fare bella figura. Speriamo anzi che per Carpenter l’asfalto di Indy quest’anno faccia meglio di quanto avvenuto l’anno passato. Il veterano viene da un 2017 in cui ha potuto far poco la parte del leone, nonostante ormai corra soltanto sui circuiti ovali.

Il polesitter degli altri è Alexander Rossi. L’americano, vincitore 2016 della Indy 500, è stato uno degli ultimi a scendere in pista e ha impostato una media di 227,561 mph. La sua performance era cominciata bene, con due giri più veloci di quelli della Patrick, ma nei successivi due ha perso velocità e non è riuscito a passare il taglio. Lo seguono Tony Kanaan, Matheus Leist, Ed Jones e Ryan Hunter-Reay. Gli Andretti non sono riusciti a issare nessuno nella Fast Nine.

James Hinchcliffe, eliminato dalla Indy 500

Un disastro invece per lo Schmitt Peterson Motorsport, che vede James Hinchcliffe fuori dai giochi. Robert Wickens sarà al via della Indy 500 ma il suo compagno di squadra, l’esperto canadese, non è riuscito nemmeno a qualificarsi per la Q2 di domani. Termina qui l’avventura ovale del #5. Il Sindaco di Hinchtown era riuscito a correre solo fino alle 224,784 miglia orarie. Tempo che aveva deciso di cancellare. È una beffa per Hinch, che aveva impostato la pole position della corsa nel 2016.

Il canadese ha lamentato anche problemi di vibrazioni. «Non il primo grande nome ad andare a casa» ha commentato laconico. Purtroppo infatti Hinch non può nemmeno appellarsi all’articolo 8.4.3.4 del Regolamento, che garantisce una Last Chance a chi non riesce a qualificarsi. La condizione necessaria per attivarlo è che un problema tecnico gli abbia impedito di procedere col suo Tentativo Garantito. Ma le vibrazioni sono arrivate solo alla seconda cartuccia…

Come lui, anche Pippa Mann non sarà al via della Indy 500. La pilota numero #63 s’è fermata alle 223,343 miglia orarie. La prestazione del 33°, James Davison, ammontava a 224,798 mph. Qualificato invece Graham Rahal, 30° a 225,407 mph. È stata tosta la qualificazione di Oriol Servia, che ha dovuto sprecare due tentativi prima di riuscire nell’impresa.

La qualifica è stata insolitamente difficile per la Honda. Dobbiamo fare mea culpa e ammettere che le prestazioni della Chevrolet ci ha colto alla sprovvista e che Malsher aveva i dati giusti. Più pronunciata invece la forchetta tra il primo dei Penske (Castroneves) e il primo dei Ganassi (Dixon) rispetto ai due decimi di miglio orario pensato da Racer.com. La differenza arriva a 1,2 mph.

Ricordiamo che domani si terranno la Q2 e la Q3. Nella prima entreranno in pista i piloti dal 10° al 33° per spartirsi le file dalla quarta all’undicesima (a Indy le macchine partono in file da tre), mentre nella seconda i primi nove piloti si giocano la pole. Alleghiamo i risultati della Q1.

Classifica Q1 Indy 500

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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