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Ancora Iannone nelle FP2! Due bandiere rosse e spavento per Pirro

Ancora Andrea Iannone davanti a tutti. Il turno è stato segnato da due bandiere rosse, la prima occorsa per soccorrere Michele Pirro vittima di un bruttissimo High Side in ingresso alla San Donato. La seconda scaturita per la rottura del motore di Dovizioso. Bene le Yamaha. Seconda sessione di libere funestata da due bandiere rosse, la…

1 Giugno 2018
3 min read

Ancora Andrea Iannone davanti a tutti. Il turno è stato segnato da due bandiere rosse, la prima occorsa per soccorrere Michele Pirro vittima di un bruttissimo High Side in ingresso alla San Donato. La seconda scaturita per la rottura del motore di Dovizioso. Bene le Yamaha.

Seconda sessione di libere funestata da due bandiere rosse, la prima arrivata a causa di una violenta caduta per Michele Pirro. Il pilota pugliese è stato violentemente disarcionato dalla Desmosedici in fase di staccata. Lo stop è arivato poco dopo il primo quarto d’ora, mentre Andrea Iannone comandava la classifica con un tempo di 1’47”4. Nonostante il duro High Side, Pirro ha riportato ‘solamente’ una commozione cerebrale. “Pirro è stato per diverso tempo privo di coscienza” – ha riferito il medico della clinica mobile a 45 minuti di distanza dall’incidente – “ma adesso è cosciente, parla ed è lucido. La situazione neurologica è positiva, perché il pilota non ha difficoltà a muovere le gambe. Pirro ha riportato una commozione cerebrale, oltre a traumi a livello toracico, addominale e lombare, e alla lussazione di una clavicola. Ma non è in pericolo e, ripetiamo, è cosciente

Una volta portato al sicuro il pilota pugliese, la pit lane è stata riaperta con 28 minuti da completare. Ma dopo 6 minuti una nuova bandiera rossa ha fermato tutto: il motore della Desmosedici di Andrea Dovizioso ha deciso di cedere, sempre alla staccata della San Donato, inondando d’olio la pista e prendendo fuoco nella via di fuga. Poco prima della bandiera rossa, Iannone era riuscito a confermare la sua prima posizione portando il riferimento a 1’47’274, a due centesimi dal record stabilito in mattinata.

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Dopo 7 minuti le bandiere verdi sono finalmente tornate a svolazzare ed i piloti hanno potuto rimettere le ruote in pista. Subito Marc Marquez si è portato al comando, migliorando di quelche centesimo il record di Iannone mentre Morbidelli risale fino alla terza posizione, a poco più di due decimi.
Negli ultimi minuti time attack per tutti. Vinales sale in prima posizione con Rossi quinto. Risalgono anche Miller e Zarco che ricacciando indietro il Dottore . Allo scadere Iannone fa capire al Top Gun che non è aria e con un suntuoso 1’46”735 torna in prima posizione ed abbattendo il muro dell’1’47”.

Il pilota di Vasto conlude un venerdì perfetto, relegando a 387 millesimi Maverick Vinales. Per entrambi buon passo sull’1’47”9 su gomme usurate. Terza posizione per Marc Marquez (+0”483) autore di una scivolata senza conseguenze poco prima della seconda bandiera rossa. Il #93 ha sfruttato gli ultimi 20 minuti realizzando un long run di 10 giri partendo con gomme nuove -Hard sia davanti che dietro– martellando con estrema costanza tra il 47”8 ed il 48”0.

Quarta posizione per Zarco ad oltre 6 decimi dalla vetta, davanti a Miller e Crutchlow. Interessante anche il passo del francese, vicino a quelli che lo precedono ma più altalenante. Rossi è settimo davanti al padawan Morbidelli, ancora ampiamente in Top10. Per quanto riguarda il passo, il Dottore si è rivelato alla pari del team mate #25. Sul giro secco finale la differenza l’hanno fatta le gomme: entrambi hanno optato per una Soft nuova al posteriore, ma mentre Vinales ha sfruttato una Medium nuova davanti, il #46 ha sfruttato ancora la Hard usata in precedenza.

Danilo Petrucci è nono, mentre Jorge Lorenzo è decimo. Fuori dalla Top10 Andrea Dovizioso, rallentato dagli inconvenienti tecnici. 13° Dani Pedrosa, 15° Rins con l’altra Suzuki.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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