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EICMA 2022: tra ibrido, idrogeno e ritorni (anche agli anni ’90)

A EICMA 2022 le novità assolute sono poche ma si distinguono alcune sorprese molto interessanti che pongono buone basi per gli anni a venire

9 Novembre 2022
11 min read

Prima la crisi, poi la guerra e ora tutto assieme con tanto di clima che fa sempre più le bizze. Il mercato delle due ruote non è in sofferenza ma ne risente della situazione incerta. Forse ad alcuni mancano le idee ma non la voglia. A EICMA 2022 ci sono poche vere novità assolute, vista la defezione di BMW e il fuorisalone di MV, ma alcune sorprese interessanti si trovano. Tanti gli aggiornamenti e i restyling.

Tra le sorprese in cima a tutte si pone la 400 RR della semisconosciuta KOVE. Si tratta di una vera e propria gemma nascosta. Questo produttore viene dalla Cina e sta provando in ogni modo ad approdare in Europa. Intanto si è preso un ampio e luminoso stand ad EICMA presentando una irrazionale e per questo stupenda sportiva quadricilindrica da 400 cc. Il motore vanta un rapporto di compressione di 13:1 ed un sistema di alimentazione indiretta fornito da Bosch, mentre le misure fondamentali sono 59 mm di alesaggio e 36,5 mm di corsa. Questa sportivetta dovrebbe essere importata anche in Italia entro il 2024. Il motore è abbracciato da un telaio a traliccio collegato alla ruota anteriore da una forcella telescopia rovesciata (steli da 43 mm), e a quella posteriore attraverso un bel forcellone doppio braccio in alluminio spazzolato. Sono due i dischi freno all’anteriore, da 300 mm, morsi da pinze a doppio pistoncino, e singolo da 220 mm al posteriore con pinza a singolo pistoncino. Già definito il peso, di 160 kg col serbatoio da 15 litri pieno al 90%. Le specifiche, vista la necessaria omologazione Euro 5, sono ancora da definire in forma ufficiale, ma i primi dati ci sono già. La potenza al momento non è ancora definitiva, per ora si parla di 50 kW (68 cv) a 13.500 rpm -ma gli ingegneri della KOVE garantiscono di aver ancora margine- con 36 Nm di coppia a 12.000 rpm. A livello estetico, la 400 RR si caratterizza per un frontale molto particolare, che ricorda molto quello della Ducati Desmosedici col cupolino “Hammerhead” provato sporadicamente nel 2017, con tanto di alette ai lati. Come detto lo scorso anno, a furia di produrre moto e motori per le Case europee i cinesi si sono appassionati alle due ruote al punto da realizzare mezzi come questa 400 RR che, con una meccanica del genere, è stata una bellissima sorpresa. Di più: un’adorabile follia che profuma molto di anni ’90.

Oltre a KOVE, altre Case ben più blasonate hanno rievocato gli anni ’90 a EICMA 2022 almeno a parole. In primis Honda, con le nuove Hornet e Transalp mosse dallo stesso motore bicilindrico parallelo da 755 cc capace di 92 cv a 9.500 rpm con 75 Nm di coppia a 7.250 rpm. Se la prima, nome ufficiale CB750 Hornet, ha fatto un po’ storcere il naso per la mancanza di un legame anche solo filosofico con la mitica Hornet 600, la seconda ha riscosso un discreto interesse forse anche le l’evocativa colorazione. La XL750 Transalp pesa 208 kg, col serbatoio da 16,9 litri di benzina pieno, e si distingue, come le progenitrici, per una spiccata propensione per il viaggio dentro e fuori strada: cerchi a raggi con anteriore da 21″ per pneumatico 90/90, 350 km di autonomia e possibilità di caricarla come un mulo meccanico.
Ritorno a trent’anni fa anche per Aprilia, che rispolvera la denominazione Extrema per la nuova Limited Edition della RS 660. La RS 660 Extrema si distingue dalla standard per livrea dedicata, impianto di scarico by SC Project e componentistica di maggior pregio, come puntale dedicato e parafanghi in fibra di carbonio. Presente anche l’opzione software per rovesciare il cambio mantenendo l’assistenza bidirezionale. Invariata la potenza di 100 cv, mentre il peso cala di 3 kg: ora sono 166 a secco

Una novità assoluta è la Caballero 700, prima bicilindrica nella storia della Fantic. Questa scrambler della Casa veneta vanta il motore CP2 della Yamaha, che verrà però realizzato su licenza da Minarelli, mantenendo inalterate tutte le specifiche: bicilindrico parallelo crossplane da 689 cc, 75 cv e 68 Nm di coppia all’albero e tre riding mode. Di primordine la ciclistica: sospensioni VRM-Marzocchi con 150 mm di escursione sia per forcella telescopica (da 45 mm) che per il monoammortizzatore, impianto frenante Brembo, con all’anteriore un disco singolo da 330 e pinza ad attacco radiale, e cerchi a raggi, da 19″ davanti e 17″ dietro. La Caballero 700 sarà disponibile da aprile 2023, a circa diecimila euro.
Presenti due Suzuki tutte nuove, basate su un’inedita piattaforma condivisa che ha come elemento principale un motore bicilindrico parallelo da 776 cc, con manovellismo a 270° e corsa lunga da 70 mm. Una è la GSX-8S, una naked media con cui rivaleggiare con le varie Tuono 660, Yamaha MT-09 e Triumph Trident 660. Si caratterizza per un frontale che ricalca quello delle recenti GSX-S 1000 e 950, coi due fari sovrapposti, anche se la linea nel complesso è molto personale. In questo caso la potenza massima è di 83 cv a 8.500 rpm. L’altra è la V-Strom 800 DE, una adventurer dalla spiccata propensione per il fuoristrada, con tanto di pneumatico anteriore da 21″. In questo caso la potenza sale leggermente, toccando quota 84,3 cv a 8.500 rpm. Entrambe offrono tre riding mode, ride by wire, controllo di trazione regolabile su tre livelli e quick-shifter bidirezionale. La V-Strom 800 DE vanta anche un ulteriore modalità specifica, Gravel, per l’uso su fondi a bassa aderenza. Identica la coppia per entrambe: 78 Nm a 6.800 rpm. Questi due modelli andranno a sostituire le ormai storiche SV650 e V-Strom 650.

Alcune Case hanno spinto molto sulle nuove tecnologie, ponendo le basi per le edizioni future di Eicma. In tal caso a sorprendere è stata Kawasaki, che ha dato fondo a tutto il ben di dio che Heavy Industries ha da offrire. A EICMA la Casa di Akashi ha svelato il prototipo Ninja HEV. Questa moto, che a livello estetico segue i canoni delle Ninja serie stradale, vanta un motore ibrido con la cui unità termica è il già noto bicilindrico parallelo da 400 cc, con il motore elettrico posizionato dietro ai cilindri e la batteria nel telaietto posteriore, sotto il pilota. Al momento non è stato dichiarato alcun dato, ma è chiaro che il target della Casa: superare le prestazioni della Ninja 650 mantenendo i consumi della Ninja 400. Entro la fine del 2023 verrà svelata la versione definitiva di questa Ninja HEV, con commercializzazione nel 2024.

Sempre la Casa di Akashi ha presentato a EICMA il prototipo di un motore endotermico a idrogeno, frutto del lavoro svolto con Toyota. che deriva dal quattro cilindri da un litro sovralimentato della Ninja H2 SX. La differenza principale riguarda l’alimentazione: mantenuto il compressore centrifugo, anche se di differente concezione, questo nuovo propulsore endotermico si distingue per un sistema ad iniezione diretta per sfruttare l’idrogeno allo stato gassoso. Questo motore verrà sfruttato in primis da una gran turismo, presentata solo virtualmente, sorella della prossima generazione di H2 SX a benzina – che nel frattempo ha aggiunto l’High Beam Assist al radar. Il modello definitivo non vedrà la luce prima del 2025. Tornando ai motori a benzina, da segnalare la presenza allo stand Kawasaki, nell’angolo dedicato alla controllata Bimota, la prima enduro sportiva del marchio riminese: la BX450. Si tratta di un modello realizzato partendo da una Kawasaki KX450. Sarà disponibile in edizione limitata nei prossimi mesi.

Rimanendo comunque in ambito tecnologico, in questi anni di costante sviluppo dal punto di vista elettronico sempre più moto si stanno dotando di soluzioni all’avanguardia, derivate dal mercato a quattro ruote. Coi display TFT a colori divenuti ormai una soluzione standard, qui ben prima del comparto auto, ora sulle moto stanno iniziando a comparire i famosi radar. In principio più fu KTM, che lo fece debuttare all’anteriore della Super Adventure 1290, poi vennero Ducati, che lo mise anche sul codone della Multistrada V4, e Kawasaki. Questi radar sono un importante upgrade per rendere più facile la vita ai viaggiatori, permettendo l’implementazione dell’Adaptive Cruise Control e, se presenti al posteriore, pure il monitoraggio degli angoli ciechi per evitare di farsi stendere azzardando un sorpasso. Ora è il turno di Yamaha con un nuova versione della Tracer 9, la nuova Tracer 9 GT+ che vanta appunto un radar a onde millimetriche sul musetto, con un aggravio di paso pari a 200 grammi, per implementare di serie l’ACC. Questa GT+ presenta anche un nuovo display a colori da 7“, al posto del doppio display da 3.5”; che include un sistema di navigazione by Garmin.

A EICMA 2022 c’è anche il gradito ritorno di Ducati, fresca trionfatrice in MotoGP grazie a Francesco Bagnaia. E proprio la Desmosedici del #63 è presente in fiera, non un accrocchio come succede per altre case. Si tratta di quella con cui ha corso a Valencia, proprio lei con tanto di adesivo dell’omologa, solo con la carena risistemata per le foto di rito – in gara Pecco aveva perso un’ala battagliando con Quartararo e Dorna voleva a tutti i costi una moto impeccabile. Una vera e propria corsa contro il tempo, a ragione visto il gran risultato da festeggiare. Allo stand di Borgo Panigale, tra i vari aggiornamenti di rito, spiccava la nuovissima Diavel V4, già svelata due settimane fa. Caratterizzata da scarico a quattro “terminalini” e fanale posteriore a nido d’ape, il suo motore è il V4 Granturismo introdotto lo scorso anno sulla Multistrada, privo del sistema desmodromico per aumentare notevolmente gli intervalli di manutenzione, e dotato di 168 cavalli a 10.750 giri e 126 Nm a 7.500 giri. Confermati l’albero controrotante e la disattivazione della bancata posteriore dei cilindri. La Diavel V4 pesa 223 kg, 13 in meno rispetto alla precedente Diavel 1260 di cui 5 kg risparmiati solamente col nuovo motore. Comunque allo stand della Ducati si finisce sempre per perdersi tra le varie Streetfighter e Panigale. A brillare di luce propria è la rinnovata V4 R che ora tocca i 237 cv con scarico racing a 16.000 giri, che fanno sempre la loro porca figura.

Tra gli aggiornamenti ed i restyling, spicca quello delle Street Triple di Triumph. Si tratta di una revisione importante per Triumph Street Triple R ed RS, con la versione S rimossa per favorire la Trident 660, ma non di una rivoluzione. Le linee della fighter media inglese ora si fanno leggermente più tese, nessuna rivoluzione però, mentre le novità più interessanti riguardano meccanica ed elettronica. Il motore a tre cilindri da resta sempre fermo a 765 cc ma tocca ora i 130 cv, contro i 123 della versione precedente, grazie a numerose novità nelle componenti interne derivate dall’esperienza in Moto2. Rinnovato anche il cambio, sempre elettroassistito bidirezionale di serie, derivato da quello della Daytona 765 Limited Edition: prime marce allungate, sesta accorciata per avvicinare i 6 rapporti. A livello elettronico, arriva anche sulle Street la piattaforma inerziale (IMU) di serie, che sblocca il funzionamento cornering sia per ABS che- per Controllo di Trazione. Presente anche la Limited Edition Moto2, la prima Street coi semimanubri sorretti da una piastra di sterzo monoblocco che è un’opera d’arte. Verrà prodotta in solamente 765 esemplari. Presente allo stand Triumph anche la Speed Triple RR speciale dedicata a James Bond.

Infine allo stand del Gruppo Piaggio, nell’angolo di Moto Guzzi, spicca uno spazio con una coppia di Pirelli Scorpion montate su cerchi a raggi. A capeggiare il tutto, un’insegna: “STELVIO!”. Finalmente partorita la V100 Mandello per il centenario, la Casa di Mandello del Lario inizierà la propria opera di ringiovanimento e ampliamento della gamma? Lo scopriremo a Eicma 2023. Intanto voi andatevi a gustare Eicma 2022, aperto al pubblico da giovedì 10 a domenica 13 novembre a Fieramilano (Rho). L’orario, per tutti i giorni, è 9:30-18:30. Biglietti ridotti da € 12,00 e interi da € 19,00 -> LINK

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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