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Bagnaia: “Sono incazzato nero. 12 punti buttati nel cesso”

Altro ‘zero’ per Bagnaia, questa volta nella Sprint di Catalogna. Il #1 ha commentato con rabbia la caduta all’ultimo giro, mentre era in testa con ampio margine, per due gradi di piega in più nonostante una velocità più bassa. Ad amareggiarlo sono i punti persi in ottica campionato: “Questo zero influisce poco o niente sulla…

25 Maggio 2024
3 min read

Altro ‘zero’ per Bagnaia, questa volta nella Sprint di Catalogna. Il #1 ha commentato con rabbia la caduta all’ultimo giro, mentre era in testa con ampio margine, per due gradi di piega in più nonostante una velocità più bassa. Ad amareggiarlo sono i punti persi in ottica campionato: “Questo zero influisce poco o niente sulla gara di domani. Ma sul campionato influisce molto: sono 12 punti buttati nel cesso”

© Ducati

Questa prima parte di 2024 sembra quasi nefasta per Bagnaia, che finora ha oggettivamente raccolto meno di quanto meriterebbe il suo potenziale. Oggi nella Sprint del GP di Catalogna il #1 del team Ducati Lenovo è caduto malamente nel corso dell’ultimo giro, approcciando la quinta curva del Vircuit de Barcelona-Catalunya mentre era saldamente in testa con un vantaggio di addirittura nove decimi su Espargaro. “Sono incazzato nero, è normale. Quando cadi e c’è un motivo valido è più facile. Quando cadi perché il problema sono le condizioni dell’asfalto ti fa incazzare” dice Bagnaia commentando la caduta. Pecco si difende, spiegando che non è stato un suo errore a farlo carambolare in ghiaia: “Avevo gestito tutto perfettamente e cadere all’ultimo giro, a nove curve dalla fine, ti fa girare i coglioni. Soprattutto perché ero entrato più piano e con lo stesso freno“. Bagnaia ha anche spiegato il risultato dell’analisi della telemetria: Siamo rimasti un po’ di tempo al box ad analizzare la caduta: stesso punto di frenata, velocità un poco inferiore ma i due gradi in più nell’angolo di piega mi hanno portato alla caduta. Niente di eclatante, ma evidentemente basta questo.”

Bagnaia non è stato l’unico a cadere oggi occupando la prima posizione, la stessa sorte è toccata anche a Binder e prima ancora a Raul Fernandez. nel primo caso, la caduta è avvenuta sotto gli occhi di Bagnaia: “Binder, quando si è steso, mi è sembrato normale. Sapevo che sarebbe stata una gara difficile, ma l’avevo controllata. Non so con chi prendermela“. Il #1 ha provato ad analizzare la situazione, ma senza trovare motivazioni logiche: “Quando cadi, al 90% la colpa è del pilota. Mi prendo le mie responsabilità dicendo che forse avrei dovuto farla forte come il giro prima. Però ho mantenuto più margine e mi sono steso. Non so sia stato un caso, ma oggi chi era davanti è caduto. Anche Acosta, quando l’ho passato alla Curva 10 gli si era chiuso il davanti. Oggi nelle curve a sinistra in generale si era al limite. Domani sarà ancora peggio, perché farà ancora più caldo. Ma non so se ci sia un motivo per cui se sei davanti c’è rischio di cadere.”

Ma su una cosa Pecco è certo, l’asfalto del Circuit de Barcelona-Catalunya non meriterebbe il Mondiale per le condizioni in cui si trova. “Questa pista è un disastro, andrebbe riasfaltata assolutamente. Ma quando spingi in Safety Commission ti dicono di no e quindi sarà uguale per i prossimi anni. Speriamo che facciano qualcosa, perché secondo me non è bello vedere così tante cadute in tutte le categorie con così tanta costanza, quindi secondo me dovrebbero pensarci bene.

Nel frattempo Martin ha chiuso in quarta posizione, aggiungendo altri 6 punti al vantaggio che aveva su Bagnaia che ora si trova lontano 44 punti dallo spagnolo del team Pramac. “Questo zero influisce poco o niente sulla gara di domani. Ma sul campionato influisce molto. Sono 12 punti buttati nel cesso” dice Pecco. Che si è reso conto di dover cambiare passo nelle Sprint: “A Jerez eravamo velocissimi, da podio, a Le Mans eravamo velocissimi, da podio. Qui era vinta. Quindi in termini di campionato influisce tanto. Ho visto la classifica e prima di questa gara io nelle Sprint ho fatto 14 punti e Martin 50. Nella gara della domenica io ne ho fatti 77 e lui 79. Quindi sta influendo molto, troppo.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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